NEW YORK – Sostiene Trump che non ha in mente una guerra contro il Venezuela, ma i giorni del suo leader Maduro «sono contati», probabilmente per la pressione che gli sta mettendo addosso, i bombardamenti contro le imbarcazioni dei narcos, i possibili raid a terra, le minacce di colpire a distanza lo stesso regime. Risponde Nicolas che «niente e nessuno» potrà scalfire la democrazia di Caracas, anche se la vincitrice del Nobel per la pace Machado assicura che il popolo sta col presidente americano, che nel prepara azioni contro i trafficanti anche in Messico.
Intervistato dal programma “60 Minutes” della Cbs, il capo della Casa Bianca ha detto che «non stiamo pensando ad una guerra, ma i giorni di Maduro sono contati». Alla domanda se pensa di scatenare una guerra contro il Venezuela, ha risposto così: «Ne dubito. Non credo». Quando però gli hanno chiesto se i giorni di Maduro sono contati, è stato netto: «Direi di sì. Penso di sì». Sul come ci sono varie ipotesi. I bombardamenti cont…
NEW YORK – Sostiene Trump che non ha in mente una guerra contro il Venezuela, ma i giorni del suo leader Maduro «sono contati», probabilmente per la pressione che gli sta mettendo addosso, i bombardamenti contro le imbarcazioni dei narcos, i possibili raid a terra, le minacce di colpire a distanza lo stesso regime. Risponde Nicolas che «niente e nessuno» potrà scalfire la democrazia di Caracas, anche se la vincitrice del Nobel per la pace Machado assicura che il popolo sta col presidente americano, che nel prepara azioni contro i trafficanti anche in Messico.
Intervistato dal programma “60 Minutes” della Cbs, il capo della Casa Bianca ha detto che «non stiamo pensando ad una guerra, ma i giorni di Maduro sono contati». Alla domanda se pensa di scatenare una guerra contro il Venezuela, ha risposto così: «Ne dubito. Non credo». Quando però gli hanno chiesto se i giorni di Maduro sono contati, è stato netto: «Direi di sì. Penso di sì». Sul come ci sono varie ipotesi. I bombardamenti contro i narcos servono a bloccare il traffico della droga, ma sono anche una scusa per colpire il regime e lanciare un segnale. Lo schieramento militare americano nei Caraibi è imponente, guidato dalla portaerei Ford, e Trump non ha escluso azioni di terra mirate alle basi dei cartelli. Nessuno prevede un’invasione modello Panama, ma se i raid si estendessero al territorio nazionale, Maduro dovrebbe decidere se resistere o accettare l’esilio, anche perché la Cia è stata autorizzata a condurre operazioni sul terreno.
Nicolas per ora resiste: «La nostra democrazia è la più avanzata del pianeta. Siamo un popolo istruito, colto, patriottico, coraggioso e consapevole dei propri diritti. Niente e nessuno ci toglierà l’opportunità di vivere e di essere parte del “Secolo dei Popoli”». Parlando con la Fox News, la leader dell’opposizione María Corina Machado gli ha risposto che «il popolo venezuelano appoggia pienamente il presidente Trump e la sua strategia, perché lottiamo da 26 anni per liberare il nostro Paese. Ora abbiamo l’opportunità di fermare questa guerra». La giustificazione è questa: «Il Venezuela è un chiaro esempio della devastazione che socialismo e criminalità possono causare nella società. Vent’anni fa era il Paese più ricco e libero dell’America latina, oggi è uno dei più poveri. Questo perché il socialismo promette uguaglianza per tutti, ma in realtà siamo tutti ugualmente poveri».
L’Unione europea, confermando l’invio di un nuovo pacchetto di aiuti umanitari da 14,5 milioni di euro, ha scelto una linea intermedia: «Condividiamo l’obiettivo di smantellare il crimine organizzato, ma qualsiasi azione deve rispettare il diritto internazionale».
Secondo la Nbc, però, l’amministrazione Trump prepara una nuova missione di terra anche contro i cartelli messicani della droga. Non per rovesciare il governo, ma continuare la campagna fuori dai confini americani.