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Una nuova portaerei e sempre più missili: la Cina mostra i muscoli e avverte gli Usa

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Xi, in camicia verde militare, ha ispezionato la Fujian, ufficialmente entrata in servizio. E intanto immagini satellitari della Cnn mostrano l’espansione dei siti per la produzione di razzi: “E’ una corsa agli armamenti”
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PECHINO - Una nuova portaerei, la terza, per accrescere le proprie ambizioni navali e provare a sfidare il dominio americano. Una massiccia espansione dei siti legati alla produzione di missili, per rendere l’Esercito più forte. E un rimprovero agli Usa: che dovrebbero “con serietà”, procedere al disarmo nucleare. Pechino mostra i muscoli.

La passeggiata di Xi

Camicia verde militare, Xi Jinping, che è a capo delle forze armate cinesi, è andato sull’isola di Hainan ad ispezionare la Fujian, la terza portaerei di Pechino, entrata ufficialmente in servizio a tre anni dalla sua presentazione: una passeggiata sul ponte per dare una controllata agli aerei, una chiacchierata con i piloti che ha definito “eroi”. La Fujian è la prima portaerei interamente progettata e costruita nel Paese, nonché la prima dotata di catapulte elettromagnetiche: ciò rende la Cina il secondo Paese, dopo gli Usa, ad utilizzare questa tecnologia di lancio.

Le portaerei cinesi

Nonostante la fanfara propagan…

PECHINO - Una nuova portaerei, la terza, per accrescere le proprie ambizioni navali e provare a sfidare il dominio americano. Una massiccia espansione dei siti legati alla produzione di missili, per rendere l’Esercito più forte. E un rimprovero agli Usa: che dovrebbero “con serietà”, procedere al disarmo nucleare. Pechino mostra i muscoli.

La passeggiata di Xi

Camicia verde militare, Xi Jinping, che è a capo delle forze armate cinesi, è andato sull’isola di Hainan ad ispezionare la Fujian, la terza portaerei di Pechino, entrata ufficialmente in servizio a tre anni dalla sua presentazione: una passeggiata sul ponte per dare una controllata agli aerei, una chiacchierata con i piloti che ha definito “eroi”. La Fujian è la prima portaerei interamente progettata e costruita nel Paese, nonché la prima dotata di catapulte elettromagnetiche: ciò rende la Cina il secondo Paese, dopo gli Usa, ad utilizzare questa tecnologia di lancio.

Le portaerei cinesi

Nonostante la fanfara propagandistica - utile anche a risollevare il morale dopo i recenti casi di corruzione ai vertici dell’Esercito - le portaerei cinesi sono ancora inferiori a quelle americane. Gli Stati Uniti ne hanno 11, tutte a propulsione nucleare. Le tre cinesi sono a propulsione convenzionale: e questo limita raggio operativo e durata delle missioni rispetto alle rivali. La Fujian si avvicina, tuttavia, per dimensioni e funzionalità, alle navi Usa. Ed è uno degli esempi più evidenti della espansione militare voluta da Xi, che mira a modernizzare le forze armate entro il 2035 e a renderle “di livello mondiale” entro la metà del secolo. In cantiere ce n’è pure una quarta di portaerei: quella sì che potrebbe essere a propulsione nucleare, il che aumenterebbe autonomia e portata globale. Nuove portaerei sono fondamentali per proiettare forza lontano dalle proprie coste, in una più ampia contesa con gli americani nell’Indo-Pacifico. Nonostante sia ancora indietro su molti aspetti, la Cina sta colmando il divario con l’America.


Il sistema a catapulta elettromagnetica, simile a quello utilizzato dalla U.S.S. Gerald R. Ford, permetterebbe alla Fujian di trasportare aerei più grandi con carichi più pesanti, nonché di lanciarli più rapidamente. Prende il nome dalla provincia cinese che si trova di fronte a Taiwan, l’isola che Pechino vuole. È ancora incerto il ruolo della Fujian in una eventuale azione militare, ma potrebbe venire posizionata per un “blocco” dell’isola: per ritardare la possibile assistenza militare americana.

Le immagini della Cnn

Non soltanto portaerei, ma pure missili. Secondo immagini satellitari analizzate dalla Cnn, “oltre il 60% delle 136 strutture collegate alla produzione di missili ha mostrato segni di espansione: 2 milioni di metri quadrati di superficie costruita tra l'inizio del 2020 e oggi. Sono apparse nuove torri, bunker e terrapieni. In alcuni casi, nelle immagini sono visibili anche parti di missili”. “Siamo nelle fasi iniziali di una nuova corsa agli armamenti”, dice William Alberque, ex direttore del controllo degli armamenti Nato. Secondo Cnn, “i missili prodotti dagli impianti esaminati potrebbero costituire una componente fondamentale di qualsiasi possibile tentativo di conquista di Taiwan”. Un’espansione, sostiene la rete americana, che ha registrato un picco dopo l’invasione russa dell’Ucraina. “La superficie aggiuntiva costruita potrebbe innescare una crescita potenzialmente esponenziale della capacità produttiva di alcuni missili. Come il DF-26, il ‘killer di Guam’”, in grado teoricamente di raggiungere la base Usa.

Le armi nucleari

Pechino è tornata anche a ribattere sulla questione armi nucleari, dopo le parole di Trump dei giorni scorsi, sfilandosi di fatto da ogni dialogo. “Non sono paragonabili a quelle degli Stati Uniti e della Russia; sarebbe ingiusto, irragionevole e poco pratico in questa fase richiedere alla Cina di partecipare ai negoziati sul controllo”, dice la portavoce del Ministero degli Esteri. Sono gli Usa che dovrebbero “ridurre in modo sostanziale le loro scorte e creare le condizioni per un disarmo globale”. La Cina ha 600 testate, un’arsenale che sta crescendo più rapidamente di quello di qualsiasi altro Paese, anche se sono Russia e Usa a possedere insieme circa il 90% di tutte le armi nucleari (con oltre 5mila testate ciascuna). La Cina, che ha una politica di “no-first use”, non conduce test dal 1996: a dicembre 2023 il New York Times scrisse però che Pechino stava ampliando il sito di Lop Nor, suggerendo possibili preparativi.

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