Donald Trump pronto a usare Zorhan Mamdani contro i dem
dal nostro corrispondente Paolo MastrolilliNEW YORK – «Non sono un fan di Cuomo, in un senso o nell’altro, ma se si tratta di una scelta tra un cattivo democratico e un comunista, sceglierò sempre il cattivo democratico, per essere onesto con voi». Così ha parlato Donald Trump durante l’intervista di domenica sera alla trasmissione della Cbs “60 Minutes”, aggiungendo che se Mamdani verrà eletto sindaco di New York, lui faticherà ad elargire i 7,4 miliardi di dollari di finanziamenti annuali che il governo federale paga alla sua ex città. Ma è davvero così?
Sul fatto che il capo della Casa Bianca non condivida le idee del candidato definito “comunista” non ci piove, ma tra i democratici più moderati serpeggia il timore che in realtà lo voglia a City Hall, come ci aveva confessato la surrogata di Andrew Cuomo Sheryl Fetik a Forest Hills, perché «gli conviene sul piano elettorale».
NEW YORK – «Non sono un fan di Cuomo, in un senso o nell’altro, ma se si tratta di una scelta tra un cattivo democratico e un comunista, sceglierò sempre il cattivo democratico, per essere onesto con voi». Così ha parlato Donald Trump durante l’intervista di domenica sera alla trasmissione della Cbs “60 Minutes”, aggiungendo che se Mamdani verrà eletto sindaco di New York, lui faticherà ad elargire i 7,4 miliardi di dollari di finanziamenti annuali che il governo federale paga alla sua ex città. Ma è davvero così?
Sul fatto che il capo della Casa Bianca non condivida le idee del candidato definito “comunista” non ci piove, ma tra i democratici più moderati serpeggia il timore che in realtà lo voglia a City Hall, come ci aveva confessato la surrogata di Andrew Cuomo Sheryl Fetik a Forest Hills, perché «gli conviene sul piano elettorale».
Il ragionamento è questo. I repubblicani non hanno alcuna possibilità di vincere, ma possono determinare il risultato, perché il mancato ritiro del loro candidato Curtis Sliwa, sfottuto da Trump in varie occasioni, toglie a Cuomo i voti con cui potrebbe davvero accorciare le distanze da Mamdani. Perché non lo costringono a farsi da parte? È vero che il presidente teme l’effetto ritenuto devastante dei programmi di Zohran, soprattutto sul settore edilizio, ma la politica ora è più importante per lui, e non potendo avere un suo uomo a City Hall, è meglio un avversario estremista di un moderato accettabile. Così potrà usare Mamdani come spauracchio in vista delle midterm del prossimo anno, e magari le presidenziali del 2028, accusando i democratici di essere “radicali lunatici” inaffidabili e pericolosi. In più può indebolirli spaccandoli, perché sa bene quanto la corrente progressista di Sanders e Ocasio non sopporti quella moderata di Pelosi o lo stesso Obama. La vittoria di Zohran, così, potrebbe diventare una manna anche per Donald.