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Olanda, la conferma dagli ultimi dati ufficiali: il liberale europeista Jetten ha vinto le elezioni

(agf)

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E’ stato scrutinato il 99,7 per cento dei voti e l’estrema destra di Wilders, secondo l’agenzia di stampa nazionale Anp, non può più raggiungere il partito D66. Il cui leader così si rafforza in vista delle consultazioni, che dovrebbero cominciare martedì. Il premier uscente Schoof: “Difficile un governo prima di Natale”
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Ora è sicuro. Il partito liberale progressista D66 ha vinto le elezioni di domenica scorsa in Olanda. Ad affermarlo è l’agenzia di stampa nazionale Anp, secondo la quale, dopo le ultime schede contate, l’estrema destra Pvv di Geert Wilders non può più raggiungere D66 di Rob Jetten, la grande sorpresa del voto.

Entrambi i partiti hanno ottenuto 26 seggi (su un totale di 150), ma D66 ha al momento 15.155 voti in più, e secondo Anp, con il 99,7 per cento di schede scrutinate, non può più essere raggiunto. Tanto più che nel voto per corrispondenza degli olandesi all’estero, che ancora deve essere contato e i cui risultati dovrebbero esser resi noti lunedì sera, l’estrema destra di solito va male.

(reuters)

La reazione di Jetten

"Sono incredibilmente felice che siamo diventati il partito leader in queste elezioni. Un risultato storico per D66. Allo stesso tempo, sento una grande responsabilità", ha detto J…

Ora è sicuro. Il partito liberale progressista D66 ha vinto le elezioni di domenica scorsa in Olanda. Ad affermarlo è l’agenzia di stampa nazionale Anp, secondo la quale, dopo le ultime schede contate, l’estrema destra Pvv di Geert Wilders non può più raggiungere D66 di Rob Jetten, la grande sorpresa del voto.

Entrambi i partiti hanno ottenuto 26 seggi (su un totale di 150), ma D66 ha al momento 15.155 voti in più, e secondo Anp, con il 99,7 per cento di schede scrutinate, non può più essere raggiunto. Tanto più che nel voto per corrispondenza degli olandesi all’estero, che ancora deve essere contato e i cui risultati dovrebbero esser resi noti lunedì sera, l’estrema destra di solito va male.

(reuters)

La reazione di Jetten

"Sono incredibilmente felice che siamo diventati il partito leader in queste elezioni. Un risultato storico per D66. Allo stesso tempo, sento una grande responsabilità", ha detto Jetten alla stampa. "Penso che abbiamo dimostrato al resto d'Europa e al mondo che è possibile sconfiggere i movimenti populisti, se si fa campagna elettorale con un messaggio positivo per il proprio Paese", ha aggiunto Jetten parlando all'Afp. Per poi scrivere su X: “Grazie per la vostra fiducia. Siamo il partito più grande dei Paesi Bassi! Ora lavoreremo per tutti gli olandesi”. Jetten ha poi ha affermato di volere un “gabinetto stabile” che "possa contare sul sostegno della Camera dei rappresentanti, ma che possa anche lavorare efficacemente al Senato". Secondo Jetten, gli elettori hanno chiarito che "la collaborazione tra le parti è il vero messaggio di questo risultato". "Cercherò un candidato premier in grado di unire tutte le forze politiche", ha aggiunto, "ho già un nome in mente, ma lo annuncerò al presidente della Camera martedì", facendo intendere dunque, contrariamente a quanto si pensasse finora, che non sarebbe lui il primo ministro.

Che cosa cambia per il vincitore

In teoria non cambia molto, poiché Wilders ha perso 11 seggi rispetto al 2023 e già prima nessuno voleva allearsi con lui, mentre Jetten, 38 anni, centrista, ne ha fatti guadagnare 17 al proprio partito e ha già diverse formazioni pronte ad entrare con lui al governo. Ma il primato indubbiamente rafforza ancora di più la posizione di Jetten.

Il successo consente anche di velocizzare le procedure per l’apertura dei negoziati, che le ultime volte in Olanda sono durati almeno sette mesi, a causa della frammentazione del panorama politico. Già martedì, dunque, Jetten avrà il diritto di nominare il cosiddetto verkenner, l’esploratore, il cui compito è quello di sondare tutti i 15 partiti in Parlamento su chi dovrebbe formare il governo e sulla loro disponibilità a farne parte.

Wilders aveva dichiarato che avrebbe bloccato qualsiasi tentativo da parte di Jetten di avviare l’iter fino a quando il risultato delle elezioni non fosse stato chiaro “al 100%”, e ancora ieri ricordava che sarebbe toccato a lui stesso avviarlo, in caso di primo posto.

Le possibili alleanze

Jetten si alleerà con i cristiano-democratici di Cda (18 seggi) e proverà a coinvolgere sia i liberali di centrodestra Vvd (22) sia la sinistra laburista-verde (20), anche se Vvd ha già detto che non vuole allearsi con questi ultimi, e Jetten dovrà, nel caso, cercare di far loro cambiare idea (come ha fatto Wilders l’anno scorso). La sinistra peraltro è in pieno movimento, visto che lunedì sceglierà l’erede del leader dimissionario Frans Timmermans. Vvd vorrebbe invece coinvolgere Ja21 (9 seggi), altro partito d’estrema destra, ma più flessibile di quello di Wilders. La convivenza con gli europeisti di Jetten, però, sarebbe davvero difficile.

Aspettando Natale

Servirà dunque pazienza, e infatti il premier uscente Dick Schoof non si aspetta che un nuovo governo possa nascere prima di Natale. "Auguro a tutti il meglio, ma ne sarei sorpreso", ha dichiarato alla stampa all'apertura della riunione di gabinetto. "Se si guarda ai risultati, la situazione appare piuttosto complicata", ha osservato Schoof, sottolineando che per raggiungere una maggioranza potrebbero essere necessari anche fino a cinque partiti.

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