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Bandiera bianca e cagnolino ma il drone non ha pietà: in un video l’esecuzione di due civili

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Le immagini diffuse ieri dalla propaganda di Mosca che sostiene siano state girate nella zona di Petropavlovka, un villaggio conteso dai due eserciti, e accusa Kiev: “Sono stati loro a ucciderli”. La replica: “Falsità, è opera degli invasori”
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La scena è di una drammaticità sconvolgente. Due uomini camminano lungo una strada che attraversa la “terra di nessuno” tra le postazioni russe e ucraine. Si muovono attraverso una fascia di dieci chilometri in cui non ci sono soldati ma il cielo pullula di droni d’ogni tipo: spie e bombe volanti appartenenti a entrambi gli eserciti. I due uomini ostentano bastoni con grandi bandiere bianche. Il primo pare giovane, ha uno zaino e viene accompagnato da un cagnolino bianco. Il secondo è molto anziano, avanza a fatica con passi lenti ed è rimasto indietro di un centinaio di metri. Sulla spalla tiene un bastone con appesi un fagotto di stracci, come quello dei mendicanti delle fiabe, e un drappo bianco.

Più droni li stanno osservando. In alto ce n’è uno russo. Un piccolo quadricottero non identificato volteggia intorno al giovane, poi si ferma in aria davanti a lui. L’uomo non rallenta, confidando nella protezione della bandiera bianca: sa che il pilota dell’ordigno telecomandato lo …

La scena è di una drammaticità sconvolgente. Due uomini camminano lungo una strada che attraversa la “terra di nessuno” tra le postazioni russe e ucraine. Si muovono attraverso una fascia di dieci chilometri in cui non ci sono soldati ma il cielo pullula di droni d’ogni tipo: spie e bombe volanti appartenenti a entrambi gli eserciti. I due uomini ostentano bastoni con grandi bandiere bianche. Il primo pare giovane, ha uno zaino e viene accompagnato da un cagnolino bianco. Il secondo è molto anziano, avanza a fatica con passi lenti ed è rimasto indietro di un centinaio di metri. Sulla spalla tiene un bastone con appesi un fagotto di stracci, come quello dei mendicanti delle fiabe, e un drappo bianco.

Più droni li stanno osservando. In alto ce n’è uno russo. Un piccolo quadricottero non identificato volteggia intorno al giovane, poi si ferma in aria davanti a lui. L’uomo non rallenta, confidando nella protezione della bandiera bianca: sa che il pilota dell’ordigno telecomandato lo scruta. Chiuso in un rifugio sotterraneo, molto lontano da lui, quel militare sta decidendo la sua sorte. Il verdetto arriva dopo meno di un minuto: il drone accelera e gli esplode contro. Il corpo resta sull’asfalto, con gli abiti in fiamme. Il cagnolino pare agonizzare, travolto dall’onda d’urto.

ATTENZIONE: LE IMMAGINI CHE SEGUONO POTREBBERO URTARE LA VOSTRA SENSIBILITA’

L’anziano aumenta il passo. Depone il bastone con il fagotto e la bandiera bianca, poi raggiunge il corpo. Lo osserva e fa il segno della croce secondo il rito ortodosso; prima la spalla destra, poi la sinistra. A questo punto, la macchina che sta filmando sale di quota: le immagini sono riprese da molto più in alto. Si vede la sagoma di una persona che continua a camminare: appoggia sulla spalla il bastone con la bandiera bianca. Sembra essere l’anziano. Dopo qualche centinaio di metri si blocca sul bordo della strada. Un altro drone si scaglia contro di lui e lo ammazza.

Il video è stato diffuso ieri dalla propaganda di Mosca e porta il logo dell’unità Rubicon della 25° corpo d’armata: è il nuovo reparto che gestisce i velivoli telecomandati. I russi scrivono che è stato girato nella zona di Petropavlovka, un villaggio conteso dai due eserciti nei pressi della città di Kupyansk: siamo nella zona della regione di Kharkiv che fa da cerniera con il Donbass, dove ci sono combattimenti feroci.

La propaganda del Cremlino sostiene che i due civili stavano fuggendo dall’epicentro della battaglia ed erano diretti verso le linee russe. E accusa: “Sono stati gli ucraini ad ucciderli”. Da Kiev replicano: “Non è vero, è opera degli invasori”. Non c’è maniera di compiere verifiche. Le condizioni dei prati indicano solo che si tratta di un episodio recente. Il comando di Mosca ha pubblicato un altro video: un’auto si ferma all’apparire di un drone russo, due persone scendono con le mani in alto e non vengono colpite.

Nel corso del conflitto, ci sono state più volte immagini di persone che si sono arrese ai quadricotteri. In almeno due occasioni, a gettare le armi erano militari russi che però sono stati uccisi da droni del loro esercito. La scorsa settimana invece a Pokrovsk, la città dove si combatte casa per casa, sono stati fotografati civili ucraini assassinati: una donna in bicicletta, con una tanica d’acqua e un borsone, è stata ammazzata in prossimità di un passaggio ferroviario.

L’unica certezza è siamo davanti a una carneficina: assistiamo a un massacro che prosegue da 45 mesi, con una ferocia che cresce di giorno in giorno.

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