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Rapiti e fatti a pezzi, i resti del truffatore russo Novak e sua moglie trovati nel deserto di Dubai

Foto: profilo Instagram Novak 

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Tre cittadini russi sono stati arrestati a San Pietroburgo per il duplice omicidio. Credevano di aver sequestrato un milionario, ingannati dallo stile di vita lussuoso che le vittime fingevano di avere sui social per raggirare i ricchi. Quando i tre si sono resi conto che la coppia non poteva pagare il riscatto, li hanno uccisi
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LONDRA – Era un truffatore russo che millantava grandi ricchezze per estorcere denaro ai ricchi autentici sul mercato delle criptovalute: ma alla fine è rimasto vittima dei propri imbrogli. I corpi smembrati di Roman Novak e della moglie Anna sono stati trovati nei giorni scorsi dalla polizia degli Emirati Arabi Uniti: erano sepolti nel deserto di Dubai.

Tre cittadini russi, Konstantin Shakt, un ex investigatore della squadra omicidi diventato un trafficante di droga, insieme ai suoi complici, Jurij Sharipov e Vladimir Dalekin, entrambi veterani della guerra in Ucraina, sono finiti agli arresti a San Pietroburgo, incriminati del duplice delitto. Pensavano di avere rapito un milionario da spennare, invece si sono trovati di fronte un ciarlatano non troppo diverso da loro: e a quel punto, per coprire il rapimento, hanno cercato di farlo sparire. Se non avesse avuto un esito così truculento, sarebbe una storia di balordi finita male per tutti.

LONDRA – Era un truffatore russo che millantava grandi ricchezze per estorcere denaro ai ricchi autentici sul mercato delle criptovalute: ma alla fine è rimasto vittima dei propri imbrogli. I corpi smembrati di Roman Novak e della moglie Anna sono stati trovati nei giorni scorsi dalla polizia degli Emirati Arabi Uniti: erano sepolti nel deserto di Dubai.

Tre cittadini russi, Konstantin Shakt, un ex investigatore della squadra omicidi diventato un trafficante di droga, insieme ai suoi complici, Jurij Sharipov e Vladimir Dalekin, entrambi veterani della guerra in Ucraina, sono finiti agli arresti a San Pietroburgo, incriminati del duplice delitto. Pensavano di avere rapito un milionario da spennare, invece si sono trovati di fronte un ciarlatano non troppo diverso da loro: e a quel punto, per coprire il rapimento, hanno cercato di farlo sparire. Se non avesse avuto un esito così truculento, sarebbe una storia di balordi finita male per tutti.

Secondo quanto riportano la stampa di Mosca e vari media internazionali, il giallo era cominciato circa un mese fa con la scomparsa del 38enne Novak e della consorte. La coppia risiedeva da qualche anno nel Dubai, dove conduceva un lussuoso stile di vita: forse più lussuoso di quanto avrebbero potuto permettersi, ma l’obiettivo era attirare l’attenzione di polli da spennare.

Lui postava su Instagram foto di automobili fuoriserie. Insieme a lei appariva in post con sullo sfondo la fontana di Trevi o Disneyland. Negli Emirati frequentavano grandi alberghi e ristoranti stellati, dove davano appuntamenti a investitori arabi e cinesi per convincerli a puntare sui propri canali di criptovalute, promettendo favolosi profitti.

Qualcuno a quanto pare aveva abboccato. Si diceva che Novak avesse costruito una fortuna di 500 milioni di dollari. Ma con il senno di poi sembra più probabile che tirasse avanti da un mese all’altro, da una truffa all’altra, su scala molto minore. Intanto però lo show di ostentata ricchezza è diventato un richiamo per la banda di criminali da strapazzo guidata dall’ex-detective Shakt, il quale si è messo in contatto con Novak, spacciandosi per un agiato imprenditore e dicendosi pronto a investire i suoi risparmi nelle criptovalute millantate dal truffatore. Gli ha dato appuntamento in una villa di Hatta, regione di montagna del Dubai, lungo il confine con l’Oman, nota per il turismo d’élite. Novak si è fatto portare sul posto con la moglie dal suo autista, di lì hanno proseguito su una macchina insieme ai gangster di Pietroburgo.

In base alla ricostruzione degli inquirenti, i criminali hanno legato Roman e Anna, minacciando di ucciderlo se non forniva loro i codici di accesso ai suoi conti in criptovalute. Novak glieli ha dati, ma i conti sono risultati vuoti. A quel punto è saltata fuori la verità: non avevano rapito un milionario. Gli hanno intimato di pagare comunque un riscatto per tornare libero: l’uomo avrebbe telefonato ad alcuni dei suoi clienti e conoscenti, domandando disperatamente di ricevere 200 mila dollari, ma non è riuscito a procurarsi nemmeno quelli.

Alla fine, la banda ha ucciso sia lui che la moglie, facendo a pezzi i corpi e seppellendoli nel deserto con la speranza che non venissero più ritrovati. Invece sono venuti fuori, i movimenti dei rapitori sono stati rapidamente ricostruiti, la polizia degli Emirati ha passato le informazioni ai colleghi della Milizia russa e gli autori del doppio omicidio sono stati arrestati a Pietroburgo, dove nel frattempo erano ritornati, credendo di mettersi al sicuro.

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