GERUSALEMME – Truppe straniere e una amministrazione per Gaza a guida americana con mandato di due anni, dal gennaio 2026 al dicembre 2027. Gli Stati Uniti, scrive Axios, hanno presentato ad alcuni membri del consiglio di sicurezza Onu una bozza di risoluzione che disegna il possibile futuro assetto della Striscia, politico e militare. Al vertice della piramide c’è il Board of Peace (Bop), un consiglio della pace presieduto dagli americani che avrebbe di fatto le funzioni di governo, con il potere di «definire il quadro di riferimento e coordinare i finanziamenti per la ricostruzione fino a quando l’Autorità palestinese non avrà completato in modo soddisfacente il suo programma di riforme». Sotto il Bop dovrebbe operare una amministrazione di tecnici palestinesi, apolitici e indipendenti ma provenienti dalla Striscia, come chiedevano Hamas e la altre fazioni, «che saranno responsabili delle operazioni quotidiane della funzione pubblica e dell’amministrazione di Gaza».
Il terzo pi…
GERUSALEMME – Truppe straniere e una amministrazione per Gaza a guida americana con mandato di due anni, dal gennaio 2026 al dicembre 2027. Gli Stati Uniti, scrive Axios, hanno presentato ad alcuni membri del consiglio di sicurezza Onu una bozza di risoluzione che disegna il possibile futuro assetto della Striscia, politico e militare. Al vertice della piramide c’è il Board of Peace (Bop), un consiglio della pace presieduto dagli americani che avrebbe di fatto le funzioni di governo, con il potere di «definire il quadro di riferimento e coordinare i finanziamenti per la ricostruzione fino a quando l’Autorità palestinese non avrà completato in modo soddisfacente il suo programma di riforme». Sotto il Bop dovrebbe operare una amministrazione di tecnici palestinesi, apolitici e indipendenti ma provenienti dalla Striscia, come chiedevano Hamas e la altre fazioni, «che saranno responsabili delle operazioni quotidiane della funzione pubblica e dell’amministrazione di Gaza».
Il terzo piede, fondamentale, è la forza di stabilizzazione (Isf), che dovrebbe presidiare i confini ma anche operare insieme a una rinnovata polizia palestinese per disarmare Hamas e smilitarizzare la Striscia.
L’Isf «collaborerà con Israele ed Egitto» insieme «alle forze di polizia palestinesi recentemente addestrate e controllate, per contribuire a garantire la sicurezza delle zone di confine» ma avrà anche il compito di «assicurare il processo di smilitarizzazione della Striscia di Gaza, compresa la distruzione e la prevenzione della ricostruzione di infrastrutture militari, terroristiche e offensive, nonché la dismissione permanente delle armi dei gruppi armati non statali». Questo rischia di essere il punto di maggior frizione con gli stati arabi, molti dei quali hanno già chiarito che non intendono mandare truppe a combattere contro miliziani armati.
Ieri Hamas ha restituito il corpo di un altro ostaggio trovato nella zona gialla sotto il controllo dell’Idf, ne restano sette a Gaza, solo dopo il loro ritorno in Israele si potrà parlare di fase due.
Sul fronte interno, è stata un’altra giornata di tensioni e colpi di scena. A Gerusalemme centinaia di coloni si sono riversati nei cortili della moschea di Al-Aqsa celebrando rituali talmudici e violando ancora una volta lo status quo nel luogo più sacro per i musulmani. L’episodio accadeva mentre il ministro della Difesa, Israel Katz, annunciava la nomina di Itai Ofir come nuovo avvocato generale militare dopo le dimissioni di Yifat Tomer Yerushalmi, arrestata per la fuga di notizie sugli abusi a un detenuto palestinese. Per Channel 12 la donna avrebbe detto agli inquirenti di aver tentato il suicidio, domenica scorsa.