La Nobel ucraina Matviichuk: “Ora l’Ue difenda anche i nostri cieli, e gli Usa ci diano i Tomahawk”
dal nostro corrispondente Antonello GuerreraLONDRA – Di solito, Oleksandra Matviichuk, premio Nobel per la Pace nel 2022 con la sua ong Centre for Civil Liberties in difesa dei bambini ucraini, è molto misurata. Ma dopo i brutali attacchi di centinaia di droni e missili dalla Russia contro i civili nelle ultime ore - almeno sei morti nella capitale Kiev e 35 feriti - la 42enne avvocata e attivista ucraina non ha dubbi: servono subito i missili a lungo raggio americani Tomahawk, l’utilizzo immediato delle centinaia di miliardi di asset russi congelati e, addirittura, che anche «l’Europa inizi a difendere i cieli dell’Ucraina».
Signora Matviichuk, dopo i sanguinosi attacchi di ieri da parte di Putin è in arrivo un altro inverno drammatico per gli ucraini.
«È così. Vivo a Kiev e, come tutte le altre città ucraine, siamo costantemente sotto il fuoco russo. Ogni notte, quando andiamo a letto, è una lotteria. Da tempo dormiamo vestiti, perché non sai mai cosa potrà accadere. A inizio guerra con mio marito riscaldavamo alcuni mattoni …
LONDRA – Di solito, Oleksandra Matviichuk, premio Nobel per la Pace nel 2022 con la sua ong Centre for Civil Liberties in difesa dei bambini ucraini, è molto misurata. Ma dopo i brutali attacchi di centinaia di droni e missili dalla Russia contro i civili nelle ultime ore - almeno sei morti nella capitale Kiev e 35 feriti - la 42enne avvocata e attivista ucraina non ha dubbi: servono subito i missili a lungo raggio americani Tomahawk, l’utilizzo immediato delle centinaia di miliardi di asset russi congelati e, addirittura, che anche «l’Europa inizi a difendere i cieli dell’Ucraina».
Signora Matviichuk, dopo i sanguinosi attacchi di ieri da parte di Putin è in arrivo un altro inverno drammatico per gli ucraini.
«È così. Vivo a Kiev e, come tutte le altre città ucraine, siamo costantemente sotto il fuoco russo. Ogni notte, quando andiamo a letto, è una lotteria. Da tempo dormiamo vestiti, perché non sai mai cosa potrà accadere. A inizio guerra con mio marito riscaldavamo alcuni mattoni per avere un po’ di calore in casa, come nel Medioevo. Perché, ancora oggi, la Russia attacca costantemente le nostre infrastrutture energetiche: la mia famiglia ieri ha avuto solo un’ora di energia. Sarà un altro inverno tragico per molti milioni di noi. Come sopravviveremo? È una domanda che ogni giorno devono porsi gli occidentali. Perché Putin non vuole la pace, e come tutti i dittatori l’unica lingua che comprende è quella della forza. Se la Russia dovesse sconfiggerci, le prossime vittime sarebbero gli europei».
Ora cosa dovrebbe fare l’Occidente per non abbandonare gli ucraini a un tremendo destino?
«Innanzitutto, gli Stati Uniti devono fornire al più presto i missili a lungo raggio Tomahawk. Perché ai missili russi bastano soltanto 42 secondi per attaccare una scuola a Kharkiv, dunque è vitale poter attaccare le basi di Mosca. Secondo: bisogna iniziare a utilizzare i trecento miliardi di asset russi congelati, per la ricostruzione e la difesa dell’Ucraina, e superare queste inutili resistenze (soprattutto da Belgio e Ungheria, ndr): non c’è tempo da perdere. È assurdo che abbiamo in mano le risorse dell’aggressore e non le utilizziamo dopo la devastazione che ha provocato. Terzo: l’Unione Europea deve iniziare a difendere i cieli dell’Ucraina insieme a Kiev. Non capisco le esitazioni, visto che oramai i droni russi sforano regolarmente in Unione Europea. È una questione di sicurezza collettiva. Non capisco perché gli europei non si decidano ad abbatterli».
Perché le forze armate europee hanno paura delle conseguenze che un abbattimento potrebbe avere sui civili nella Ue.
«E noi ucraini che lo facciamo ogni giorno che cosa dovremmo dire? Questa guerra ha già attraversato i confini dell’Unione Europea. Se gli europei non vogliono che droni e aerei russi arrivino da loro, devono impegnarsi per fermarli sui cieli dell’Ucraina. È una missione comune che dovremmo avere. Mi spiace, ma questa è la realtà».
Crede che gli europei dovrebbero utilizzare pure truppe di terra in Ucraina?
«È molto difficile immaginare una cosa del genere, visto che hanno timore persino di abbattere un drone. In ogni caso, bisogna capovolgere la prospettiva: l’Ucraina non è solo il beneficiario dei soldi europei, ma il vero garante della sicurezza europea».
Ma pure Donald Trump ora sembra essersi sfilato, no?
«Quando venne rieletto, promise di terminare questa guerra in 24 ore. Invece, Putin ha ostacolato ogni tentativo. Trump ha sempre detto che questa è una guerra di Biden: ma ora deve capire che è la sua, visto che non si sta impegnando a sufficienza per fermare la Russia. Così, passerà alla Storia come un presidente debole, anzi, molto più debole di Putin. Sarebbe ridicolo».
Cosa pensa dell’ultimo scandalo di corruzione al cuore del governo ucraino?
«Coloro che compiono questi atti in tempi di guerra sono anche loro degli assassini. In ogni caso, tantissimi ucraini hanno manifestato di recente contro la corruzione e alcuni controversi disegni di legge. Se questo scandalo è emerso, è anche merito loro. Non siamo ancora una democrazia perfetta, ma anche questa è la forza e la resistenza della società ucraina».
Teme che questo scandalo avrà ripercussioni sui finanziamenti degli alleati a Kiev?
«Spero di no. Perché del loro sostegno ne beneficiano la pace e la democrazia di tutta Europa».