Nancy Pelosi, la signora dei dem si ritira. Donald Trump la insulta: “Malvagia”
di Anna LombardiL'applauso-sfottò di Pelosi a Trump nel 2019
«Dear San Francisco, voglio che tu lo sappia per prima: non mi ricandido al Congresso». La signora della politica statunitense Nancy Pelosi, l’italoamericana (nonni molisani e abruzzesi) a lungo donna più potente di Washington in quanto prima Speaker della Camera, molla davvero. L’“artista del potere” come si è definita nell’autobiografia pubblicata un anno fa, appunto The Art of Power, a 85 anni suonati abbandona il campo. La leader abile nel tenere a freno i compagni di partito e a dialogare con gli avversari fino al compromesso, lascerà il Congresso a fine legislatura: nel dicembre 2026, sfiorando i 40 anni di servizio. Lo ha annunciato in un video di 6 minuti su X: «Guardo con gioia al mio ultimo anno come vostra orgogliosa rappresentante».
A 48 ore dalla travolgente vittoria elettorale del giovane Mamdani, il cambio generazionale in casa dem segna la fine di un’era. La richiesta di lasciar spazio ai giovani, d’altronde, era insistente: il deputato locale Scott Wiener aveva g…
«Dear San Francisco, voglio che tu lo sappia per prima: non mi ricandido al Congresso». La signora della politica statunitense Nancy Pelosi, l’italoamericana (nonni molisani e abruzzesi) a lungo donna più potente di Washington in quanto prima Speaker della Camera, molla davvero. L’“artista del potere” come si è definita nell’autobiografia pubblicata un anno fa, appunto The Art of Power, a 85 anni suonati abbandona il campo. La leader abile nel tenere a freno i compagni di partito e a dialogare con gli avversari fino al compromesso, lascerà il Congresso a fine legislatura: nel dicembre 2026, sfiorando i 40 anni di servizio. Lo ha annunciato in un video di 6 minuti su X: «Guardo con gioia al mio ultimo anno come vostra orgogliosa rappresentante».
A 48 ore dalla travolgente vittoria elettorale del giovane Mamdani, il cambio generazionale in casa dem segna la fine di un’era. La richiesta di lasciar spazio ai giovani, d’altronde, era insistente: il deputato locale Scott Wiener aveva già annunciato l’intenzione di correre per il seggio di Nancy, indipendentemente dalle sue intenzioni. Meglio dunque un’uscita onorevole che finire come la collega Dianne Feinstein: che al Congresso, a 90 anni, non capiva più per cosa si votasse in aula.
E pensare che per i suoi primi quarant’anni, Nancy D’Alesandro alla politica aveva pensato poco. Classe 1940, figlia d’arte (papà Thomas fu sindaco di Baltimora e deputato), moglie del venture capitalist Paul Pelosi — il primo amore incontrato nei corridoi del Trinity College di Washington che la portò a vivere a San Francisco — si era interamente dedicata ai cinque figli. Fu l’amica deputata Sala Burton, malata di cancro, a chiederle di correre per il suo seggio in California, poco prima di morire: «Noi donne al Congresso siamo una rarità». A 47 anni, Nancy chiese dunque alla figlia Alexandra cosa ne pensasse: «Mother, get a life», fatti una vita, rispose quella.
Nancy Pelosi, 2002
Beh, che vita, da allora. Eletta la prima volta nel 1987, si fa notare diventando, all’indomani delle proteste di Piazza Tienanmen del 1989, strenua critica di Pechino. Nel 2002 come prima donna leader della minoranza dem si oppone alla guerra in Iraq di George W. Bush. Nel 2007 l’altro primato: prima donna Speaker d’America («Abbiamo fatto la Storia, ora facciamo progressi», commenta). Mantiene la posizione fino al 2011 e poi fra 2019 e 2023. Diventando, per la sua capacità di dialogo, figura chiave per l’approvazione di misure emblematiche: dal piano di salvataggio di Wall Street dopo il crack del 2008 all’Affordable Care Act, la storica legge varata da Barack Obama nel 2010 per dare accesso alla sanità a milioni di poveri («Ci ha reso orgogliosi di essere dem», le rende onore ora lui). Una battaglia dopo l’altra. Ambiente, etica, istruzione. E immigrazione, con l’epico discorso pro bimbi migranti del 2019: 8 ore e 15 senza pausa-gabinetto.
Volontà pari alla passione politica, tacchi a spillo da 7 centimetri ostentati insieme alla pettinatura sempre in ordine (tanto da far scandalo in pieno Covid, quando fece riaprire un parrucchiere nonostante il lockdown) e dall’orgoglio trasformato in una battaglia contro l’età, si è distinta negli ultimi anni per la sua capacità di sbeffeggiare Donald Trump anche solo con un applauso-sfottò. Capace pure di distruggere il sogno di secondo mandato dell’amico e alleato Joe Biden scegliendo di non muovere per lui un dito.
Arcinemica di Trump, lo ha messo sotto impeachment due volte. E infatti i rivoltosi del 6 gennaio assaltarono il Congresso urlando «Dov’è Nancy?». Frase ripetuta pure dall’uomo che nel 2022 ferì gravemente il suo Paul. Il presidente ora gongola: «Malvagia, corrotta, negativa, il suo ritiro è una liberazione per l’America». Biden, che pure le rinfacciò di aver orchestrato la sua defenestrazione, mette invece da parte il rancore: «Sei stata la miglior Speaker della Storia. Insieme abbiamo fatto crescere l’economia, investimenti e posti di lavoro».