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New York, il nuovo sindaco è Mamdani. Trump: “Ci sarà regime comunista, la gente se ne andrà”

New York, il nuovo sindaco è Mamdani. Trump: “Ci sarà regime comunista, la gente se ne andrà”
(reuters)
Il voto, banco di prova per il Midterm, premia i democratici. Il socialista vince con il 50,39%, Cuomo si ferma 41,59%. I Maga all'attacco: “È un terrorista”. Il presidente: “Lo shutdown ha avuto un grosso peso sulle elezioni”
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A nulla è servito l’appello del presidente Donald Trump agli ebrei di New York: “Votate contro Zohran Mamdani”. Mamdani, è il primo sindaco musulmano della Grande Mela dove è concentrata la maggiore popolazione ebraica al di fuori di Israele. "Un ebreo che vota per Mamdani, che odia gli ebrei, è uno stupido", aveva detto il presidente Usa all’apertura delle urne. Il discorso del vincitore che sfida il presidente: “Trump, so che stai guardando, ho delle cose da dirti: alza il volume”. E tra le prime dichiarazioni post voto, il presidente Usa accusa i democratici di aver causato lo shutdown, il più lungo della storia americana, che sarebbe – sempre secondo Trump – uno dei motivi che ha spinto la vittoria dem

Punti chiave

Sanders: “Con Mamdani la sinistra vince anche senza il sostegno della leadership del partito”

"La leadership del partito non aveva sostenuto Mamdani a New York e lui ha vinto". Così Bernie Sanders, il due volte candidato alla Casa Bianca padre storico della sinistra americana, rivendica, parlando con la Cnn, come l'elezione a sindaco del giovane socialista democratico dimostra come i progressisti possano vincere anche senza avere il sostegno dell'establishment del partito. "Penso che vi sia una crescente comprensione del fatto che la leadership e la difesa dello status quo e delle diseguaglianze in America non siano in linea con il sentimento degli americani", ha aggiunto l'anziano senatore del Vermont, affermando che "non è un segreto che vi siano divisioni in seno al partito democratico". E che le vittorie democratiche di ieri, non solo a New York, mostrano che "le persone in tutto il Paese stanno rifiutando il trumpismo" e che i movimenti di base possono vincere.

Il capo dei pompieri di New York lascia dopo l’elezione di Mamdani

Il capo dei pompieri di New York, Robert Tucker, si dimette di seguito all'elezione di Zoharn Mamdani. Tucker ha annunciato le sue dimissioni all'attuale sindaco Eric Adams, precisando che assicurerà una transizione ordinata. La sua decisione, secondo indiscrezioni riportate dai media americani, è legata alle posizioni di Mamdani su Israele. Tucker è un ebreo sionista ed è convinto, riferiscono le fonti, di non poter continuare a ricoprire l'incarico sotto Mamdani.

Mamdani condanna le svastiche sulle scuole ebraiche di New York

Il sindaco eletto di New York City, Zohran Mamdani, condanna i graffiti raffiguranti una svastica trovati su una yeshiva (scuola ebraica) di Brooklyn, il giorno dopo la sua vittoria alle elezioni per la carica di sindaco della città.
"Questo è un atto di antisemitismo disgustoso e straziante, e non ha alcun posto nella nostra splendida città. Come sindaco, sarò sempre fermo al fianco dei nostri vicini ebrei per sradicare il flagello dell'antisemitismo dalla nostra città", scrive Mamdani su X. Mamdani ha ripetutamente condannato l'antisemitismo a New York e ha annunciato piani per combattere la discriminazione contro gli ebrei, nonostante la sua retorica anti-israeliana abbia allarmato fasce di ebrei newyorkesi.

Trump: “Presto a Miami i newyorkesi in fuga dal comunismo di Mamdani”

A Miami "presto troveranno rifugio quelli che scapperanno dal comunismo di New York". E' quanto ha detto Donald Trump affermando oggi che con il socialista democratico Zohran Mamdani come sindaco la principale città americana diventerà comunista. "La decisione che devono fronteggiare gli americani non può essere più chiara - ha detto ancora parlando all'American Business Forum di Miami - dobbiamo scegliere tra il comunismo e il buon senso, tra l'incubo economico e il miracolo economico". E poi l'affondo ai democratici, in vista delle elezioni midterm del prossimo anno: "se volete vedere quello che vogliono fare i democratici del Congresso all'America, basta guardare i risultati elettorali di New York, dove il loro partito ha installato un comunista come sindaco della più grande città della nazione", ha detto tra i fischi del pubblico al riferimento a Mamdani come "comunista".

Trump: “L’America deve scegliere fra comunismo e buon senso”

Donald Trump ha detto che l'America deve scegliere "tra comunismo e buon senso", il giorno dopo che le elezioni locali sono state ampiamente vinte dall'opposizione democratica. "I nostri avversari vi stanno offrendo un incubo economico. Noi stiamo realizzando un miracolo economico", ha aggiunto in un discorso molto combattivo a Miami, in Florida, il giorno dopo le elezioni.

