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Un bambino geneticamente modificato: il progetto segreto dei miliardari della Silicon Valley

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Nonostante sia vietato, ci sta lavorando una azienda di San Francisco su richiesta di Sam Altman di OpenAi, suo marito e un altro imprenditore. Servirebbe a prevenire malattie ereditarie. Ma si rischia di mettere in moto processi incontrollabili. La rivelazione del Wall Street Journal
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“Da mesi una piccola azienda di San Francisco porta avanti un progetto segreto: la nascita di un bambino geneticamente modificato”. L’affermazione del Wall Street Journal rischia di scuotere il mondo scientifico e riaccendere le polemiche sui limiti etici che occorre imporre a chi in laboratorio maneggia la vita. L’inchiesta del quotidiano economico newyorkese non solo svela i piani di una startup chiamata Preventive, ma ricostruisce anche chi è che ne muove i fili e ne finanzia le ricerche. Fin dal titolo: “I bambini geneticamente modificati sono vietati. I giganti della tecnologia stanno comunque cercando di crearne uno”. Perché tra i protagonisti della vicenda ci sarebbero Sam Altman, cofondatore e amministratore delegato di OpenAI, suo marito, l’ingegnere elettronico australiano Oliver Mulherin, e Brian Armstrong, il miliardario fondatore e ad di Coinbase, piattaforma per lo scambio di criptovalute.

Prossima tappa E…

“Da mesi una piccola azienda di San Francisco porta avanti un progetto segreto: la nascita di un bambino geneticamente modificato”. L’affermazione del Wall Street Journal rischia di scuotere il mondo scientifico e riaccendere le polemiche sui limiti etici che occorre imporre a chi in laboratorio maneggia la vita. L’inchiesta del quotidiano economico newyorkese non solo svela i piani di una startup chiamata Preventive, ma ricostruisce anche chi è che ne muove i fili e ne finanzia le ricerche. Fin dal titolo: “I bambini geneticamente modificati sono vietati. I giganti della tecnologia stanno comunque cercando di crearne uno”. Perché tra i protagonisti della vicenda ci sarebbero Sam Altman, cofondatore e amministratore delegato di OpenAI, suo marito, l’ingegnere elettronico australiano Oliver Mulherin, e Brian Armstrong, il miliardario fondatore e ad di Coinbase, piattaforma per lo scambio di criptovalute.

Prossima tappa Emirati

Sarebbero tra i principali sponsor di una ricerca condotta da Preventive, che dovrebbe portare alla creazione, secondo il Wsj, di un bambino nato da un embrione modificato per prevenire una malattia ereditaria. “Negli ultimi mesi”, scrive il quotidiano Usa, “i dirigenti dell'azienda hanno dichiarato in forma privata di aver individuato una coppia affetta da una malattia genetica interessata a partecipare, secondo fonti vicine alle conversazioni”.

Negli Stati Uniti, come in gran parte del mondo occidentale, sono rigorosamente vietati interventi di ingegneria genetica su ovuli, spermatozoi ed embrioni. Per questo la compagnia americana si starebbe rivolgendo a Paesi le cui regolamentazioni in materia sono assai più “elastiche”. Secondo il Wall Street Journal, che avrebbe avuto accesso a uno scambio di mail, l’attenzione si sarebbe concentrata sugli Emirati Arabi Uniti.

Un processo incontrollabile

Mentre la terapia genica è consentita su bambini e adulti, l’intervento “selettivo” prima della nascita allarma la stragrande maggioranza della comunità scientifica, che infatti chiede da tempo un bando totale delle sperimentazioni in questa direzione. Resta nella memoria la notizia del 2018, quando il ricercatore cinese He Jiankui annunciò di aver fatto nascere tre bambini geneticamente modificati in modo da essere immuni all’Hiv. Le autorità di Pechino lo condannarono a tre anni di carcere. Dei bimbi non si è mai conosciuta l’identità, né il reale stato di salute. Perché è questo il problema, secondo gli scienziati: l’intervento sul Dna embrionale è altamente incontrollabile nelle sue possibili conseguenze future negative.

“Inoltre”, spiega Michele Morgante, docente di genetica all’Università di Udine e membro dell’Accademia dei Lincei, “sono davvero pochissimi i casi in cui malattie ereditarie non possono essere evitate con metodi meno invasivi dell’editing genetico dell’embrione. Per esempio con la fecondazione in vitro, dopo aver selezionato gli embrioni sani da impiantare in utero. Ma anche in questo caso non mancano le perplessità etiche e scientifiche. Per esempio la diagnosi in fase embrionale è tutt’altro che certa nei suoi esiti per malattie a base genetica complessa, come il diabete o le malattie coronariche. Sono doppiamente preoccupato”, continua il genetista.

“Da una parte c’è il rischio di truffe: ti assicuro che avrai un figlio sano, mentre in molti casi la scienza non ci dà alcuna sicurezza. Ma mi sconcerta ancor più che dietro tutto questo ci sia quella élite della Silicon Valley che già aveva l’ossessione dell’eterna giovinezza, e ora insegue anche il sogno di figli perfetti. Perché a ben guardare il rischio è che si vogliano ritoccare gli embrioni non tanto per mettere i nascituri al riparo da malattie ereditarie, ma per sceglierne altre caratteristiche (anche queste difficilissime da prevedere): QI, colore degli occhi e dei capelli, altezza. La peggior forma di eugenetica”.

La replica della start up

Tuttavia, dopo la rivelazione della stampa americana, Preventive e i suoi finanziatori, sui sono affrettati a smentire che si sia a un passo dalla nascita di un bambino geneticamente modificato. Ma non hanno negato che ne lungo termine è quello il loro obiettivo.

La startup conferma che il suo obiettivo finale è quello di produrre bambini esenti da malattie genetiche e resistenti alle malattie in generale. Ma negano di aver agito in segreto per mesi e di aver individuato una coppia di genitori. Ma secondo una fonte del Wsj, un piano proposto da Brian Armstrong “prevedeva di lavorare in segreto e rivelare un bambino sano geneticamente modificato prima che l'establishment scientifico e medico avesse la possibilità di opporsi: un passo avanti che avrebbe scioccato il mondo intero e portato all’accettazione”. Una portavoce del miliardario ha smentito tale ricostruzione. Ma lo stesso Armstrong ha pubblicato su X di essere "entusiasta di investire in Preventive! Più di 300 milioni di persone nel mondo convivono con una malattia genetica", ha scritto. "È molto più facile correggere un numero inferiore di cellule, in un embrione, prima che la malattia progredisca".

"Ho scelto di investire in Preventive perché mi sta a cuore la ricerca che aiuta le persone a prevenire le malattie", ha invece scritto Mulherin. Precisando che è lui a guidare l'investimento della coppia in Preventive. Anche se "Sam mi sostiene, così come tutto il mio lavoro".

“Mi permetto di esprimere qualche dubbio e grande preoccupazione per il ruolo di salvatori dell’umanità che questi uomini ricchissimi e potentissimi vogliono assumere”, conclude Morgante. “Le tecniche su cui stanno investendo grandi quantità di denaro difficilmente saranno economicamente accessibili alle persone normali. Se mai questi progetti dovessero concretizzarsi ci troveremmo davvero in un mondo distopico, dove i ricchissimi si faranno in laboratorio figli ‘perfetti’ e gli tutti gli altri avranno bambini umanamente normali o con qualche difetto”.

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