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Cinque donne per rilanciare New York: Mamdani presenta il suo team di transizione

(agf)

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Veterane della pubblica amministrazione, hanno già lavorato per i suoi predecessori o per Biden. Il neo sindaco assumerà 200 avvocati per proteggere la città da eventuali assalti di Trump
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Con la velocità che lo contraddistingue, il sindaco eletto di New York Zohran Mamdani ha voluto rassicurare fin da subito i cittadini sulla sua capacità di guidare la Grande Mela, annunciando già ieri una leadership tutta al femminile per la sua squadra di transizione. Cinque donne di peso, capaci veterane della pubblica amministrazione, pronte ad accompagnarlo nella prima fase, ponendo fin da subito le basi del suo programma ambizioso: che prevede, fra l’altro, la promessa di rendere gratuiti i mezzi pubblici, espandere i servizi di assistenza all'infanzia finanziati dal governo, dare impulso allo sviluppo edilizio e abbattere i costi dei beni di prima necessità.

Il neo primo cittadino “socialista” chiamato a gestire una metropoli che conta su un bilancio di 115 miliardi di dollari e una struttura comunale con 300mila dipendenti, ha appena 34 anni: la persona più giovane a vincere le elezioni a sindaco in oltre un secolo. Chiaro che le azioni saranno sottoposte a uno scrutinio certo…

Con la velocità che lo contraddistingue, il sindaco eletto di New York Zohran Mamdani ha voluto rassicurare fin da subito i cittadini sulla sua capacità di guidare la Grande Mela, annunciando già ieri una leadership tutta al femminile per la sua squadra di transizione. Cinque donne di peso, capaci veterane della pubblica amministrazione, pronte ad accompagnarlo nella prima fase, ponendo fin da subito le basi del suo programma ambizioso: che prevede, fra l’altro, la promessa di rendere gratuiti i mezzi pubblici, espandere i servizi di assistenza all'infanzia finanziati dal governo, dare impulso allo sviluppo edilizio e abbattere i costi dei beni di prima necessità.

Il neo primo cittadino “socialista” chiamato a gestire una metropoli che conta su un bilancio di 115 miliardi di dollari e una struttura comunale con 300mila dipendenti, ha appena 34 anni: la persona più giovane a vincere le elezioni a sindaco in oltre un secolo. Chiaro che le azioni saranno sottoposte a uno scrutinio certo ancora più intenso rispetto a quello riservato agli altri. Non sorprende, dunque, che voglia al suo fianco persone di ampia e rodata esperienza. I cui nomi danno anche un’idea di quanto intenda spingersi veramente a sinistra.

Se a guidare il team sarà la stratega politica Elana Leopold, già consulente della sua campagna e dell’altro sindaco di sinistra, Bill de Blasio, a co-presiederlo saranno invece quattro signore interessantissime. A partire da una riformatrice audace come Lina Khan, la giurista anglo-pakistana che Joe Biden chiamò a Washington per guidare la Federal Trade Commission, l’agenzia governativa di tutela dei consumatori e regola l’antitrust. Un chiaro messaggio a quella Wall Street che di Mamdani proprio non voleva saperne: e ora corre a corteggiarlo. Nel suo ruolo precedente, Khan ha infatti sfidato i monopoli di Amazon e Meta, accusandoli di pratiche anticoncorrenziali. Inimicandosi per motivi simili pure altri miliardari, da Elon Musk al co-fondatore di LinkedIn Reid Hoffman.

Nella squadra c’è poi Maria Torres-Springer, già numero due dell’uscente Eric Adams, che si era dimessa lo scorso febbraio (con una lettera dove fra l’altro scriveva “il servizio pubblico è un atto d’amore”) quando lui fu incriminato per corruzione e violazione delle norme sul finanziamento delle campagne elettorali. Ora Mamdani sembra intenzionato ad affidarle quel medesimo incarico, scegliendola come sua vice. Torres, d’altronde, ha già ricoperto diversi ruoli nell'amministrazione comunale, occupandosi di edilizia abitativa, sviluppo economico e mercato del lavoro.

Anche Melanie Hartzog ha un curriculum di tutto rispetto: fu l’assessora responsabile di salute e servizi sociali di Bill de Blasio, durante l’emergenza Covid nel 2020. Prima ancora, ha guidato il Children's Defense Fund, no profit che si occupa di bambini poveri, abusati e negletti, e poi capo dell'Ufficio di gestione e bilancio della città, ovvero la responsabile della gestione del più grande bilancio comunale d’America. C’è infine Grace Bonilla, Ceo di United Way of New York City – no profit che si occupa di comunità cittadine svantaggiate – che in passato si era occupata di politiche familiari nell'amministrazione dell'ex sindaco Michael Bloomberg e poi ha guidato la Task Force per l'Equità e l'Inclusione Razziale voluta da de Blasio.

“Col mio team costruirò un municipio capace di mantenere le promesse fatte durante la campagna”, ha detto Mamdani ieri presentando la squadra. “Un’amministrazione capace e compassionevole, guidata dall’integrità e disposta a lavorare sodo quanto i milioni di newyorkesi che chiamano casa questa città”. Nei prossimi giorni annuncerà pure gli assessori e i responsabili delle varie agenzie: «Risolveremo vecchi problemi con nuove soluzioni». Il primo ostacolo è già all’orizzonte. Il presidente Donald Trump aveva minacciato di tagliare i fondi federali in caso di vittoria di Mamdani: ben 7,4 miliardi di dollari, il 6 per cento della spesa totale. Per prevenirne gli assalti, il nuovo sindaco fa sapere di essere in procinto di assoldare un vero esercito di ben 200 avvocati.

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