Trump: “A New York ci sarà regime comunista, la gente se ne andrà”

"La gente comincerà a lasciare New York, fuggiranno dal regime comunista" di Zohran Mamdani. Lo ha detto Donald Trump a Miami paragonando il nuovo governo della Grande Mela ai regimi di Cuba e Venezuela. "Miami diventerà il rifugio anche per chi scappa da New York", ha aggiunto.

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Trump: “Persa un po’ di sovranità a New York, ma ce ne occuperemo”

"Il 5 novembre 2024 il popolo americano si è ripreso il suo governo, ripristinando la nostra sovranità. Ieri sera a New York ne abbiamo persa un po’ di sovranità, ma ce ne occuperemo, non vi preoccupate". Lo ha affermato il presidente americano Donald Trump, commentando davanti al Business Forum di Miami la vittoria del democratico Zohran Mamdani, eletto nuovo sindaco della Grande Mela.

Vance: “Reagire in modo esagerato a un paio di elezioni in Stati blu è un’idiozia”

"Penso che sia un'idiozia reagire in modo esagerato a un paio di elezioni negli Stati blu". Lo ha affermato il vicepresidente americano JD Vance, riflettendo su X dopo la vittoria a New York del candidato democratico Zoran Mamdani e le altre sconfitte rimediate dal Gop in Virginia e New Jersey. "Dobbiamo concentrarci sul fronte interno. Il presidente Trump ha fatto molto che ha già dato i suoi frutti in termini di tassi d'interesse più bassi e inflazione più bassa, ma abbiamo ereditato un disastro da Joe Biden e Roma non è stata costruita in un giorno.
Continueremo a lavorare per rendere accessibile una vita dignitosa in questo Paese, e questo è il parametro con cui saremo giudicati nel 2026 e oltre - ha spiegato Vance, appellandosi agli elettori repubblicani - Le lotte intestine sono stupide. Mi sta a cuore che i miei concittadini, in particolare i giovani americani, possano permettersi una vita dignitosa, mi sta a cuore l'immigrazione e la nostra sovranità, e mi sta a cuore stabilire la pace all'estero in modo che le nostre risorse possano essere concentrate sul fronte interno. Se anche a voi stanno a cuore queste cose, lavoriamo insieme".


Mamdani: “L’antisemitismo una piaga, lo combatterò”

Il sindaco eletto di New York, Zohran Mamadani, ha assicurato che la lotta all'antisemitismo è nella sua agenda per la guida della città. "Prendo la questione dell'antisemitismo con grande serietà", ha detto nel corso di una conferenza stampa. "La mia amministrazione sarà fermamente al fianco degli ebrei newyorkesi nel combattere la piaga dell'antisemitismo in questa città e chiarire le azioni che intraprenderemo dal primo gennaio", ha insistito.
"Non vedo l'ora di lavorare con i leader delle comunità ebraiche in tutta la città per mantenere la promessa non solo di proteggere gli ebrei ma di celebrarli e apprezzarli", ha assicurato.
L'elezione di Mamdami, musulmano, ha suscitato molta preoccupazione tra le comunità ebraiche e in Israele. "Il candidato di estrema sinistra e anti-Israele Zoharn Mamdani vince la corsa a sindaco di New York", ha titolato il Times of Israel. Di "segnale di avvertimento per Israele" ha parlato YNet.

Mamdani: “Trump prometteva prezzi più bassi, ora taglia gli aiuti alimentari a milioni”

"Questo è un presidente che fatto una campagna elettorale promettendo prezzi più basi per i prodotti alimentari ed ora si è spinto a tagliare i sussidi alimentari a quasi 2 milioni di newyorkesi". Così Zohran Mamdani, nella sua prima conferenza da sindaco eletto, ha attaccato Donald Trump e la strategia per attirare i voti delle classi lavoratrici, affermando che "non è sufficiente fare la diagnosi della crisi che i lavoratori americani vivono, bisogna anche mantenere le promesse nell'affrontare la crisi".

Invece, ha continuato il 34enne democratico socialista, Trump è "qualcuno che sta letteralmente rendendo più difficile comprare quei prodotti alimentari i cui prezzi poco tempo fa criticava". "Quello che spaventa i repubblicani in tutto il Paese è il fatto che noi veramente manterremo le promesse dall'agenda, e il contrasto è qualcosa che non possono sopportare", ha poi concluso.

Bannon: “Mamdani? Dovrebbero esserci lampeggianti rossi ovunque”

Steve Bannon lancia un avvertimento ai repubblicani: devono prendere molto sul serio la vittoria di Zohran Mamdani. "Dovrebbero esserci luci rosse lampeggianti ovunque", ha detto in un'intervista a Politico.
L'ex stratega della Casa Bianca nel primo mandato Trump ha anche espresso opinioni su come il presidente e il partito repubblicano possano evitare un disastro alle elezioni di metà mandato. "Le persone devono sentire che l'economia funziona per loro", ha detto. "Il programma è quello giusto. Deve solo essere messo in pratica. E penso che le persone debbano percepire che lo sta effettivamente realizzando". E ha lanciato un sottile richiamo a Trump. "Passare così tanto tempo in Medio Oriente, passare così tanto tempo in Ucraina… capisco che stia cercando di portare la pace nel mondo e di assicurarsi che il mondo non scivoli in un'ulteriore escalation della terza guerra mondiale, ma il suo programma interno è fantastico", ha detto.

