Dagli annunci di test all’esordio di prototipi mostruosi, le armi dell’Apocalisse sono tornate a incombere sul nostro presente. Per questo il volo attraverso l’Europa di un aereo molto particolare ieri ha acceso grande attenzione. Si tratta di un velivolo da trasporto statunitense C17, appartenente al 62mo Airlift Wing: il reparto incaricato di trasferire gli ordigni nucleari e il personale che se ne occupa. Il quadrireattore ha varcato l’Atlantico il 2 novembre ed è atterrato nella base Usa di Ramstein in Germania. Ieri è ripartito: ha fatto una sosta di cinque ore nell’aeroporto olandese di Volkel e poi ha raggiunto quello bresciano di Ghedi, dove ha sede il 6° Stormo dell’Aeronautica militare. Lì è rimasto per quasi venti ore, prima di raggiungere la base americana di Incirlik, in Turchia.
Ghedi e Volkel ospitano due installazioni americane dove sono custodite le bombe nucleari B61-12, l’ultima versione dell’unica …
Dagli annunci di test all’esordio di prototipi mostruosi, le armi dell’Apocalisse sono tornate a incombere sul nostro presente. Per questo il volo attraverso l’Europa di un aereo molto particolare ieri ha acceso grande attenzione. Si tratta di un velivolo da trasporto statunitense C17, appartenente al 62mo Airlift Wing: il reparto incaricato di trasferire gli ordigni nucleari e il personale che se ne occupa. Il quadrireattore ha varcato l’Atlantico il 2 novembre ed è atterrato nella base Usa di Ramstein in Germania. Ieri è ripartito: ha fatto una sosta di cinque ore nell’aeroporto olandese di Volkel e poi ha raggiunto quello bresciano di Ghedi, dove ha sede il 6° Stormo dell’Aeronautica militare. Lì è rimasto per quasi venti ore, prima di raggiungere la base americana di Incirlik, in Turchia.
Ghedi e Volkel ospitano due installazioni americane dove sono custodite le bombe nucleari B61-12, l’ultima versione dell’unica testata “tattico” a disposizione della Nato. Nello scenario più drammatico di tutti, gli ordigni verrebbero caricati a bordo di caccia italiani e olandesi per compiere la missione d’attacco. Sono le procedure simulate a inizio ottobre nell’esercitazione “Steadfast Noon” che ha coinvolto altre tre strutture europee con lo stesso tipo di arsenale. L’Italia è il solo Paese a ospitarne ben due: oltre a Ghedi le armi nucleari sono schierate pure ad Aviano (Pordenone), dove però sono a disposizione dei jet F16 dell’Us Air Force. Lo stesso avviene negli hangar e nei bunker di Incirlik, nel sud della Turchia. C’è poi la base belga di Klein Brogel che negli scorsi giorni ha subito misteriose visite notturne di droni, apparsi immuni dai disturbatori di frequenze tanto da spingere le autorità di governo a ipotizzare un raid dello spionaggio russo.
Stando alle analisi di più specialisti, tra cui Hans Kristensen, da due anni è iniziata la sostituzione delle vecchie bombe B61 “a caduta libera” con il nuovo modello, dotato di sistemi digitali di controllo: le precedenti risalivano alla Guerra Fredda. Contemporaneamente è in corso il passaggio ai caccia F35 che diventeranno gli incursori atomici di tutti i Paesi europei. Le foto satellitari esaminate dalla Federation of American Scientists mostrano come nella scorsa primavera anche nel perimetro della base di Ghedi siano stati avviati lavori per migliorare le infrastrutture per gli strike nucleari: sta venendo costruito un nuovo piazzale dove i nostri F35 potranno essere affiancati dai cargo americani C17 che fanno da “postini” delle testate.
Possibile che la missione del jet tra Olanda, Italia e Turchia fosse proprio quella di consegnare le nuove bombe nucleari? Tutta la materia è coperta dal segreto totale: anche gli accordi che regolano la presenza degli ordigni in Italia e le regole di impiego sono sempre rimasti riservati. Impossibile quindi avere maggiori notizie sulla trasferta del C17 nucleare.
Va sottolineato come questa settimana ci sia un proliferare di iniziative dell’arsenale strategico americano: attività programmate da tempo che sono venute a coincidere con le dichiarazioni di Donald Trump sulla ripresa test. Si preparano lanci sperimentali della variante modernizzata del missile balistico intercontinentale Minutemen III. E c’è stato il volo del prototipo LRSO: un missile da crociera a lungo raggio, che sarà imbarcato nei prossimi anni sui bombardieri B52 e B21. I segnali inequivocabili dell’inizio di un’altra corsa agli armamenti nucleari.