NEW YORK – Gran Bretagna e Canada sospendono la condivisione dell’intelligence con gli Usa nei Caraibi, perché non vogliono essere complici degli attacchi contro i narcos considerati illegali, proprio mentre la portaerei americana Ford arriva nella regione, creando le condizioni per raid diretti contro il territorio del Venezuela. Un raro caso di divergenza tra alleati storici, che da una parte alimenta i dubbi sugli argomenti usati dall’amministrazione Trump per giustificare le sue azioni, e dall’altra aumenta i timori che operazioni per far cadere il regime di Maduro possano essere imminenti. Caracas ha annunciato l’avvio di una “mobilitazione di massa” di personale militare, armi ed equipaggiamenti in risposta al rafforzamento delle navi da guerra Usa.
La Cnn ha rivelato che Londra ha informato Washington della decisione di non mettere più a disposizione le informazioni, raccolte grazie alla presenza della sua intelligence nelle isole un tempo parte del suo impero coloniale, impieg…
NEW YORK – Gran Bretagna e Canada sospendono la condivisione dell’intelligence con gli Usa nei Caraibi, perché non vogliono essere complici degli attacchi contro i narcos considerati illegali, proprio mentre la portaerei americana Ford arriva nella regione, creando le condizioni per raid diretti contro il territorio del Venezuela. Un raro caso di divergenza tra alleati storici, che da una parte alimenta i dubbi sugli argomenti usati dall’amministrazione Trump per giustificare le sue azioni, e dall’altra aumenta i timori che operazioni per far cadere il regime di Maduro possano essere imminenti. Caracas ha annunciato l’avvio di una “mobilitazione di massa” di personale militare, armi ed equipaggiamenti in risposta al rafforzamento delle navi da guerra Usa.
La Cnn ha rivelato che Londra ha informato Washington della decisione di non mettere più a disposizione le informazioni, raccolte grazie alla presenza della sua intelligence nelle isole un tempo parte del suo impero coloniale, impiegate finora per fermare le imbarcazioni sospettate di trasportare droga, arrestare gli equipaggi e sequestrare la merce. Un conto è questo, ossia le operazioni di polizia legittime; un altro i bombardamenti, che finora hanno ucciso almeno 76 civili e sono stati condannati dall’Onu. La Gran Bretagna ritiene che gli attacchi siano illegali, nonostante gli Usa abbiano classificato i cartelli come organizzazioni terroristiche, perché si tratta di civili, non militari impegnati ad assalire il territorio nazionale. Siccome Londra non vuole essere complice in atti illegali, smetterà di fornire le informazioni.
Discorso simile per il Canada, che però mantiene aperti i canali per lo scambio dell’intelligence, a patto che non venga usata per prendere di mira gli obiettivi. Un raro strappo per due membri dell’alleanza Five Eyes, grazie a cui cinque paesi anglosassoni che includono Nuova Zelanda e Australia condividono i loro segreti, proprio mentre il G7 dei ministri degli Esteri si riunisce in Canada. La decisione potrebbe manifestare la preoccupazione di Londra e Ottawa per attacchi imminenti contro il territorio del Venezuela.