L’abbraccio tra la vedova Kirk e J.D. Vance diventa un caso
di Massimo BasileNEW YORK - In un governo che ogni giorno fa notizia per una dichiarazione sui dazi, minacce di operazioni militari e strappi alla Costituzione americana, mancava il gossip. Adesso quel vuoto è stato colmato con un caso diventato virale sui social e sui blog. Negli Stati Uniti c’è chi comincia a sospettare che possa esserci, o possa nascere, un legame sentimentale tra Erika Lane Kirk, la vedova dell’attivista Charlie Kirk, ucciso in un attentato a settembre, e il vicepresidente degli Stati Uniti J. D. Vance.
A scatenare il gossip è stato il modo in cui l’ex miss Arizona ha salutato il vicepresidente sul palco di un evento all’Università del Mississippi, organizzato in ricordo del marito. La vedova di Kirk ha abbracciato Vance, che le cingeva i fianchi, posandogli una mano sulla nuca. Alcuni blogger si sono chiesti se fosse stato necessario un abbraccio di quel genere. Quelli democratici hanno chiesto ai follower: “Notate…
NEW YORK - In un governo che ogni giorno fa notizia per una dichiarazione sui dazi, minacce di operazioni militari e strappi alla Costituzione americana, mancava il gossip. Adesso quel vuoto è stato colmato con un caso diventato virale sui social e sui blog. Negli Stati Uniti c’è chi comincia a sospettare che possa esserci, o possa nascere, un legame sentimentale tra Erika Lane Kirk, la vedova dell’attivista Charlie Kirk, ucciso in un attentato a settembre, e il vicepresidente degli Stati Uniti J. D. Vance.
A scatenare il gossip è stato il modo in cui l’ex miss Arizona ha salutato il vicepresidente sul palco di un evento all’Università del Mississippi, organizzato in ricordo del marito. La vedova di Kirk ha abbracciato Vance, che le cingeva i fianchi, posandogli una mano sulla nuca. Alcuni blogger si sono chiesti se fosse stato necessario un abbraccio di quel genere. Quelli democratici hanno chiesto ai follower: “Notate qualcosa di strano in questo abbraccio?”. Su X account Maga hanno messo in guardia Usha Vance, la moglie del vicepresidente. Qualcuno si è spinto a commentare: “Usha, mi sa che te l’hanno fatta”. L’account Anonymous ha commentato: “La più grande vittima di questo abbraccio è la moglie di Vance, una cosa molto irrispettosa nei suoi confronti”.
Ad alimentare il pettegolezzo le dichiarazioni da parte dei due protagonisti. Erika Kirk ha accolto Vance, dicendo: “Nessuno potrà mai sostituire mio marito, però Vance è quello che più me lo ricorda”. Alla domanda di una ragazza, che gli aveva contestato il fatto di difendere il primato dei cristiani e allo stesso tempo avere una moglie induista, Vance ha risposto: “Sinceramente lo desidero tanto (che Usha si converta, ndr) perché credo nel Vangelo cristiano, e spero che alla fine anche mia moglie arrivi a vederla allo stesso modo». «Se non lo farà - ha aggiunto - allora Dio dice che tutti hanno il libero arbitrio, quindi per me non è un problema. È qualcosa su cui si lavora».
Sui giornali conservatori come il New York Post, i lettori hanno sottolineato come Kirk pianga troppo facilmente a favore di telecamera. “A quell’evento - ha scritto uno in modo velenoso - erano tutti con gli occhi lucidi, tranne Erika”. E un altro: “E’ pazzesco come lei riesca a piangere a comando”. Già le immagini delle sue lacrime davanti alle telecamere due giorni dopo l’assassinio del marito avevano suscitato reazioni contrastanti. E lo stesso era avvenuto pochi giorni dopo quando, conducendo il podcast del marito, Erika aveva riso e scherzato tutto il tempo.
All’evento all’Università del Mississippi a un certo punto la platea di tremila studenti ha cominciato a intonare il numero “48”, a indicare il futuro presidente, il numero 48 della storia, riferimento proprio a Vance. Con una first lady come Erika, si è spinto qualche commentatore, cristiana, suprematista e ancora più a destra del marito, la nuova "coppia presidenziale” sarebbe destinata a diventare il simbolo della cultura Maga del dopo Trump. Vance ha sostenuto di voler diventare l’erede di Kirk e parlare ai giovani, ma erede fino a che punto? Di sicuro con lei il vicepresidente sembra avere una maggiore affinità religiosa e politica, rispetto a quella con la moglie.
Charlie Kirk sosteneva la necessita di chiudere le frontiere americane agli immigrati indiani. “Non abbiamo bisogno di loro”, aveva detto nei suoi podcast. La famiglia della moglie di Vance è di origine indiana. Usha Vance, avvocata con laurea a Yale, in passato iscritta nelle liste democratiche, poi indipendente e infine repubblicana da quando il marito è entrato in politica, non ha commentato il gossip, restando in silenzio. Rare le uscite pubbliche con il marito, con cui si fa però riprendere mano nella mano e sorridente. Ma a Washington c’è chi sostiene che la coppia sia in crisi già da prima che Vance diventasse vicepresidente.