Russia, la cantante ribelle Naoko incarcerata per la terza volta. Tornano gli “arresti a carosello”
di Rosalba CastellettiTerzo arresto per la diciottenne Diana Loginova, in arte Naoko, voce della band Stoptime: rilasciata, è stata arrestata mentre usciva di prigione per la seconda volta consecutiva. E così pure il chitarrista Aleksandr Orlov. Colpevoli entrambi di aver eseguito in strada a San Pietroburgo brani vietati di artisti costretti all’esilio dopo aver condannato il conflitto in Ucraina.
È il ritorno degli “arresti a carosello”, uno schema utilizzato in Russia già in passato: secondo l’ong Ovd-Info, dal 2011 sono stati registrati almeno 53 casi in cui ripetuti arresti amministrativi hanno poi portato a incriminazioni penali.
Naoko e la band StopTime
La band di strada StopTime aveva suonato per mesi a San Pietroburgo le canzoni degli artisti ribelli …
Terzo arresto per la diciottenne Diana Loginova, in arte Naoko, voce della band Stoptime: rilasciata, è stata arrestata mentre usciva di prigione per la seconda volta consecutiva. E così pure il chitarrista Aleksandr Orlov. Colpevoli entrambi di aver eseguito in strada a San Pietroburgo brani vietati di artisti costretti all’esilio dopo aver condannato il conflitto in Ucraina.
È il ritorno degli “arresti a carosello”, uno schema utilizzato in Russia già in passato: secondo l’ong Ovd-Info, dal 2011 sono stati registrati almeno 53 casi in cui ripetuti arresti amministrativi hanno poi portato a incriminazioni penali.
Naoko e la band StopTime
La band di strada StopTime aveva suonato per mesi a San Pietroburgo le canzoni degli artisti ribelli costretti all’esilio. Brani spesso vietati dalle autorità. Come Ty Soldat (Tu sei un soldato) della cantautrice Monetochka o i singoli del rapper Noize Mc, Svetlaja Polosa (Striscia di luce) o Kooperativ Lebedinoe ozero (La cooperativa del Lago dei cigni) che allude al tentato golpe del 1991 quando la tv sovietica trasmise a ripetizione il balletto di Piotr Chajkovskij e dunque alla possibile caduta del regime di Vladimir Putin.
I loro video virali su TikTok avevano accresciuto il loro seguito fino a radunare decine di giovani ogni volta che si esibivano in strada. A metà ottobre sono stati per questo accusati di aver organizzato un “raduno di massa” e condannati la prima volta a 12-13 giorni di detenzione amministrativa.
Il secondo e il terzo arresto di “Naoko”
Rilasciata il 28 ottobre, Loginova è stata nuovamente ingabbiata mentre si allontanava dal carcere. Il giorno dopo è stata multata per “discredito dell’esercito” per aver eseguito i brani messi all’indice dalle autorità e poi incriminata per “organizzazione di un raduno di massa di cittadini con conseguente disordine pubblico” e “piccolo teppismo” per le sue esibizioni in strada.
Sarebbe dovuta essere rilasciata definitivamente stamattina, ma è stata invece riportata in una stazione di polizia dove è stata accusata di un altro reato contro l’ordine pubblico che potrebbe comportare un altro breve periodo di carcere.
L’obiettivo degli “arresti a carosello”
L’obiettivo degli arresti a carosello, secondo Ovd-info, è duplice: “O le forze di sicurezza vogliono tenere qualcuno dietro le sbarre per un po’ di tempo senza precedenti penali, per sventare i loro piani, reprimerli o intimidirli. Oppure prendono tempo per hackerare dispositivi, effettuare perquisizioni e raccogliere o fabbricare prove per un caso penale, per poi inviarli direttamente dal centro di detenzione a una struttura di custodia cautelare. L'Fsb preferisce ricorrere a quest’ultima opzione nei casi di tradimento”.
“I caroselli sono progettati proprio per spezzare lo spirito di una persona. Sai che verrai rilasciato nell’arco di qualche giorno, vieni rilasciato e ti prendono e ti buttano dentro per altri 10 giorni. Esci e ti ributtano dentro per altri 10 giorni. Non sai quando finirà. È un sistema di intimidazione psicologica”, ha raccontato a Novaja Gazeta Europa Dmitrij Gudkov che nel 2019 venne arrestato più volte insieme ad altri oppositori che volevano candidarsi alle elezioni della Duma di Mosca.
Secondo Gudkov, le forze di sicurezza stanno attuando la stessa tattica con i membri di Stoptime per valutare la reazione dell’opinione pubblica ai ripetuti arresti. Se i russi prestassero meno attenzione alla storia a ogni nuovo arresto, “potrebbero persino avviare un’inchiesta penale”.
Il rischio di una nuova “Giovanna d’Arco russa”
“La logica della dittatura è soffocare ogni forma di vita, in modo che nulla possa crescere da nessuna parte. Se non costa loro nulla piantare sotto questo regime, possono farlo. Se costa loro problemi, emerge una nuova Giovanna d'Arco e tutti i giovani si politicizzano, allora li lasceranno andare dopo un calvario estenuante”, ha commentato Gudkov a Novaja Gazeta Europa.
Per ora però i giovani hanno deciso di non stare a guardare. Decine di giovani musicisti hanno iniziato a eseguire le canzoni incriminate e contestate alla band StopTime, prima in casa, poi in strada, e a pubblicare le proprie performance sul social network targandole con l’hashtag “Libertà per Naoko" e ottenendo fino a un milione di visualizzazioni. Alcuni però stanno facendo la stessa fine di Naoko.