Stop all’esibizione a Verona del filo-Putin Abdrazakov: il pressing di Giuli dopo il caso Zakharova
di Daniele Castellani Perelli , Tommaso CiriacoUn putiniano al Teatro filarmonico di Verona. Era in programma e ora non lo è più. A comunicarlo nel primo pomeriggio è la stessa Fondazione Arena di Verona, che in una nota scrive: "Illdar Abdrazakov non prenderà parte all'opera Don Giovanni, in programma al Teatro Filarmonico di Verona dal 18 al 25 gennaio 2026". La decisione arriva a poche ore dalla denuncia della Fbk, la Fondazione di Aleksej Navalny, l’oppositore russo morto in carcere nel febbraio del 2024, che aveva lanciato una nuova campagna in Italia – dopo quella contro il direttore d’orchestra Valerij Gergiev – per cancellare la partecipazione del baritono Ildar Abdrazakov al Don Giovanni di Mozart a Verona.
Il ruolo del ministro della Cultura
Quello che invece è rimasto finora sottotraccia è il ruolo del governo nella decisione di cancellare la partecipazione di Abdrazakov. E quello, in particolare, del ministro della Cultura Alessandro Giuli.
Nulla di ufficiale, ma secondo quanto si apprende da massime fonti dell’es…
Un putiniano al Teatro filarmonico di Verona. Era in programma e ora non lo è più. A comunicarlo nel primo pomeriggio è la stessa Fondazione Arena di Verona, che in una nota scrive: "Illdar Abdrazakov non prenderà parte all'opera Don Giovanni, in programma al Teatro Filarmonico di Verona dal 18 al 25 gennaio 2026". La decisione arriva a poche ore dalla denuncia della Fbk, la Fondazione di Aleksej Navalny, l’oppositore russo morto in carcere nel febbraio del 2024, che aveva lanciato una nuova campagna in Italia – dopo quella contro il direttore d’orchestra Valerij Gergiev – per cancellare la partecipazione del baritono Ildar Abdrazakov al Don Giovanni di Mozart a Verona.
Il ruolo del ministro della Cultura
Quello che invece è rimasto finora sottotraccia è il ruolo del governo nella decisione di cancellare la partecipazione di Abdrazakov. E quello, in particolare, del ministro della Cultura Alessandro Giuli.
Nulla di ufficiale, ma secondo quanto si apprende da massime fonti dell’esecutivo negli ultimi giorni sarebbe stato proprio Giuli a mettere in campo una moral suasion informale ma costante per favorire questa esclusione. Confrontandosi con la Fondazione Arena di Verona, ripetutamente. Fino all’annuncio di oggi.
La mossa di cancellare la presenza di Abdrazakov – ragionevolmente condivisa da Giuli con i vertici dell’esecutivo, anche se su questo punto manca una conferma ufficiale – si inserisce in un contesto a suo modo politico, se per politico si intende non accettare che sul palco di un teatro italiano si esibisca un artista giudicato dallo stesso ministro della Cultura, pubblicamente, uno “strumento di propaganda” del “potere dispotico” di Vladimir Putin.
Ma c’è dell’altro, in questa storia. C’è un contesto di crescente tensione tra Roma e il Cremlino. Quella che ha portato Maria Zakharova, portavoce del ministero degli Esteri russo, ad attaccare nei giorni scorsi ripetutamente l'Italia e il suo governo. L’episodio più clamoroso è legato al crollo della Torre dei Conti, a Roma, in cui ha perso la vita un operaio rumeno, Octav Stroici. “Finché il governo italiano continuerà a spendere inutilmente i soldi dei contribuenti” per l’Ucraina, aveva detto, “l’Italia crollerà tutta, dall’economia alle torri”.
