"La mappa del Complesso tecnologico autoritario": così la Silicon Valley trumpiana allarga il suo potere e prepara la post-democrazia
dalla nostra corrispondente Tonia MastrobuoniBERLINO – L'imperialismo della Silicon Valley si sta espandendo a un ritmo galoppante negli Stati Uniti e in Europa. Alcuni degli uomini più vicini alla Casa Bianca - JD Vance, Peter Thiel, Elon Musk, Alex Karp, Marc Andreesen, Palmer Luckey o David Sachs - sono a capo di influenti colossi della Big Tech come Palantir, Anduril o SpaceX o rivestono posizioni di apice nell'amministrazione Trump.
Stanno realizzando in Occidente un disegno duplice. D'un lato stanno rapidamente ottenendo da molti governi la privatizzazione delle infrastrutture digitali e materiali più delicate della vita pubblica: sanità, welfare, difesa, energia e sicurezza. Dall'altro, attraverso il controllo di queste cruciali infrastrutture, stanno ponendo in teoria le basi per realizzare la società "post-democratica" propagata dal più influente, eversivo e trumpiano di questi oligarchi, Peter Thiel. La prima studiosa ad aver realizzato una mappa complet…
BERLINO – L'imperialismo della Silicon Valley si sta espandendo a un ritmo galoppante negli Stati Uniti e in Europa. Alcuni degli uomini più vicini alla Casa Bianca - JD Vance, Peter Thiel, Elon Musk, Alex Karp, Marc Andreesen, Palmer Luckey o David Sachs - sono a capo di influenti colossi della Big Tech come Palantir, Anduril o SpaceX o rivestono posizioni di apice nell'amministrazione Trump.
Stanno realizzando in Occidente un disegno duplice. D'un lato stanno rapidamente ottenendo da molti governi la privatizzazione delle infrastrutture digitali e materiali più delicate della vita pubblica: sanità, welfare, difesa, energia e sicurezza. Dall'altro, attraverso il controllo di queste cruciali infrastrutture, stanno ponendo in teoria le basi per realizzare la società "post-democratica" propagata dal più influente, eversivo e trumpiano di questi oligarchi, Peter Thiel. La prima studiosa ad aver realizzato una mappa completa della ragnatela della Silicon Valley trumpiana è l'economista Francesca Bria, professoressa alla UCL di Londra e advisor della Commissione Europea sulla sovranità tecnologica. Bria ha diretto un gruppo di esperti e data scientist e ha mappato per la Fondazione Ebert il "Complesso Tecnologico Autoritario". Intorno alla Casa Bianca, argomenta, "si sta cristallizzando un complesso tech-autoritario che è più veloce, più ideologico e più privato di qualsiasi precedente modello industriale.
La Silicon Valley non si limita più a creare app: "Sta costruendo imperi. Sotto l'egida della 'tecnologia patriottica', una coalizione di aziende, finanziatori e ideologi sta progettando un'infrastruttura planetaria per la sorveglianza, la coercizione e la governance irresponsabile". La ricerca mostra queste connessioni in maniera inequivocabile. Si tratta di un giro d’affari(tra investimenti di venture capital e contratti pubblici da oltre 4.500 miliardi di dollari.
E' di pochi giorni fa, ad esempio, la notizia che il gigante della difesa tedesco Rheinmetall, la start up tedesca Helsing e l'azienda americana Stark, cofinanziata da Thiel, costruiranno 12mila droni per rafforzare il fianco orientale della Nato. Un'intesa che si aggiunge a quella sottoscritta a giugno da Rheinmetall con Anduril, l'azienda fondata da Palmer Luckey, per costruire missili Barracuda e Fury.