Mamdani: “La Casa Bianca non mi ha chiamato per congratularsi”

"La Casa Bianca non mi ha contattato per congratularsi. Continuo a essere interessato a parlare con il presidente Trump su come possiamo lavorare insieme per New York". Lo ha detto il sindaco neo-eletto Zohran Mamdani. "Non userò mezzi termini quando si tratta del presidente Trump. Continuerò a descrivere le sue azioni così come sono e lo farò sempre lasciando una porta aperta al dialogo", ha aggiunto.

Mamdani: “Non mi farò intimidire da Trump”

Il primo giorno da sindaco di New York eletto è cominciato per Zohran Mamdani con un messaggio chiaro a Donald Trump: "Non mi farò intimidire". Fresco di vittoria, Mamdani è stato ospite per la prima intervista del seguitissimo programma 'Good Morning America', sull'Abc.
Alla domanda sull'ipotsi che il presidente invii la Guardia nazionale a New York, Mamdani ha risposto senza esitazione: "Le sue minacce sono inevitabili. Non ha niente a che fare con la sicurezza, è intimidazione". Perchè se davvero fosse preoccupato per la sicurezza degli Americani. Trump dovrebbe inviare "la Guardia Nazionale nei primi 10 stati per tasso di criminalità, otto dei quali sono tutti a guida repubblicana", ha sottolineato.

Nyt: “New York ha bisogno che Mamdani abbia successo con misure concrete”

"Non abbiamo sostenuto la sua campagna delle primarie, a causa della nostra preoccupazione per le sue proposte e la sua inesperienza. Ma ora tifiamo per suo successo: New York, la città più dinamica del mondo, in cui però i prezzi troppo alti impediscono a molti di vivere bene, ha bisogno che lui abbia successo". Così in un editoriale il New York Times fa le sue "congratulazioni a Zohran Mamdani, che è diventato sindaco con una campagna straordinariamente efficace".

Ricordando che Mamdani ha vinto "con una campagna di radicali promesse", il Times ricorda che altri sindaci di grandi città eletti con la promessa di "ambiziosi cambiamenti progressisti, hanno in gran parte deluso". Ed invece suggerisce al 34enne democratico socialista di "concentrarsi su risultati concreti" citando come esempio sindaci di Washington, Detroit e Bosto, "moderati e progressisti" che "hanno dato soluzioni concrete a problemi specifici".

"Mamdani non può risolvere l'ineguaglianza economica, il problema che ha dato carburante alla sua campagna, ma può fare progressi - continua il Times - può costruire più case, ampliare l'accesso ad asili e buone scuole, migliorare autobus e metropolitana". "Se avrò successo offrirà un modello di governance del partito democratico in un momento in cui molti americani sono scettici nei confronti del partito", aggiunge guardando a livello nazionale. Il giornale poi conclude che "Mamdani può migliorare la vita in New York sposando la sua ammirevole ambizione a pragmatismo e compromesso", dando i suoi consigli riguardo ai punti chiave del neoeletto sindaco: casa, infanzia, trasporti, sicurezza, istruzione e lavoro.

I Maga all'attacco di Mamdani: “È un terrorista”

All'indomani della vittoria di Zohran Mamdani il mondo Maga ha già lanciato la sua offensiva contro il nuovo sindaco di New York. Tra i vari attacchi sui social media, il popolare conduttore radiofonico e podcaster conservatore Sid Rosenberg ha scritto sul suo account X. "Il mio compito ora sarà rendere questo terrorista il più infelice possibile, aiutare Elise Stefanik a vincere la corsa a governatore e aiutare il partito repubblicano di New York a trovare un candidato forte per il sindaco del 2029!"

Trump: “I democratici kamikaze, lo shutdown è colpa loro”

Donald Trump torna ad attaccare i democratici per "lo shutdown più lungo della storia". "Sono dei kamikaze, mandano il Paese allo sfascio", ha detto il presidente parlando ai senatori repubblicani alla Casa Bianca

Per il sindaco di New York affluenza record dopo oltre 50 anni

Un numero record di newyorkesi è andata a votare per il sindaco della Grande Mela, superando alla chiusura dei seggi i 2 milioni di elettori: un'affluenza che non si vedeva dal 1969, quando John Lindsay fu rieletto con il solo sostegno del Partito Liberale e oltre 2,46 milioni di newyorkesi che si recarono ai seggi. L'elevata partecipazione alle elezioni nell'Election Day si aggiunge a un altro record: sono state ben 735mila le persone che hanno votato in anticipo. L'affluenza di ieri appare ancora più significativa se paragonata a quella del 2021, quando appena 1,15 milioni di newyorkesi, pari ad appena il 23% degli elettori registrati, andò a votare per scegliere tra l'allora candidato democratico Eric Adams e il repubblicano Curtis Sliwa, ricordano i media americani. L'affluenza più alta di questo secolo si è registrata nel 2001, con 1,52 milioni di voti espressi, quando l'imprenditore miliardario Michael Bloomberg, candidato per i partiti Repubblicano e Indipendentista, sconfisse il Democratico Mark Green quasi due mesi dopo gli attacchi terroristici dell'11 settembre al World Trade Center.
Un recente record di affluenza alle urne si è registrato nel 1989, quando il candidato Democratico David Dinkins sconfisse il Repubblicano Rudy Giuliani: quasi 1,9 milioni di newyorkesi si presentarono ai seggi. Quattro anni dopo, un numero simile di elettori andò a votare, questa volta per aiutare Giuliani a sconfiggere Dinkins

