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Regno Unito, anche senza titoli l’ex principe Andrea potrebbe ancora diventare re: ecco perché

(reuters)

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Dopo l’umiliazione finale decisa da re Carlo, il fratello è ancora ottavo in linea di successione e, in caso di eventi imprevedibili, potrebbe ritrovarsi clamorosamente sul trono. I deputati di Westminster: “Agiamo subito prima che sia troppo tardi”. Ma il primo ministro Starmer è riluttante
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LONDRA – Non succede, ma se succede? L’ex principe Andrea sarà pure stato defenestrato dalla Royal Family, ma tecnicamente è ancora in lizza per il trono. Difatti, nonostante tutto, è rimasto ottavo in linea di successione di re Carlo III, dietro William con i tre figli, e Harry con prole. Certo, è una prospettiva alquanto irrealistica, ma tecnicamente non impossibile. Per questo, alcuni deputati di Westminster - anche del governo laburista in carica - si stanno attivando per fare pressione sul primo ministro Sir Keir Starmer affinché agisca ed estrometta l’ex duca di York anche dalla successione dalla monarchia britannica.

Ciò perché soltanto un “Act of Parliament” potrebbe innescare un processo del genere. In teoria, neanche Andrea potrebbe rinunciarvi spontaneamente, anche se lo volesse - a meno di diventare re e abdicare subito dopo. Dunque, è Westminster e Downing Street che devono agire. Il deputato laburista Jon Trickett ha detto al Telegraph che “bisogna muoversi prima che si…

LONDRA – Non succede, ma se succede? L’ex principe Andrea sarà pure stato defenestrato dalla Royal Family, ma tecnicamente è ancora in lizza per il trono. Difatti, nonostante tutto, è rimasto ottavo in linea di successione di re Carlo III, dietro William con i tre figli, e Harry con prole. Certo, è una prospettiva alquanto irrealistica, ma tecnicamente non impossibile. Per questo, alcuni deputati di Westminster - anche del governo laburista in carica - si stanno attivando per fare pressione sul primo ministro Sir Keir Starmer affinché agisca ed estrometta l’ex duca di York anche dalla successione dalla monarchia britannica.

Ciò perché soltanto un “Act of Parliament” potrebbe innescare un processo del genere. In teoria, neanche Andrea potrebbe rinunciarvi spontaneamente, anche se lo volesse - a meno di diventare re e abdicare subito dopo. Dunque, è Westminster e Downing Street che devono agire. Il deputato laburista Jon Trickett ha detto al Telegraph che “bisogna muoversi prima che sia troppo tardi, perché una immane e imprevedibile tragedia di famiglia potrebbe rimettere Andrea in gioco e addirittura farlo arrivare sul trono. Bisogna risolvere questa situazione una volta per tutte”. D’accordo anche Rachel Maskell, parlamentare indipendente della Camera dei Comuni.

Forse Trickett e Maskell - e molti altri a Westminster - sono mossi da uno straordinario eccesso di scrupolo. Però non sembrano avere tutti i torti. La linea di successione britannica prevede la priorità al primogenito del sovrano e ai suoi figli e nipoti, poi al secondogenito con subito dopo i suoi figli e nipoti, e così via. Nel 2013 il Parlamento britannico ha anche approvato la parità di sesso e genere nella successione della monarchia con la legge "Succession to the Crown Act”, ma ciò non si applica retroattivamente a coloro nati prima del 28 ottobre 2011. Ed è per questo che Andrea ha subito scalzato la sorella Anna dall’ottavo posto in fila, nonostante la “Princess Royal” sia di dieci anni più anziana rispetto al 65enne ex principe.

In ogni modo, la preoccupazione dei deputati britannici è che, qualora accadesse una clamorosa tragedia familiare a William e ai suoi tre figli George, Charlotte e Louis, a quel punto Andrea potrebbe ritrovarsi in prima linea. Perché Harry, al quinto posto, si è auto-esiliato in California, e così i suoi due bambini, Archie e Lilibet (già soprannome della regina Elisabetta). Per questo motivo, l’erede al trono principe del Galles e la sua prole raramente viaggiano tutti insieme, soprattutto in elicottero. Insomma, è una preoccupazione di lunga data per la Royal Family, soprattutto dalla fuga di Harry in America e dal suo conseguente declassamento.

Si tratta di uno scenario altamente improbabile, ma non impossibile. Tuttavia, Starmer al momento non vuole sporcarsi le mani con questa vicenda e preferisce starne lontano. Ma la pressione sta crescendo anche su di lui. Un portavoce di Downing Street ha risposto ieri dicendo che “non ci sono piani di cambiare la linea monarchica” con un atto del Parlamento. Ma come storia della politica britannica insegna, quando un primo ministro risponde “no plans”, è molto probabile che quella cosa poi accada.

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