Palmer Luckey è un altro trumpiano della prima ora che ama chiamare le sue aziende ispirandosi a Tolkien ed è esponente del cerchio magico intorno a Peter Thiel, che include il fondatore di Palantir Alex Karp. Ma già ad aprile era emerso che la Nato aveva comprato da Palantir il sistema MSS che utilizza l'intelligenza artificiale per garantire "ai comandanti una capacità operativa sicura e unica" sui campi di battaglia. Inoltre, a Berlino i due partiti del governo Merz, Cdu/Csu e Spd stanno litigando da mesi su un'altra succulenta commessa per la creatura di Thiel. La bavarese Csu ha già affidato a Palantir Gotham tutte le banche dati della polizia. E adesso il ministro dell'Interno federale Alexander Dobrindt, esponente della Csu, vorrebbe estendere il contratto a tutta la Germania. Per fortuna la Spd è contraria.
Specularmente, quella della Fondazione Ebert è la prima cartina della crescente dipendenza di molti Paesi occidentali da un pugno di pervasive imprese americane. Sul piano militare, i contratti sottoscritti "significano che prendere decisioni, muovere le truppe, realizzare un'analisi dell'intelligence saranno operazioni che passeranno attraverso degli algoritmi che non saranno più governati dai comandi militari ma da vertici di aziende". In altre parole, "gli eserciti hanno ceduto sovranità operativa a una piattaforma della quale non possono più fare a meno".
Thiel è l'uomo che ha teorizzato che "la libertà e la democrazia non sono più compatibili". E i tentacoli degli oligarchi della Silicon Valley si sono allungati anche al Regno Unito, che ha appaltato addirittura la piattaforma di dati della sanità pubblica Nhs a Palantir. Allo stesso tempo il governo britannico ha firmato un'intesa con Thiel sulla difesa: "Un contratto da 1,5 miliardi di sterline che ha trasformato il Regno Unito in un hub per i sistemi di intelligenza artificiale di Palantir e che ne cementa la dipendenza" dagli americani, osserva l'economista.
Ma anche Elon Musk, il padrone di X e SpaceX che in questi giorni è impegnato in una campagna a tappeto a favore dell'estrema destra britannica e in passato ha sostenuto pubblicamente il partito di ultradestra tedesco Afd, si sta accaparrando importanti commesse in Germania, Francia, Italia, Regno Unito. E da governi, paradossalmente, che sono quotidianamente oggetto delle sue tirate radicali. "Mentre a Bruxelles si dibatte della 'sovranità digitale' i ministeri firmano contratti che trasferiscono le funzioni governative al complesso autoritario della Silicon Valley. Ogni nuova dipendenza restringe l'autonomia decisionale futura mentre ingloba logiche autoritarie anti-democratiche nelle sue infrastrutture di governance", sottolinea Bria.
Negli Stati Uniti la colonizzazione della sfera pubblica da parte dei tech-autoritari della Silicon Valley è già molto più avanzata. Del resto, oltre ad aver appoggiato Trump sin dalla prima ora, Peter Thiel è stato anche il maggiore finanziatore della campagna elettorale del suo vicepresidente, JD Vance, universalmente considerato il braccio politico della rete alla Casa Bianca. Negli Stati Uniti, la ragnatela di relazioni, appalti e commesse è fittissima, la "privatizzazione della sovranità pubblica" come la definisce Bria, mostruosa.
Ma il vero potere di questa rete non risiede solo nei contratti miliardari. Gli oligarchi trumpiani della Silicon Valley hanno costruito un sistema conclamato di conflitti di interesse: si promuove l'ideologia della "tecnologia patriottica", si piazzano i propri uomini nelle istituzioni che riscrivono le regolamentazioni e le procedure di appalto per favorire le proprie ex-aziende. Queste ultime vincono contratti pubblici miliardari e usano quei profitti per finanziare nuove campagne politiche e consolidare il controllo delle infrastrutture critiche. Un circolo vizioso infinito alimentato da uomini che sono il cuore dello Stato e hanno le mani sulle leve del potere. “L'Europa - argomenta Bria - si trova di fronte a una scelta esistenziale: costruire una vera sovranità tecnologica, o accettare di essere governata da piattaforme i cui architetti considerano la democrazia un sistema operativo obsoleto. La destra autoritaria della Silicon Valley non sta teorizzando questo mondo. Lo sta già costruendo".