Per il sindaco di New York affluenza record dopo oltre 50 anni

Un numero record di newyorkesi è andata a votare per il sindaco della Grande Mela, superando alla chiusura dei seggi i 2 milioni di elettori: un'affluenza che non si vedeva dal 1969, quando John Lindsay fu rieletto con il solo sostegno del Partito Liberale e oltre 2,46 milioni di newyorkesi che si recarono ai seggi. L'elevata partecipazione alle elezioni nell'Election Day si aggiunge a un altro record: sono state ben 735mila le persone che hanno votato in anticipo. L'affluenza di ieri appare ancora più significativa se paragonata a quella del 2021, quando appena 1,15 milioni di newyorkesi, pari ad appena il 23% degli elettori registrati, andò a votare per scegliere tra l'allora candidato democratico Eric Adams e il repubblicano Curtis Sliwa, ricordano i media americani. L'affluenza più alta di questo secolo si è registrata nel 2001, con 1,52 milioni di voti espressi, quando l'imprenditore miliardario Michael Bloomberg, candidato per i partiti Repubblicano e Indipendentista, sconfisse il Democratico Mark Green quasi due mesi dopo gli attacchi terroristici dell'11 settembre al World Trade Center.
Un recente record di affluenza alle urne si è registrato nel 1989, quando il candidato Democratico David Dinkins sconfisse il Repubblicano Rudy Giuliani: quasi 1,9 milioni di newyorkesi si presentarono ai seggi. Quattro anni dopo, un numero simile di elettori andò a votare, questa volta per aiutare Giuliani a sconfiggere Dinkins

Trump: “Lo shutdown ha avuto un grosso peso sulle elezioni”

Lo shutdown ha avuto un grosso peso sui risultati delle elezioni di ieri a New York, in Virginia e New Jersey. A ribadirlo è stato Donald Trump, prima di incontrare i senatori repubblicani a colazione. "Parleremo di quello che è successo ieri", ha spiegato il presidente americano, "lo shutdown è stato un grosso fattore". "Non ci aspettavamo una vittoria ieri sera", ha assicurato Trump, "sono zone molto democratiche". Detto questo, ha ribadito come già detto sera, la sconfitta non è stata personale. Anzi. I repubblicani hanno perso perchè "non c'era il mio nome sulla scheda", ha sostenuto

Mamdani, in Siria curiosità per la “first lady” originaria di Damasco

Interesse e curiosità ha suscitato stamani in Siria la notizia della vittoria elettorale di Zohran Mamdani a sindaco di New York, soprattutto perché sua moglie, Rama Duwaji, ha origini di Damasco, nata da due genitori emigrati negli Stati Uniti e provenienti proprio dalla capitale siriana. "Come Steve Jobs, figlio di un siriano, ora abbiamo anche la First Lady di New York figlia di un siriano", si legge su uno dei post social più frequenti, in riferimento al fatto che il fondatore di Apple era figlio di un siriano, di Homs, emigrato negli Stati Uniti. Nel suo sito Internet, Rama Duwaji si definisce un'illustratrice e pittrice siriana basata a Brooklyn, New York

Risultati stato New Jersey, la dem Sherrill vince con il 56,2%

Con il 95% dei voti scrutinati, la candidata democratica, Mikie Sherrill, ha vinto la corsa a governatore dello stato del New Jersey con il 56,2%, pari a 1.792.760 voti, confermando il colore politico dello stato.
Invece il candidato repubblicano, Jack Ciattarelli, ha preso il 43,2%, pari a 1.378.391 voti. Lo dicono i risultati ufficiali, riportati da Cbs

Risultati stato Virginia, la dem Spanberger vince con il 57,5%

Nell'elezione per il governatore dello stato della Virginia, con il 97% dei voti scrutinati, la candidata democratica Abigail Snaberger vince con il 57,5%, con 1.961.990 voti, segnando un cambio di colore politico dello stato, mentre la vicegovernatrice repubblicana uscente, Winsome Earle-Sears, ha preso il 42,3%, pari a 1.442.197 voti. Lo dicono i dati elettorali ufficiali, pubblicati da Cbs

Virginia, l'ex agente Cia Abigail Spanberger prima governatrice: la gioia e la dedica alle figlie

Vannacci: “La resa, 24 anni dopo l’11 settembre. New York ha sindaco musulmano”

"24 anni dopo l'11 settembre, New York ha un sindaco musulmano. Così l'occidente celebra la propria resa culturale chiamandola progresso. #Zohranmamdani". Lo scrive sui social l'europarlamentare Roberto Vannacci (Lega)

