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Mosca spinge l’offensiva: “Non è necessario il summit con Trump”

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Attacchi sulle infrastrutture ucraine, 6 morti di cui 2 bambini. Sabotatori penetrano in Russia: fuori uso terminale di Rosneft
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Mosca non ha fretta, la pace può attendere. Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, dice che «non c’è bisogno di un incontro urgente tra Putin e Trump», meglio far prima «un lavoro scrupoloso sulle questioni dell’accordo sull’Ucraina». Tradotto sulla mappa tattica della guerra, significa consolidare una fase in cui potrebbe rapidamente mettere nel sacco del bottino le prime città maggiori conquistate nel 2025, in cui finora aveva preso solo steppa e villaggi dispersi.

A Kupyansk e a Pokrovsk la situazione per i difensori ucraini è critica e in rete si riversano le immagini di quel che già affiora del massacro, tra campi di cadaveri e brutali assassinii di uomini in divisa operati da nuvole di droni suicidi. Nel frattempo, la guerra infuria nelle retrovie dove nel mirino continuano a esserci le infrastrutture energetiche: si punta a strozzare la logistica militare ma si mira contemporaneamente a fiaccare il morale dei civili, mentre gli ucraini cercano di inceppare le entrate del Cre…

Mosca non ha fretta, la pace può attendere. Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, dice che «non c’è bisogno di un incontro urgente tra Putin e Trump», meglio far prima «un lavoro scrupoloso sulle questioni dell’accordo sull’Ucraina». Tradotto sulla mappa tattica della guerra, significa consolidare una fase in cui potrebbe rapidamente mettere nel sacco del bottino le prime città maggiori conquistate nel 2025, in cui finora aveva preso solo steppa e villaggi dispersi.

A Kupyansk e a Pokrovsk la situazione per i difensori ucraini è critica e in rete si riversano le immagini di quel che già affiora del massacro, tra campi di cadaveri e brutali assassinii di uomini in divisa operati da nuvole di droni suicidi. Nel frattempo, la guerra infuria nelle retrovie dove nel mirino continuano a esserci le infrastrutture energetiche: si punta a strozzare la logistica militare ma si mira contemporaneamente a fiaccare il morale dei civili, mentre gli ucraini cercano di inceppare le entrate del Cremlino sulle fonti energetiche. Sono piogge di missili e droni che costano caro anche ai civili: sei morti, in Ucraina, negli attacchi notturni tra sabato e domenica con 79 droni e due missili balistici. Cinque regioni colpite (Dnipropetrovsk, Zaporizhzhia, Kharkiv, ?ernihiv e Odessa) con due ragazzini di 11 e 14 anni tra gli uccisi. Qua e là nel Paese va via la corrente elettrica, tra distacchi programmati per far fronte alla crisi e blackout dovuti ai nuovi attacchi. In una settimana, fa i conti il presidente Zelensky, i russi hanno spedito in Ucraina 1.500 droni, 1.170 bombe aeree e più di 70 missili. La buona notizia, qui, è che sono arrivati nuovi sistema di difesa Patriot forniti dalla Germania grazie alle triangolazioni con gli Americani, che vendono le armi ai partner Nato dei “volonterosi”. Lo ha annunciato ieri Zelensky ringraziando il cancelliere tedesco Friedrich Merz che ha dunque portato a cinque i Patriot consegnati a Kiev dopo i tra già forniti in passato.

Sabato sabotatori ucraini del Gur hanno fatto saltare in aria un oleodotto che serviva la capitale russa 

Ma l’Ucraina non si limita a difendersi: attacca i terminal petroliferi come ha fatto ieri mattina al porto russo di Tuapse, sul Mar Nero, danneggiando due navi e le infrastrutture. La Sbu sostiene ci siano stati cinque ondate di attacchi con i droni, e la Difesa russa dice di avere abbattuto 164 droni ucraini durante la notte in diverse regioni della Russia. Gli ucraini avrebbero centrato un rimorchiatore nel porto di Kavkaz e magazzini e basi militari nei territori occupati, distruggendo strutture logistiche e depositi di equipaggiamento.

La notte tra sabato e domenica gli Ucraini hanno colpito un terminale Rosneft sul Mar Nero a Tuapse nel Krasnodar 

Ma è sul terreno dove si uccidono i fanti che si disegna con il sangue il destino della guerra. A Pokrovsk la situazione tattica è difficilissima e gli ucraini hanno concentrato il massimo sforzo per impedire la caduta della città e per mantenere aperto e allargare il collo della sacca in cui migliaia di soldati ucraini stanno ancora difendendo la conurbazione mineriaria di Pokrovsk e Myrnograd, in condizioni difficilissime se non estreme. I racconti che arrivano da lì, raccolti a distanza dai giornalisti ucraini, sono terribili.

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