PARIGI – «Tutto sarà fatto per impedire qualsiasi nuovo attacco», ha promesso Emmanuel Macron chiudendo la cerimonia per il decennale del 13 novembre. Con la minaccia jihadista diventata ibrida, senza più un Califfato in Siria ma con un proselitismo diffuso via social, la Francia ha ricordato le vittime degli attacchi di dieci anni fa. Nel giorno del ricordo, il presidente e la sindaca Anne Hidalgo hanno percorso uno a uno i luoghi degli attacchi, cominciando dallo Stade de France, a Saint-Denis, con la famiglia di Manuel Dias, prima vittima del 13 novembre, ucciso quando tre kamikaze si fecero esplodere davanti ai tornelli durante Francia-Germania. Il pellegrinaggio laico è continuato verso il cuore della capitale, con momenti di raccoglimento davanti ai bar e ristoranti colpiti, fino al Bataclan, dove erano presenti alcuni dei membri delle forze speciali entrati in azione per liberare gli ostaggi.
In serata è stato inaugurato il “Jardin du 13 novembre 2015”, a due passi dall’Hôtel d…
PARIGI – «Tutto sarà fatto per impedire qualsiasi nuovo attacco», ha promesso Emmanuel Macron chiudendo la cerimonia per il decennale del 13 novembre. Con la minaccia jihadista diventata ibrida, senza più un Califfato in Siria ma con un proselitismo diffuso via social, la Francia ha ricordato le vittime degli attacchi di dieci anni fa. Nel giorno del ricordo, il presidente e la sindaca Anne Hidalgo hanno percorso uno a uno i luoghi degli attacchi, cominciando dallo Stade de France, a Saint-Denis, con la famiglia di Manuel Dias, prima vittima del 13 novembre, ucciso quando tre kamikaze si fecero esplodere davanti ai tornelli durante Francia-Germania. Il pellegrinaggio laico è continuato verso il cuore della capitale, con momenti di raccoglimento davanti ai bar e ristoranti colpiti, fino al Bataclan, dove erano presenti alcuni dei membri delle forze speciali entrati in azione per liberare gli ostaggi.
In serata è stato inaugurato il “Jardin du 13 novembre 2015”, a due passi dall’Hôtel de Ville e dalla cattedrale di Notre-Dame, dove le campane hanno suonato con molte altre chiese. La diocesi ha dedicato i rintocchi non solo ai 130 morti di quella notte, ma anche ai due sopravvissuti degli attentati che si sono tolti la vita negli anni successivi, portando a 132 le vittime della più grave strage in Francia dal dopoguerra. Da tempo le associazioni delle vittime chiedono a istituzioni e media di non parlare più solo di “attentato del Bataclan”, ma di usare il plurale per indicare la sequenza coordinata che insanguinò Parigi ben oltre la sala concerti diventata simbolo.
Sotto la regia di Thierry Reboul, che aveva già guidato l’apertura dei Giochi Olimpici 2024, la cerimonia nel Giardino del ricordo è partita con Hells Bells degli Ac/Dc, sullo sfondo di una proiezione luminosa che raffigurava Marianne, allegoria della Repubblica francese, in lacrime blu e rosse. Momento clou, l’apparizione di Jesse Hughes, cantante degli Eagles of Death Metal, la band sul palco al Bataclan dieci anni fa, che ha intonato You’ll Never Walk Alone accompagnato da un coro di superstiti degli attentati.
«Quando i terroristi vogliono colpire la democrazia e la libertà, prendono di mira innanzitutto la Francia e Parigi», ha sottolineato Macron. «Parigi ha resistito. La Francia ha resistito. La Repubblica ha resistito - ha aggiunto. Volevano dividerci, e siamo uniti. Volevano cancellare, e ci hanno ricordato che le nostre lotte sono universali». Subito dopo, la soprano Axelle Saint-Cirel ha cantato la Marsigliese. In platea, i familiari delle vittime e l’ex presidente François Hollande, all’Eliseo nel 2015. La Tour Eiffel è rimasta illuminata con i colori nazionali e, sotto la Marianna di Place de la République, parigini e turisti hanno deposto candele, fiori e biglietti fino a notte fonda.