Mamdani vince con il 50,39%, Cuomo si ferma 41,59%

Con il 97,98% delle schede scrutinate Zhoran Mamdani è stato eletto sindaco di New York con il 50,39% dei voti (con 1.036.051 preferenze). Andrew Cuomo si é fermato al 41,59% (854.995 preferenze). I dati sono quelli ufficiali del Board of Elections della città di New York. Il candidato repubblicano Curtis A. Sliwa ha ottenuto il 7,11% dei voti (146.137), mentre l'ex sindaco Eric Adams ha preso lo 0,31% (6.382 voti)

Schlein: “A New York sinistra torna a vincere con parole e programmi chiari”

“Splendida vittoria di Zohran Mamdani a New York! Con un messaggio chiaro contro il caro vita: per una città che tutte e tutti si possano permettere. Ha vinto con una campagna collettiva di centomila volontari contro i milionari che finanziavano i suoi avversari e una pesante campagna denigratoria guidata dallo stesso Trump. La sinistra torna a vincere con parole e programmi chiari su stipendi dignitosi, sanità davvero universale, sul diritto alla casa, sui trasporti e i nidi gratis per chi non ce la fa. Da tutta la comunità del Partito Democratico congratulazioni al nuovo sindaco di New York! La politica della speranza vince sulla politica della paura che individua solo nemici e capri espiatori. Vincono anche le candidate democratiche Mikie Sherrill in New Jersey e Alice Spanberger in Virginia, vince il referendum del governatore democratico Newsom in California. Un bel risveglio negli Usa!” Così la segretaria del Pd Elly Schlein

Anpi: “Contro il ritorno autoritario non basta la politica moderata”

"Certo, New York non è l'America profonda. Ma non c'è dubbio che la vittoria di Zohran Mamdani, corredata da un'alta percentuale di voto rispetto al trend americano, segni una svolta profonda nelle vicende politiche degli States. Il suo è un vastissimo programma di welfare, da realizzare tramite un prelievo sulle grandi aziende e sui ceti più benestanti". Lo dice Gianfranco Pagliarulo, presidente nazionale Anpi. "Quattro riflessioni- aggiunge-. La prima: il golem di quella specie di tecnofascismo iperliberista e con tratti criminali rappresentato da Trump si può vincere. La seconda: data la crisi, è proprio il momento di rilanciare il welfare, cioè l'esatto contrario di ciò che facendo l'attuale dirigenza dell'unione europea e il nostro governo, che intendono invece spostare gigantesche risorse dalla spesa sociale alla spesa militare. La terza: per vincere ogni ritorno autoritario non basta (e spesso è controproducente) una politica moderata. La quarta: per battere le destre radicali e sconfiggere l'astensionismo ci vuole un programma concreto frutto dell'ascolto dei bisogni sociali"

New York, il nuovo sindaco Mamdani: "Sono musulmano, socialista e non mi devo scusare"

New York, il nuovo sindaco Mamdani: "Sono musulmano, socialista e non mi devo scusare"

Zingaretti: “A New York vince Mamdani, vince la speranza”

"A New York vince Mamdani. Vince la speranza. Una campagna elettorale con un messaggio: 'For a New York you can afford'. Chiaro, diretto. In una delle metropoli più diseguali del mondo, ha vinto chi ha scelto di ricostruire fiducia e di ridare voce ai più fragili. E non solo a New York: anche in Virginia e New Jersey i democratici vincono, segno che quando la politica parla di vita reale e di giustizia sociale, le persone tornano a crederci. La speranza si riaccende solo se la politica torna a migliorare davvero la vita delle persone". Lo scrive sui social l'europarlamentare Nicola Zingaretti (Pd)

Fratoianni: “Mamdani ha vinto con un programma come il nostro, si può fare”

"Zohran Mamdani è il nuovo sindaco di New York: ha vinto perché ha proposto l'università e i trasporti gratuiti, prezzi degli affitti bloccati e l'aumento delle tasse per i miliardari. Ha proposto di mettere davanti gli interessi e i diritti della maggioranza delle persone". È quanto scrive in un post su Facebook Nicola Fratoianni di Avs. "È il nostro programma", aggiunge, "e la vittoria di Zohran significa che si può fare, negli Usa come in Italia. Siamo in campo per questo"

Ministro israeliano della Diaspora: “Gli ebrei di New York fuggano da Mamdani e vengano qui”

L'elezione di Zohran Mamdani, "sostenitore di Hamas", significa che gli ebrei di New York dovrebbero fuggire in Israele, secondo quanto dichiarato dal ministro israeliano alla Diaspora, Amichai Chikli, citato dal Times of Israel. "La città che un tempo era simbolo di libertà globale ha consegnato le chiavi a un sostenitore di Hamas, a qualcuno le cui posizioni non sono lontane da quelle dei fanatici jihadisti che, 25 anni fa, uccisero 3.000 dei suoi concittadini", scrive Chikli su X, riferendosi agli attacchi dell'11 settembre 2001. "Questo è un punto di svolta cruciale per la città di New York", e "la scelta fatta da New York scuote le fondamenta stesse del luogo che ha dato libertà e opportunità di successo a innumerevoli rifugiati ebrei dalla fine del XIX secolo, un luogo che è diventato la sede della più grande comunità ebraica al mondo al di fuori di Israele"

