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La riscossa dei democratici in Virginia e New Jersey. Newsom: “Ora tocca a noi”

Vincono le moderate Spanberger e Sherrill mentre il governatore della California potrà ridisegnare i collegi elettorali
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NEW YORK – La parola chiave che ha guidato la notte della rivoluzione democratica è “affordability”, cioè accessibilità, legata al costo della vita. L’ha usata per mesi il nuovo sindaco di New York, il socialista Zohran Mamdani, promettendo di calmierare gli affitti, garantire trasporti gratuiti e una spesa sostenibile, e l’ha fatta sua la moderata democratica Abigail Spanberger, ex agente Cia diventata prima governatrice donna nella storia della Virginia. E Mikie Sherrill, altra moderata, ex elicotterista della Marina militare adesso prima governatrice nella storia del New Jersey. E Mary Sheffield, altra democratica, prima donna sindaco di Detroit, in Michigan. La parola “accessibilità” è diventata così vincente da essere stata subito ripresa da un insospettabile: Donald Trump. Nel post pubblicato su Truth, per celebrare un anno dalla vittoria alle presidenziali, il tycoon ha dichiarato che «la nostra priorità è rendere tutto più accessibile». Cioè, l’uomo che ha pensato solo al ball…

NEW YORK – La parola chiave che ha guidato la notte della rivoluzione democratica è “affordability”, cioè accessibilità, legata al costo della vita. L’ha usata per mesi il nuovo sindaco di New York, il socialista Zohran Mamdani, promettendo di calmierare gli affitti, garantire trasporti gratuiti e una spesa sostenibile, e l’ha fatta sua la moderata democratica Abigail Spanberger, ex agente Cia diventata prima governatrice donna nella storia della Virginia. E Mikie Sherrill, altra moderata, ex elicotterista della Marina militare adesso prima governatrice nella storia del New Jersey. E Mary Sheffield, altra democratica, prima donna sindaco di Detroit, in Michigan. La parola “accessibilità” è diventata così vincente da essere stata subito ripresa da un insospettabile: Donald Trump. Nel post pubblicato su Truth, per celebrare un anno dalla vittoria alle presidenziali, il tycoon ha dichiarato che «la nostra priorità è rendere tutto più accessibile». Cioè, l’uomo che ha pensato solo al ballroom da trecento milioni, al Trump Arch da far costruire alle porte di Washington e alla festa in stile belle epoque, ignorando i più di quaranta milioni di americani rimasti senza buoni alimentari.

Effetti di una notte storica, seppure legata a elezioni locali ma che ha visto i democratici vincere ovunque: Aftab Pureval è stato confermato sindaco di Cincinnati, Ohio, dopo aver battuto Cory Bowman, fratellastro di J. D. Vance. In Virginia Ghazala Hashmi è diventata la prima vicegovernatrice musulmana e Jay Jones il nuovo procuratore generale. In Pennsylvania tre giudici democratici sono stati riconfermati per dieci anni. In Mississippi due seggi statali sono passati dai conservatori ai progressisti, cosa che non accadeva da anni. E in Colorado è passata la proposta che prevede di aumentare le tasse ai più ricchi per garantire i pasti nelle scuole pubbliche. D’improvviso per i democratici tutto è diventato “accessibile”, anche la vittoria.

Lo stesso ex presidente Barack Obama ha indicato nella scelta di «temi che contano davvero» la chiave del successo. È una formula destinata a entrare nel manifesto politico di un altro democratico uscito vincente e probabile candidato presidenziale nel 2028: Gavin Newsom. Il governatore della California ha vinto la sua sfida ai repubblicani, sottoponendo al referendum la sua Proposition 50, una nuova mappatura dei distretti elettorali che potenzialmente potrebbe garantire ai Democratici, fin dalle elezioni di midterm nel 2026, di strappare cinque seggi ai Repubblicani.

È la risposta al piano del Texas di ridisegnare i collegi per togliere all’opposizione seggi e fermare l’emorragia di voti legata alle politiche antisociali di Trump. Archiviato il moderatismo di Joe Biden, Newsom piace perché ha scelto di contrastare Trump con le sue stesse armi: lo irride attraverso i social, ne fa la parodia per smontarne la narrazione autocelebrativa, risponde alle politiche aggressive dei conservatori con posizioni altrettanto dure. «Le regole del gioco - ha detto - sono cambiate, e adesso le vogliamo riscrivere noi».È il pane al pane che la base democratica chiedeva da tempo e che l’elite del partito ancora non accetta. Newsom ha ottenuto nel referendum un consenso maggiore di cinque punti percentuali rispetto a quello che, un anno fa alle presidenziali, aveva preso in California Kamala Harris, che pure giocava in casa. In un colpo solo il governatore ha indebolito Harris, che punta a ricandidarsi, e rilanciato le proprie ambizioni personali. Ma per conquistare il resto del Paese, fatto anche di aree rurali, servirà un linguaggio diverso, vicino ai problemi di tutti i giorni, sfruttando lo scollamento tra una parte sempre più grande dell’America e Trump.

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