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Jong-Fast: “Non è il successo degli estremisti. Trump sempre più impopolare”

Molly Jong-Fast 

 

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L’intervista alla giornalista figlia di Erica, storica femminista: “Ciò che funzionava in passato non premia più: penso ai discorsi ambigui, alle dinastie, ai legami con ambienti finanziari e tecnologici”
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«Linguaggio e attitudine sono i denominatori comuni di queste elezioni: che hanno visto sì, trionfare il candidato della sinistra dem Zohran Mamdani a New York, ma anche due centriste come Mikie Sherril in New Jersey e Abigail Spanberger in Virginia. Hanno vinto da posizioni politiche diverse, parlando di fatti che riguardano la gente, capaci di esporre le loro idee con chiarezza, anche se potevano sembrare impopolari. Hanno condotto campagne senza ambiguità». Molly Jong-Fast è la scrittrice e giornalista (figlia della storica femminista Erica, cui ha dedicato un impietoso ritratto entrato fra i bestseller del New York Times) analista politica di Msnbc e autrice di un popolare podcast intitolato Fast Politics.

A un anno dall’elezione di Trump, i democratici vincono ovunque. Effetto Mamdani?

«Semmai effetto Trump: in 10 mesi ha stravolto il Paese, scioccando pure chi lo ha votato con atti senza precedenti e molto impopolari. Certo, Mamdani è un personaggio nuovo, ha attratto gli eletto…

«Linguaggio e attitudine sono i denominatori comuni di queste elezioni: che hanno visto sì, trionfare il candidato della sinistra dem Zohran Mamdani a New York, ma anche due centriste come Mikie Sherril in New Jersey e Abigail Spanberger in Virginia. Hanno vinto da posizioni politiche diverse, parlando di fatti che riguardano la gente, capaci di esporre le loro idee con chiarezza, anche se potevano sembrare impopolari. Hanno condotto campagne senza ambiguità». Molly Jong-Fast è la scrittrice e giornalista (figlia della storica femminista Erica, cui ha dedicato un impietoso ritratto entrato fra i bestseller del New York Times) analista politica di Msnbc e autrice di un popolare podcast intitolato Fast Politics.

A un anno dall’elezione di Trump, i democratici vincono ovunque. Effetto Mamdani?

«Semmai effetto Trump: in 10 mesi ha stravolto il Paese, scioccando pure chi lo ha votato con atti senza precedenti e molto impopolari. Certo, Mamdani è un personaggio nuovo, ha attratto gli elettori “intermittenti” e i giovani semplicemente restando sé stesso. Ne ha penetrato la cultura, ha parlato la loro lingua, ne ha capito paure e aspirazioni: quel che i dem avrebbero dovuto fare da tempo».

Bernie Sanders e Alexandria Ocasio Cortez lo hanno sostenuto. Ora il partito virerà a sinistra?

«Non ha vinto l’estrema sinistra ma il partito dem: ripeto, fra i vincitori ci sono moderati. Questa è la spinta che serviva. Siamo davanti a un cambio generazionale. Ciò che funzionava in passato non premia più: penso ai discorsi ambigui, alle dinastie, ai legami con ambienti finanziari e tecnologici, oggi percepiti come ostili da molta gente: anche perché i dem legati a quei mondi, hanno finito per aver paura della propria ombra».

A Midterm, come battere Trump, che sta già cambiando le regole ridisegnando i collegi elettorali?

«Servono leader capaci di coniugare coraggio e comprensione pratica delle esigenze degli elettori: la sola “lotta” non basta a conquistare il consenso del ceto medio e a ottenere risultati negli stati in bilico, lo abbiamo visto col flop di Kamala Harris».

Ne vede qualcuno all’orizzonte?

«Diversi, ma ci sono ancora molte variabili da affrontare. Apprezzo il senatore del Connecticut Chris Murphy, l’ex senatore dell’Ohio Sherrod Brown, le nuove governatrici Sherrill – di cui ho seguito la campagna e posso confermarlo, era ovunque – e Spanberger, la deputata di New York Alexandria Ocasio-Cortez, lo stesso Mamdani, anche se intorno a lui si sta già facendo allarmismo. Gente politicamente diversa, che ha ciò che oggi serve:il coraggio delle proprie idee. Per le presidenziali, poi, servirà un candidato ragionevole. E sono convinta che anche la sinistra saprà trovare equilibrio».

Un sondaggio del “Washington Post” dice che Trump è sempre più impopolare: ma non abbastanza da convincere la gente a votare dem alle elezioni di MidTerm.

«Molti sono certo ancora arrabbiati con la leadership dem. Ma Trump diventa ogni giorno più impopolare: manda i soldati nelle città, licenzia, sperpera nel pieno dello shutdown. Sta causando molti danni alle persone e al Paese, dimostrando che degli elettori se ne frega. Sconfiggerlo potrebbe essere meno difficile di quanto sembra».

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