Sadiq Khan: “Come a Londra, a New York ha vinto la speranza”

"I Newyorkesi hanno dovuto compiere una scelta chiara - tra speranza e paura - e proprio come abbiamo visto a Londra - ha vinto la speranza. Congratulazioni vivissime a Zohran Mamdani per la sua storica campagna elettorale". Con queste parole Sadiq Khan, primo sindaco musulmano di Londra, si è congratulato con Mamdani per la vittoria a sindaco di New York

Mamdani sindaco di New York, Ocasio Cortes: "La classe operaia ha detto no a Trump"

Mamdani sindaco di New York, Ocasio Cortez: "La classe operaia ha detto no a Trump"

Gozi: “Una nuova generazione democratica batte il trumpismo”

"Un'onda blu attraversa gli Stati Uniti: Spanberger conquista la Virginia, Sherrill il New Jersey, Mamdani New York. In California passa la Proposition 50, che ferma il tentativo di Trump di manipolare i collegi elettorali. Questa vittoria dimostra che il trumpismo - e ogni deriva autoritaria che avanza nel mondo - può essere fermato da una leadership vera: giovane, capace, vicina ai cittadini. Gli americani, preoccupati dagli eccessi della presidenza Trump, hanno risposto nel modo migliore: con fiducia e partecipazione. È la prova che una nuova generazione democratica non urla, convince. Un'onda blu che attraversa l'oceano". Lo scrive sui social Sandro Gozi, eurodeputato di Renew Europe e segretario generale del Partito Democratico Europeo

Mamdani: “Con me vince chi non si riconosce nei democratici”

La vittoria di Zohran Mamdani è quella di chi "non si riconosce" nel partito democratico come è oggi. Lo ha detto il sindaco eletto di New York alla folla che gremiva il Brooklyn Paramount Theater dopo la schiacciante vittoria sull'ex governatore Andrew Cuomo e sul candidato repubblicano Curtis Sliwa. Il suo elettorato, ha detto il primo sindaco musulmano della città e il secondo dichiaratamente socialista, è composto da elettori progressisti della classe operaia, immigrati e persone di colore e ha assicurato che la politica nella Grande Mela cambierà presto per riflettere meglio i bisogni delle persone.

Mamdani, il sindaco che balla: sui social i suoi "passi" per festeggiare la vittoria

“Questa nuova era sarà definita da una competenza e una compassione che per troppo tempo sono state messe in contrasto tra loro. Dimostreremo che non esiste problema troppo grande per essere risolto dal governo e preoccupazione troppo piccola per non doversi preoccupare”, ha detto nel suo discorso della vittoria. “Per anni, i cittadini hanno aiutato solo chi poteva aiutarli, ma il 1 gennaio inaugureremo un governo cittadino che aiuta tutti”, ha detto ancora, secondo quanto riporta The Hill.

Mamdani è riuscito a mobilitare più di 100mila volontari per bussare a oltre 3 milioni di case in 273 quartieri di New York durante la campagna elettorale, un'iniziativa che ha avuto un forte impatto in città, provocando un'onda d'urto tra i politici tradizionalisti che hanno criticato aspramente i suoi piani di creare supermercati gestiti dal comune, asili nido gratuiti e trasporti pubblici.

Il neo sindaco ha assicurato che la sua amministrazione traccerà "l'agenda più ambiziosa per affrontare la crisi del costo della vita", citando nel suo discorso di accettazione i predecessori socialisti Eugene Debs e Fiorello La Guardia. "Staremo al fianco dei sindacati e amplieremo le tutele del lavoro perché sappiamo, proprio come Donald Trump, che quando i lavoratori hanno diritti incrollabili, i datori di lavoro che cercano di estorcerli si annichiliscono - ha detto – New York rimarrà una città di immigrati. Una città costruita da immigrati, una città alimentata da immigrati e, da stasera, una città guidata da un immigrato. Quindi, ascoltatemi, Presidente Trump, quando dico questo: per arrivare a uno qualsiasi di noi, dovrete passare attraverso tutti noi".

Mentre la Casa Bianca intensifica i controlli sull'immigrazione, Mamdani si è scagliato contro le espulsioni e ha ringraziato "coloro che, così spesso dimenticati dalla politica della nostra città, hanno fatto proprio questo movimento. Parlo dei proprietari di bodegas yemeniti e delle nonne messicane, dei tassisti senegalesi e delle infermiere uzbeke, dei cuochi di Trinidad e Tobago e delle zie etiopi. A ogni newyorkese di Kensington, Midwood e Hunts Point, sappiate che questa città è la vostra città, e anche questa democrazia è vostra".

