NEW YORK – Le tensioni nei Caraibi hanno raggiunto nuovi livelli. Dopo le minacce del presidente degli Stati Uniti Donald Trump di invadere il Venezuela per fermare il traffico della droga, è arrivata la risposta di quello venezuelano, Nicolás Maduro, che ha annunciato l’abbattimento di due aerei con a bordo narcotrafficanti. «Mentre gli Stati Uniti stavano spostando alcuni aerei nei Caraibi - ha detto il leader sudamericano in un messaggio tv alla nazione - due velivoli del narcotraffico hanno cercato di entrare nello spazio aereo venezuelano. Il nostro sistema di difesa li ha intercettati». Non sono stati forniti dettagli e non è chiaro se si riferisse alla notizia già data la settimana scorsa.
Maduro ha promesso di rispondere alla «guerra psicologica» di Trump e dei «mascalzoni dei media» «con opere, fatti e risultati». «Come si dice imbecille in inglese? - ha poi tuonato - coloro che vogliono farci del male non saranno mai in grado di sconfiggere il Venezuela». Maduro ha rilanciat…
NEW YORK – Le tensioni nei Caraibi hanno raggiunto nuovi livelli. Dopo le minacce del presidente degli Stati Uniti Donald Trump di invadere il Venezuela per fermare il traffico della droga, è arrivata la risposta di quello venezuelano, Nicolás Maduro, che ha annunciato l’abbattimento di due aerei con a bordo narcotrafficanti. «Mentre gli Stati Uniti stavano spostando alcuni aerei nei Caraibi - ha detto il leader sudamericano in un messaggio tv alla nazione - due velivoli del narcotraffico hanno cercato di entrare nello spazio aereo venezuelano. Il nostro sistema di difesa li ha intercettati». Non sono stati forniti dettagli e non è chiaro se si riferisse alla notizia già data la settimana scorsa.
Maduro ha promesso di rispondere alla «guerra psicologica» di Trump e dei «mascalzoni dei media» «con opere, fatti e risultati». «Come si dice imbecille in inglese? - ha poi tuonato - coloro che vogliono farci del male non saranno mai in grado di sconfiggere il Venezuela». Maduro ha rilanciato l’alleanza con Mosca. «Il governo - ha detto - ha contatti operativi e costanti» con quello di Vladimir Putin su «molti temi attuali», tra cui quello militare. «La Russia - ha aggiunto - è già una potenza mondiale ma è in grado di stabilire relazioni di uguaglianza. Il rapporto è davvero esemplare perché i russi, con il presidente Putin in testa, hanno costruito un modello di rispetto del diritto internazionale. Non hanno ambizioni imperialistiche».
Secondo il Washington Post, Maduro ha chiesto aiuto alla Russia per rafforzare la propria difesa contro gli Usa. Il portavoce del Cremlino, Dmitrij Peskov, senza fare riferimento alla richiesta, ha ricordato che Mosca e Caracas sono «unite da obblighi contrattuali» - i due Paesi hanno firmato a maggio un accordo di collaborazione strategica - e spiegato che «ci sono contatti di lavoro in corso con il Venezuela». Peskov non ha voluto fornire altre informazioni, ma intanto i media hanno rilanciato la notizia secondo cui un sistema missilistico russo di difesa aerea Buk-M2E è stato dispiegato vicino a Caracas.
Nel frattempo. L’Alta rappresentante Kaja Kallas ha ribadito che l’Ue «sostiene il diritto internazionale, che dà solo due ragioni per usare la forza contro un altro Paese: una è l’autodifesa e l’altra è una risoluzione del Consiglio di sicurezza» dell’Onu. «Non voglio - ha dichiarato il presidente del Brasile Luiz Inacio Lula da Silva - che si arrivi all’invasione terrestre». L’opposizione venezuelana è divisa sull’ipotesi di un attacco americano: la vincitrice del Nobel per la Pace e alleata di Trump, María Corina Machado, è favorevole.
Altri, incluso il due volte candidato presidenziale Henrique Capriles, ha messo in guardia dal rischio che un intervento esterno possa creare un vuoto di potere riempito da qualcuno peggiore di Maduro. «Non ci sarà il lieto fine», ha aggiunto. Alla schermaglia di dichiarazioni si è aggiunto l’Iran: il ministro degli Esteri Abbas Araghchi ha criticato Machado, accusandola di «incitare alla guerra contro il proprio Paese». «Per molti in tutto il mondo - ha aggiunto - il Premio Nobel ha ormai perso la credibilità che dovrebbe avere».
Ad alzare la tensione è intervenuta ieri un’indiscrezione affidata al New York Times, secondo cui il presidente Usa starebbe valutando le opzioni di attacco contro: tra le ipotesi ci sarebbero attacchi contro le guardie di Maduro e azioni per prendere controllo dei giacimenti petroliferi.