Zohran Mamdani: musulmano, nato in Uganda e figlio dell’alta borghesia intellettuale. Chi è il neo sindaco di New York
dal nostro corrispondente Paolo MastrolilliNEW YORK - Un musulmano nato in Uganda 34 anni fa ed emigrato a New York quando aveva 7 anni. Un figlio dell’alta borghesia intellettuale, padre professore alla Columbia University e madre regista di successo, che diventa il paladino dei dimenticati, degli umiliati e degli offesi. Una moglie, Rama Duwaji, conosciuta grazie ad un’app per single in cerca di anime gemelle, e sposata in municipio raggiunto con la metropolitana. Uno che quando viene eletto sindaco della più grande città americana cita il leader indiano Jawaharlal Nehru e quello italiano Fiorello La Guardia, per promettere di cambiarne la faccia con "la più ambiziosa agenda per affrontare la crisi del costo della vita".
Ogni virgola nella biografia di Zohran Mamdani spiega perché non sarebbe mai dovuto arrivare dove è approdato ieri sera, e nello stesso tempo perché solo lui poteva condurre e vincere questa insurrezione contro la classe politica ed economica che domina da sempre New York e gli Usa. Con l’ambizione di aver i…
NEW YORK - Un musulmano nato in Uganda 34 anni fa ed emigrato a New York quando aveva 7 anni. Un figlio dell’alta borghesia intellettuale, padre professore alla Columbia University e madre regista di successo, che diventa il paladino dei dimenticati, degli umiliati e degli offesi. Una moglie, Rama Duwaji, conosciuta grazie ad un’app per single in cerca di anime gemelle, e sposata in municipio raggiunto con la metropolitana. Uno che quando viene eletto sindaco della più grande città americana cita il leader indiano Jawaharlal Nehru e quello italiano Fiorello La Guardia, per promettere di cambiarne la faccia con "la più ambiziosa agenda per affrontare la crisi del costo della vita".
Ogni virgola nella biografia di Zohran Mamdani spiega perché non sarebbe mai dovuto arrivare dove è approdato ieri sera, e nello stesso tempo perché solo lui poteva condurre e vincere questa insurrezione contro la classe politica ed economica che domina da sempre New York e gli Usa. Con l’ambizione di aver indicato anche la strada che potrebbe permettere ai democratici di tornare rilevanti, se non riconquistare la Casa Bianca, rimettendo la classe media e lavoratrice al centro della loro agenda.
Quando lo avevamo incontrato, non a caso durante la parata del Labor Day dedicata a celebrare la festa del lavoro, ci aveva spiegato così la propria logica, sapendo che il suo avversario principale sarebbe stato l’ex governatore dello stato Andrew Cuomo: "La comunità italoamericana è una parte meravigliosa di ciò che rende New York così speciale, ed è una comunità storica. Però sappiamo che gran parte di questa storia è in pericolo, perché la nostra città sta diventando sempre più costosa. Ci sono così tante persone che, non per loro scelta, vengono spinte via da New York. Allora non importa quanto celebriamo i monumenti o la storia, se poi perdiamo le persone che l'hanno resa così speciale".
Come tradurre questo messaggio sul piano politico concreto? "Il nostro obiettivo è rendere la città accessibile. Far capire a tutti che la sostenibilità economica non è solo un problema dei giovani, o di una coppia che aspira a formare una famiglia. E’ un’emergenza anche per la popolazione anziana di New York, dove vediamo così tante persone con un reddito fisso, che non hanno soldi extra per l'affitto, per gli eventuali aumenti della bolletta dell'acqua o dell’elettricità. Dobbiamo garantire che possano restare nelle loro case, questo è il nostro obiettivo".
Da qui il suo programma rivoluzionario in cinque punti. Il primo è il blocco degli affitti nel milione di appartamenti "rent-stabilized" di New York, ossia offerti a "equo canone". Questo non peserebbe sul bilancio annuale da circa 116 miliardi di dollari del comune, ma preoccupa i proprietari delle case e gli investitori, che già scappano. Poi ha un piano per costruire 200.000 alloggi economici nell’arco del prossimo decennio. Il secondo punto sono i servizi di assistenza per l’infanzia gratuiti, essenziali allo scopo di permettere ai genitori di lavorare e ai figli di crescere bene: costo, 6 miliardi di dollari. Il terzo sono bus pubblici veloci e gratuiti, perché senza trasporti solo i ricchi si muovono: costo, 800 milioni. Il quarto sono cinque supermercati finanziati dal comune, che con 60 milioni pagherà affitto e spese, per contenere i prezzi e garantire cibo economico ma di qualità a tutti. Zohran poi promette di alzare il salario minimo a 30 dollari l’ora entro il 2030.
Il costo complessivo del programma è stimato in 7 miliardi di dollari all’anno, coperti con un aumento delle entrate fiscali per 9 miliardi, ottenuto alzando all’11,5% le tasse per le aziende e aumentando del 2% le imposte per chi guadagna oltre un milione all’anno. Quindi un trasferimento di ricchezza dai ricchi ai poveri.
Con queste promesse, Mamdani è riuscito prima ad attirare l’attenzione degli elettori e poi a conquistarne la fiducia, nonostante il sospetto o la maldicenza che fosse troppo a sinistra, troppo radicale, troppo pericoloso per le posizioni critiche su Israele e l’idea poi abbandonata di togliere i finanziamenti alla polizia. Un regalo ai repubblicani, che ora potranno usarlo come spauracchio nelle elezioni midterm del prossimo anno.
Trump ha cercato di fermarlo, accusandolo di essere un comunista e appoggiando il rivale Cuomo. Lui ha risposto così: "Dopotutto, se c'è qualcuno che può mostrare a una nazione tradita da Donald Trump come sconfiggerlo, è la città che lo ha generato. E se c'è un modo per terrorizzare un despota, è smantellando le condizioni stesse che gli hanno permesso di accumulare potere. Questo non è solo il modo in cui fermiamo Trump; è così che fermeremo il prossimo. Quindi, Donald Trump, dato che so che stai guardando, ho quattro parole per te: alza il volume. Chiederemo conto ai cattivi proprietari perché i Donald Trump della nostra città sono diventati troppo a loro agio nell'approfittare dei propri inquilini. Metteremo fine alla cultura della corruzione che ha permesso a miliardari come Trump di evadere le tasse e sfruttare le agevolazioni fiscali. Staremo al fianco dei sindacati e amplieremo le tutele del lavoro perché sappiamo, proprio come fa Donald Trump, che quando i lavoratori hanno diritti ferrei, i padroni che cercano di estorcerli diventano davvero molto piccoli. New York resterà una città di immigrati: una città costruita da immigrati, alimentata da immigrati e, da stasera, guidata da un immigrato. Quindi ascoltami, presidente Trump, quando dico questo: per colpire qualcuno di noi, dovrai passare attraverso tutti noi".