Venezuela, la portaerei Usa Ford arrivata nella regione con tre navi da guerra
di Massimo BasileNEW YORK – Le manovre americane di accerchiamento al presidente venezuelano Nicolas Maduro segnano il passo più importante: la Gerald Ford, la più grande portaerei della marina statunitense, è arrivata nell’area del Comando Sud degli Stati Uniti, che include il Mar dei Caraibi, l’Atlantico occidentale e una porzione del Pacifico orientale.
La nave, lunga più di 330 metri, con 4 mila marinai, è accompagnata da tre cacciatorpedinieri, e si è unita ad altre nove navi e un sommergibile nucleare. Il Pentagono ha spiegato che la Ford “non è ancora nei Caraibi” ma è entrata nell’area. Le operazioni fanno parte della campagna militare lanciata da Donald Trump contro il traffico di droga. Maduro è accusato di essere a capo dei narcotrafficanti e su di lui Washington ha messo una taglia da 50 milioni di dollari. Finora sono stati uccisi settantacinque presunti trafficanti di droga in diciannove raid che hanno colpito imbarcazioni mentre attraversavano acque internazionali davanti al Venezuela…
NEW YORK – Le manovre americane di accerchiamento al presidente venezuelano Nicolas Maduro segnano il passo più importante: la Gerald Ford, la più grande portaerei della marina statunitense, è arrivata nell’area del Comando Sud degli Stati Uniti, che include il Mar dei Caraibi, l’Atlantico occidentale e una porzione del Pacifico orientale.
La nave, lunga più di 330 metri, con 4 mila marinai, è accompagnata da tre cacciatorpedinieri, e si è unita ad altre nove navi e un sommergibile nucleare. Il Pentagono ha spiegato che la Ford “non è ancora nei Caraibi” ma è entrata nell’area. Le operazioni fanno parte della campagna militare lanciata da Donald Trump contro il traffico di droga. Maduro è accusato di essere a capo dei narcotrafficanti e su di lui Washington ha messo una taglia da 50 milioni di dollari. Finora sono stati uccisi settantacinque presunti trafficanti di droga in diciannove raid che hanno colpito imbarcazioni mentre attraversavano acque internazionali davanti al Venezuela. La portaerei Ford è accompagnata dalle navi da guerra Bainbridge, Mahan e Churchill.
“Queste forze - ha dichiarato il Pentagono - miglioreranno e aumenteranno le capacità di contrastare il traffico di narcotici e smantellare le organizzazioni criminali internazionali”. Ma una portaerei, fa notare il Washington Post, non è il tipo di nave che uno si aspetta per questo tipo di operazioni, mentre sembra più utilizzata come simbolo di forza e di intimidazione nei confronti di Maduro. Trump, ossessionato dalla figura del leaader venezuelano, punta a deporre il presidente sudamericano.
“L’unico motivo per spostare la Ford lì - ha confermato al Post l’esperto di difesa Mark Cancian - è di usarla contro il Venzuela. Non possono tenere questo tipo di nave senza fargli fare niente. O la usano o la spostano, e spostarla significherebbe rinunciare a un potenziale attacco al Venezuela”.
L’ordine di trasferimento della Ford dall’Europa era stato dato dal segretario alla Difesa Pete Hegseth il 24 ottobre. In totale sono più di una dozzina le navi della Marina militare impegnate nell’area dei Caraibi, un dispiegamento senza precedenti e che indica una drammatica escalation dai contorni poco chiari nel diritto internazionale. Gli esperti legali ritengono che il ricorso dei raid contro i presunti narcotrafficanti sia illegittimo perché i bersagli, a detta dello stesso Pentagono, portavano droga e non rappresentavano un’immediata ostilità armata verso gli Stati Uniti.
Il Venezuela ha annunciato l'avvio di una "mobilitazione di massa” di personale militare, armi ed equipaggiamenti in risposta al rafforzamento delle navi da guerra e delle truppe statunitensi nel Mar dei Caraibi. Forze terrestri, aeree, navali e della riserva svolgeranno una serie di esercitazioni fino a mercoledì, secondo il ministro della Difesa Vladimir Padrino López, che, come riporta la Cnn, ha descritto il dispiegamento come una risposta alla “minaccia imperialista” rappresentata dal rafforzamento delle truppe statunitensi. Oltre alle unità militari regolari, le esercitazioni coinvolgeranno la Milizia Bolivariana, una forza di riserva composta da civili creata dal defunto presidente Hugo Chávez.