Ecco, di certo anche questo affondo scomposto, con il lavoratore ancora sotto le macerie (morirà dopo il recupero, in serata, appena giunto in ospedale), spinge l’esecutivo a una linea più dura verso Mosca. La cancellazione della presenza dell’artista russo sarebbe insomma arrivata comunque, ma quanto accaduto ha di certo spinto il ministero a mettere in campo una moral suasion ancora più convinta. E a reagire, lanciando il segnale. “Non si tratta principalmente d'una questione di sicurezza, pur importantissima – mette intanto nero su bianco Giuli - le arti e più in generale la cultura russa, al pari delle altre, sono sempre benvenute in Italia quando rappresentano un veicolo di dialogo e pacificazione fra i popoli. Non così, invece, quando diventano lo strumento di propaganda al servizio di un potere dispotico che non può e non deve avere diritto di cittadinanza nel mondo libero".
Chi è Ildar Abdrazakov
Già nel primo pomeriggio, la fondazione Navalny aveva approvato la scelta italiana. “Siamo riusciti ad annullare l'esibizione di Ildar Abdrazakov in Italia", si legge in una nota della Fondazione creata dall'oppositore russo: "A gennaio 2026 Abdrazakov, complice e persona di fiducia di Putin, non si esibirà alla Fondazione Arena di Verona in Italia: è stato escluso dal programma, come da noi richiesto. Grazie a tutti coloro che hanno sostenuto la campagna con informazioni!".
Abdrazakov, direttore del Teatro dell’Opera e del balletto di Sebastopoli nella penisola ucraina di Crimea annessa da Mosca nel 2014, in vista delle presidenziali dell’anno scorso era stato nominato tra i “fiduciari” di Putin, personalità della cultura autorizzate a fare campagna elettorale a nome del leader del Cremlino.
«Annulliamo l’esibizione in Italia di Ildar Abdrazakov, fiduciario di Putin!», scriveva online la Fbk, definendo Abdrazakov «rinomato basso-baritono e sostenitore pubblico di Putin»: «Nel 2024 era uno dei fiduciari di Putin, ora è direttore del Teatro dell’Opera e del balletto di Sebastopoli nella Crimea occupata. L’apparizione di tali personaggi sui palcoscenici europei contribuisce a ripulire la reputazione di Putin attraverso la cultura, come nel caso di Valerij Gergiev». Il riferimento è al direttore d’orchestra russo Gergiev, oggi a capo dei Teatri Bolshoj di Mosca e Marinskij di San Pietroburgo, già estromesso dalla Filarmonica di Monaco di Baviera per non aver preso posizione contro l’invasione dell’Ucraina e che a luglio si è visto annullare un concerto alla Reggia di Caserta proprio dopo un appello di Julija Navalnaja, la vedova e leader della Fondazione di Navalny, pubblicato su Repubblica.
La villa in Italia
Abdrazakov dopo l’invasione dell’Ucraina si è esibito più volte in eventi ufficiali sponsorizzati dalle autorità russe, come al summit dei Brics tenutosi a Kazan nell’ottobre 2024. Secondo Fbk possiede una villa sul mare a Massa ed è stato inserito da Putin nel Consiglio presidenziale per le arti e la cultura. Ad Abdrazakov sono già state cancellate diverse partecipazioni per questa sua vicinanza al Cremlino: a Parigi, Vienna e Zurigo e, in Italia, al San Carlo di Napoli a gennaio scorso.
La campagna
«Facciamo appello alla direzione del teatro affinché sostituisca l’artista e rinforzi il principio che i teatri europei non devono trasformarsi in vetrine per i sostenitori pubblici di Putin e della guerra», aveva scritto la Fondazione Navalny. Una richiesta che in Italia avevano avanzato anche l’associazione Liberi oltre le illusioni e l’eurodeputata del Pd Pina Picierno, vicepresidente al Parlamento europeo, che ora scrive: “Abbiamo nuovamente vinto contro la propaganda di Putin e del Cremlino. Abdrazakov non si esibirà all’Arena di Verona”.
La stessa vedova di Navalny, Julia Navalnaya, ha ringraziato sui social Picierno, per "l'aiuto e il costante sostegno nella lotta contro gli alleati di Putin". "Senza il tuo aiuto", si legge sul profilo X di Y, "questo non sarebbe stato possibile".