Perché Mamdani non potrà mai diventare presidente degli Stati Uniti
di Enrico FranceschiniLONDRA – L'entusiasmo per la sua vittoria e la giovane età fanno sognare a qualcuno che New York sia il trampolino di lancio per portare un giorno Zohran Mamdani alla Casa Bianca. Ma a meno di cambiare la Costituzione americana, il neo-sindaco della più grande metropoli degli Stati Uniti non può diventare presidente.
L'articolo 2 della carta costituzionale Usa, infatti, afferma che soltanto un "natural born citizen" (alla lettera “cittadino di nascita naturale” o meglio nato nel Paese di cui ha la cittadinanza) può essere eletto presidente o vicepresidente (posizione, quest’ultima, che in caso di morte del presidente dà automaticamente accesso alla presidenza). Il termine "natural born" si presta teoricamente a varie interpretazioni, ma viene considerato da giuristi e Corte Suprema come l'indicazione tassativa che non basta essere cittadini americani per candidarsi alla presidenza: occorre essere nati nel territorio degli Stati Uniti. Mamdani, nato in Uganda da genitori originari dell…
LONDRA – L'entusiasmo per la sua vittoria e la giovane età fanno sognare a qualcuno che New York sia il trampolino di lancio per portare un giorno Zohran Mamdani alla Casa Bianca. Ma a meno di cambiare la Costituzione americana, il neo-sindaco della più grande metropoli degli Stati Uniti non può diventare presidente.
L'articolo 2 della carta costituzionale Usa, infatti, afferma che soltanto un "natural born citizen" (alla lettera “cittadino di nascita naturale” o meglio nato nel Paese di cui ha la cittadinanza) può essere eletto presidente o vicepresidente (posizione, quest’ultima, che in caso di morte del presidente dà automaticamente accesso alla presidenza). Il termine "natural born" si presta teoricamente a varie interpretazioni, ma viene considerato da giuristi e Corte Suprema come l'indicazione tassativa che non basta essere cittadini americani per candidarsi alla presidenza: occorre essere nati nel territorio degli Stati Uniti. Mamdani, nato in Uganda da genitori originari dell’India e con loro emigrato negli Usa all’età di 7 anni, dunque non potrebbe diventare presidente. Il nuovo sindaco di New York è stato naturalizzato cittadino americano nel 2018 e ha mantenuto anche la cittadinanza ugandese.
La motivazione della misura, che risale a due secoli e mezzo fa, si spiega con la preoccupazione di impedire indebite influenze straniere nella nazione che aveva appena conquistato l'indipendenza sconfiggendo in guerra il colonizzatore britannico. Un pericolo che oggi non esiste più: e infatti c'è chi, in un Paese invigorito da generazioni e generazioni di immigrati, ritiene tale condizione obsoleta. Per ora, tuttavia, non ci sono stati concreti tentativi di modificarla.
La questione della nascita all'estero è stata sollevata in passato anche in altri casi: Donald Trump ha a lungo sostenuto falsamente che Barack Obama non sarebbe nato in America. In realtà Obama è nato nel 1961 a Honolulu, nelle isole Hawaii, diventate uno dei 50 stati americani due anni prima. Sua madre era cittadina americana, il padre un cittadino britannico nato in Kenya, quando lo stato africano era una colonia del British Empire. Quest'ultimo fatto è usato da Trump e altri per sostenere che Obama non sarebbe cittadino americano, e dunque sarebbe diventato illegalmente presidente degli Stati Uniti, ma è falso: per la legge Usa chiunque nasce su suolo americano è americano, indifferentemente dalla nazionalità dei genitori (legge che Trump vuole cambiare nell'ambito della sua guerra all'immigrazione clandestina). Nato in America, Obama è perciò americano dalla nascita.
Un altro potenziale aspirante alla Casa Bianca che, come Mamdani, potrebbe avere chances e intenzioni di candidarsi alla presidenza, ma non ha potuto farlo perché nato all'estero, è il repubblicano Arnold Schwarzenegger: il popolare attore, due volte eletto governatore della California, è nato e cresciuto in Austria, emigrando negli Stati Uniti quando era ventenne.
Vi sono tuttavia casi controversi su cui non è emerso un parere unanime e definitivo, come quello del senatore repubblicano Ted Cruz, nato in Canada da madre statunitense e in quanto tale in possesso di doppia cittadinanza, canadese e americana, fin dalla nascita: ciò gli ha permesso di candidarsi alla Casa Bianca nelle primarie del suo partito nel 2016. Varie cause secondo cui Cruz era incandidabile, perché non rientrava nella categoria dei “natural born citizens”, furono respinte, ma ce ne sarebbero state certamente altre se avesse ottenuto la nomination repubblicana alla presidenza. Non furono necessarie perché la nomination andò a Trump, poi diventato presidente.
Anche l’ex deputata e attuale direttrice dell’intelligence Tulsi Gabbard, nata alle isole Samoa, un territorio americano d’oltremare ma non uno dei 50 stati, figlia di due cittadini americani, ha sollevato obiezioni simili a quelle per Cruz quando nel 2020 si è candidata alla Casa Bianca, e anche la sua candidatura è stata ritenuta valida.
Ma anche se non potrà diventare presidente, osservano alcuni commentatori sul New York Times e sul Wall Street Journal, Mamdani potrebbe in futuro diventare governatore di New York o venire eletto senatore a Washington, giocando un ruolo ancora più importante nel partito democratico e nella politica americana. Ad appena 34 anni ha davanti a sè la possibilità di una lunga e influente carriera. Per riuscirci, naturalmente, dovrà prima avere successo per un paio di mandati come sindaco della Big Apple e dimostrare che misure per una maggiore eguaglianza possono essere accolte con favore e con buoni risultati per tutti nella mecca del capitalismo.