“Trump, so che mi stai guardando, e ho quattro parole per te: alza il volume”

Il sindaco eletto di New York, Zohran Mamdani, non ha perso tempo a lanciare un attacco contro il presidente Donald Trump, dando ufficialmente il via alla battaglia che probabilmente definirà i rapporti tra il nuovo sindaco 34enne e il presidente la cui fama è indissolubilmente legata alla città. “Donald Trump, so che mi stai guardando, e ho quattro parole per te: alza il volume!» ha detto Mamdani, democratico, durante un discorso martedì sera davanti a una folla esultante di sostenitori, poco dopo essere stato dichiarato vincitore. I democratici hanno conquistato tre importanti cariche martedì, nelle prime grandi elezioni da quando Trump è tornato al potere nove mesi fa, portando in primo piano una nuova generazione di leader e dando nuovo slancio a un partito finora in difficoltà, in vista delle elezioni congressuali del prossimo anno.

New York, il sindaco Mamdani sfida Trump: "So che ci stai guardando, alza il volume"

“Se c’è qualcuno che può mostrare a una nazione tradita da Donald Trump come sconfiggerlo, è la città che gli ha dato i natali”, ha dichiarato Mamdani ai suoi sostenitori. “E se c’è un modo per terrorizzare un despota, è smantellare le stesse condizioni che gli hanno permesso di accumulare potere. Non è solo così che fermiamo Trump, ma è così che fermiamo il prossimo”. Trump ha ripetutamente usato i vasti poteri della presidenza contro i suoi rivali politici e, già prima delle elezioni, aveva minacciato di sospendere miliardi di dollari di finanziamenti federali a New York City se Mamdani, dichiarato socialista democratico, fosse stato eletto. Ciò si aggiungerebbe ai precedenti tagli ai finanziamenti decisi dall’amministrazione Trump in mosse politiche che avevano preso di mira anche i leader democratici del Congresso provenienti dalla città.

“Se avete un comunista che governa New York, tutto quello che state facendo è sprecare i soldi che mandate là”, ha detto Trump a 60 Minutes della CBS domenica, anticipando come i repubblicani intendano usare l’abbraccio di Mamdani a un’agenda socialista come linea di attacco contro il Partito Democratico. Mamdani ha riconosciuto che la sua vittoria rende difficile l’attuazione di quella che ha definito “l’agenda più ambiziosa per affrontare la crisi del costo della vita che questa città abbia visto dagli anni ’40” – che include un blocco degli affitti, un sistema universale di assistenza all’infanzia e altre misure di intervento pubblico sul settore privato.

Ma nel frattempo, Mamdani ha promesso di combattere. “Quindi ascoltami, presidente Trump, quando dico questo: per arrivare a uno di noi dovrai passare attraverso tutti noi”, ha concluso Mamdani.

Hillary Clinton: “Mai da 50 anni tanti elettori alle urne a NY”

Hillary Clinton brinda a denti stretti alla vittoria di Zohran Mamdani nelle elezioni a sindaco di New York. “Quest'anno hanno votato più persone alle elezioni di New York City di quante ne abbiano votate negli ultimi 50 anni.
Questa è una vittoria per la democrazia e una testimonianza della campagna stimolante di Mamdani”, scrive su X l'ex candidata alla presidenza, esponente dell'establishment democratico, che aggiunge: “Congratulazioni al prossimo sindaco della più grande città del mondo”.

Anche Bill Clinton è stato tra i primi a congratularsi con Mamdani, al quale augura "successo" e di "trasformare la passione della campagna elettorale" in un impegno per "una New York migliore, più giusta e più accessibile".

Esulta Sanders: “Sconvolto l’establishment democratico”

Festeggia il senatore Bernie Sanders, uno degli esponenti democratici più a sinistra insieme a Alexandra Ocasio-Cortez, che elogia Zohran Mamdani, per aver sconvolto l'establishment dem vincendo la corsa a sindaco di New York. "Partendo dall'1% nei sondaggi, Mamdani ha realizzato uno dei più grandi sconvolgimenti politici nella storia americana moderna", ha scritto Sanders in un post su X accompagnata da una foto con il neoeletto sindaco. "Sì. Possiamo creare un governo che rappresenti i lavoratori e non l'1%. Non vedo l'ora di lavorare con Zohran mentre costruisce una città che funziona per tutti", ha scritto.


Mamdani: “Nell'oscurità politica New York sarà la luce”

Un discorso appassionato quello del sindaco di New York, Zohran Mamdani: ha dichiarato guerra all'antisemitismo e all'islamofobia, confermato che congelerà gli affitti per più di due milioni di case ad affitto calmierato, promesso l'assunzione di migliaia di insegnanti, e lanciato un messaggio anche a Donald Trump: "In questo momento di oscurità politica, New York sarà la luce".

Mamdani: “New York ha mostrato a nazione come sconfiggere Trump”.

"New York rimarrà una città di immigrati, una città costruita dagli immigrati, alimentata dagli immigrati e, a partire da stasera, guidata da un immigrato", ha detto il nuovo sindaco di New York Zohran Mamdani nel suo discorso della vittoria, aggiungendo che "se qualcuno può mostrare a una nazione tradita da Donald Trump come sconfiggerlo, è proprio la città che lo ha visto nascere". Poi il neo sindaco ha proseguito: “New York, stasera hai dato un mandato per il cambiamento". "Il senso comune vi direbbe che sono ben lontano dall'essere il candidato perfetto", ha aggiunto, "sono giovane, nonostante i miei sforzi per invecchiare. Sono musulmano. Sono un socialista democratico. E, cosa più grave di tutte, mi rifiuto di scusarmi per tutto questo".

