Algeria, concessa la grazia allo scrittore franco-algerino Sansal dopo le pressioni di Berlino
di Leonardo MartinelliTUNISI – Il piano tedesco per liberare Boualem Sansal, incarcerato da un anno nel suo Paese d’origine, ha funzionato. Lo scrittore franco-algerino, 76 anni, malato di un cancro alla prostata ha ottenuto la grazia dal presidente Abdelmadjid Tebboune, su pressioni di Berlino. Si troverebbe già su un aereo militare tedesco, che decollerà presto da Algeri, direzione Germania.
A lungo gli appelli per la sua liberazione erano arrivati dall’Europa e soprattutto dalla Francia. Ma, al centro dell’ennesima querelle diplomatica con l’Algeria, non era certo Parigi l’interlocutore ideale per trovare una soluzione alla vicenda, anche agli occhi della sensibilissima opinione pubblica algerina, aizzata costantemente contro l’ex colonizzatore dal regime. E così è stata trovata una soluzione (ed è molto probabile che si tratti di un’operazione organizzata direttamente con le autorità francesi).
Lunedì il presidente tedesco Frank-Walter Steinmeier aveva lanciato un appello al suo omologo Tebboune, per…
TUNISI – Il piano tedesco per liberare Boualem Sansal, incarcerato da un anno nel suo Paese d’origine, ha funzionato. Lo scrittore franco-algerino, 76 anni, malato di un cancro alla prostata ha ottenuto la grazia dal presidente Abdelmadjid Tebboune, su pressioni di Berlino. Si troverebbe già su un aereo militare tedesco, che decollerà presto da Algeri, direzione Germania.
A lungo gli appelli per la sua liberazione erano arrivati dall’Europa e soprattutto dalla Francia. Ma, al centro dell’ennesima querelle diplomatica con l’Algeria, non era certo Parigi l’interlocutore ideale per trovare una soluzione alla vicenda, anche agli occhi della sensibilissima opinione pubblica algerina, aizzata costantemente contro l’ex colonizzatore dal regime. E così è stata trovata una soluzione (ed è molto probabile che si tratti di un’operazione organizzata direttamente con le autorità francesi).
Lunedì il presidente tedesco Frank-Walter Steinmeier aveva lanciato un appello al suo omologo Tebboune, perché concedesse la grazia allo scrittore, condannato a cinque anni di prigione per “attentato all’unità nazionale”. Steinmeier, che ricopre un ruolo perlopiù onorifico, aveva chiesto a Tebboune “un gesto umanitario”, proponendo che Sansal venisse trasferito in Germania “per beneficiare lì di cure mediche, tenendo conto della sua età avanzata e del suo fragile stato di salute”.
Il fatto che a chiederlo sia stata la Germania, un terzo Paese senza lo stesso background storico e che può vantare relazioni cordiali con Algeri (Tebboune ha già promesso una visita a Berlino a fine 2025 o inizio 2026), ha reso l’impossibile una realtà.
Arrestato il 16 novembre 2024, a sorpresa e all’arrivo all’aeroporto di Algeri (in uno dei suoi numerosi andirivieni tra Francia e Algeria), Sansal è stato condannato in appello il primo luglio scorso a cinque anni di carcere, per aver dichiarato nell’ottobre 2024 al media francese di estrema destra Frontières che l’Algeria aveva ereditato dalla colonizzazione francese alcuni territori che fino ad allora appartenevano al Marocco.
Era accusato di “attentato all’unità nazionale dell’Algeria”, “oltraggio alle istituzioni” “pratiche dannose per l’economia nazionale” e “detenzione di video e pubblicazioni, che minacciano la sicurezza e la stabilità del paese”. Il comitato di sostegno a Sansal in Francia aveva sempre denunciato che lo scrittore era rimasto vittima di una forma di rappresaglia del regime di Algeri nei confronti di Parigi. Nel luglio 2024 la Francia aveva riconosciuto il piano di autonomia per il Sahara Occidentale “sotto la sovranità del Marocco”, schierandosi dalla parte di Rabat contro Algeri a proposito del territorio conteso da mezzo secolo (gli indipendentisti sahrawi del Fronte Polisario sono sostenuti dall’Algeria).
Con il nuovo governo francese, presieduto da Sébastien Lecornu, la tensione si è allentata fra Parigi e Algeri: anche questo elemento è stato apparentemente determinante. Lunedì, sulla radio France Inter, Nicolas Lerner, direttore generale della Dgse, l’intelligence esterna, aveva già evocato “segnali” provenienti dall’Algeria a favore di “una ripresa del dialogo” con la Francia. Il nuovo ministro degli Interni francese, Laurent Nuñez, potrebbe andare in visita ad Algeri nei prossimi giorni, anche per rilanciare la cooperazione tra i due paesi nella lotta anti-jihadista.
In ogni caso, la liberazione di Sansal non risolve tutti i problemi legati al regime autocratico, che opprime l’Algeria. Innanzitutto, rimane aperta la vicenda di Christophe Gleize, un giovane giornalista francese, entrato in Algeria con un visto turistico, e che è stato arrestato mentre stava realizzando un reportage su una squadra di calcio della Cabilia, una regione dove esiste un movimento indipendentista. Gleize è stato condannato a sette anni di reclusione per “apologia del terrorismo” ed è il prossimo che Parigi cercherà di riportare a casa. Ma soprattutto non vanno dimenticati gli oppositori politici algerini, finiti in carcere soprattutto dopo il movimento di protesta dell’hirak, scatenato dai giovani nel 2019. Proprio ieri Mohamed Tadjadit, è stato condannato a cinque anni di carcere per apologia del terrorismo. Conosciuto come “poeta dell’hirak”, era diventato famoso durante le manifestazioni, declamando i suoi versi, che inneggiavano alla libertà, in un paese che è praticamente una dittatura militare.