Obama si congratula con i dem: “Il futuro sembra un po’ più luminoso”

"Congratulazioni a tutti i candidati democratici che hanno vinto stasera. È un promemoria che quando ci uniamo attorno a leader forti e lungimiranti, che hanno a cuore le questioni importanti, possiamo vincere. Abbiamo ancora molto lavoro da fare, ma il futuro sembra un po’ più luminoso": così Barack Obama ha commentato su X l'esito delle elezioni in Usa

Trump: “Abbiamo perso voto perché non ero su scheda e per shutdown”

"Il fatto che Trump non era sulla scheda elettorale e lo shutdown sono stati i due motivi per cui i repubblicani hanno perso le elezioni staserà, secondo i sondaggisti": lo scrive Donald Trump su Truth commentando l'esito delle elezioni chiave in Usa.

Democratici vincono la corsa a sindaco di Cincinnati, Ohio. Battuto il fratellastro di Vance

Il sindaco di Cincinnati, in Ohio, Aftab Pureval, democratico, è stato rieletto, sconfiggendo lo sfidante Cory Bowman, repubblicano, fratellastro del vicepresidente J. D. Vance, secondo quanto riportato dal Decision Desk HQ.

Zohran Mamdani è il nuovo sindaco di New York

Msnbc annuncia la vittoria di Zohran Mamdani a sindaco di New York. È il primo musulmano nella storia di New York a ricoprire questo incarico. La proiezione è stata confermata anche da altri network Usa, tra cui la Cnn. Col 75% dei voti scrutinati, Mamdani ha uno scarto di nove punti.

(reuters)

Sheffield prima donna sindaco di Detroit

La candidata democratica Mary Sheffield, è stata eletta sindaco di Detroit. È la prima donna sindaco nella storia della città del Michigan. Sheffield, 38 anni, ha fatto la storia della città nel 2013, diventando la più giovane eletta in consiglio comunale, del quale è attualmente presidente. La carica di sindaco a Detroit è tradizionalmente apartitica. L'elezione di Sheffield ripristina anche la leadership afroamericana nella carica di sindaco.

Chiusi i seggi a New York per l’elezione del nuovo sindaco. Mamdani favorito. Affluenza record dal 1969

Chiusi i seggi a New York per l'elezione del sindaco. Per i network Usa è ancora presto per dichiarare la vittoria nella corsa a tre fra il 34/enne dem Zohran Mamdani (grande favorito dei sondaggi), l'ex governatore dell'Empire State Andrew Cuomo, riciclatosi come indipendente dopo essere stato sconfitto alle primarie dallo stesso Mamdani, e il repubblicano Curtis Sliwa. A New York hanno votato oltre due milioni, un record dal 1969.

Virginia, eletta prima vicegovernatrice musulmana

In Virginia è stata eletta la prima vicegovernatrice musulmana della storia. È la democratica Ghazala Hashmi, che segue quella della democratica Abigail Spanberger, a sua volta diventata la prima donna governatrice nella storia della Virginia.

New Jersey, Decision Desk assegna vittoria a dem Sherrill

Le proiezioni di Decision Desk hanno assegnato la vittoria in New Jersey alla candidata democratica Mikie Sherrill, che ha battuto il repubblicano Jack Ciattarelli. I dem mantengono così la guida dello Stato con la pprima governatrice donna. Sherril, 53 anni, sposata, madre di 4 figli, studi d'elite, ex ufficiale di Marina, una 'top gun' che ha pilotato elicotteri con missioni in Europa e in Medio Oriente. È considerata una democratica moderata.

Chi è Abigail Spanberger, la democratica nuova governatrice della Virginia

Ex operativa della Cia, democratica molto moderata, Spanberger ha battuto la repubblicana Winsome Earle-Sears, veterana della Marina che però non aveva ricevuto l'endorsement di Donald Trump. La vincitrice subentrerà al repubblicano Glenn Youngkin a cui la costituzione statale proibiva un secondo mandato consecutivo. Sposata e madre di tre bimbi, Spanberger, 46 anni, è stata rieletta tre volte deputata.

Abigail Spanberger è la nuova governatrice dello stato della Virginia

È la democratica Abigail Spanberger la nuova governatrice dello stato della Virginia. L’annuncio arriva del Decision Desk, l’azienda statunitense che fornisce risultati in diretta per i media americani, nelle proiezioni elettorali. La Virginia ha una lunga tradizione nell'eleggere alla carica di governatore il candidato del partito di opposizione al presidente in carica.

Virginia, chiusi i seggi per l’elezione della nuova governatrice

In Virginia si sono chiusi i seggi per l'elezione della nuova governatrice. In campo la democratica Abigail Spanberger e la repubblicana Winsome Earle-Sears. I primi risultati più indicativi sono attesi tra pochi minuti.

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