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I democratici all’attacco: “Desecretate l’inchiesta”. Cento repubblicani pronti a tradire Trump

(reuters)
La Casa Bianca ha provato anche a convocare i “ribelli”, ma ha ottenuto dei no. Gli elettori negli Stati vogliono chiarezza
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NEW YORK – Scomodare Bruto forse sarebbe esagerato, ma se uno legge la lista dei deputati repubblicani pronti ad accoltellare Donald Trump la prossima settimana, quando la Camera sarà chiamata a votare la petizione che chiede di pubblicare tutti i documenti segreti dell’inchiesta penale sul caso Epstein, diventa naturale domandarsi cosa stia succedendo al movimento Maga che lo ha portato due volte alla Casa Bianca.

Magari non è una congiura, perché i motivi che spingono i parlamentari del Gop al tradimento sono vari e in molti casi legati allo specifico di questa vicenda, per le richieste di trasparenza avanzate dai loro elettori nei collegi da difendere. Però la Casa Bianca è in allarme e se si verificassero le previsioni più nere, che arrivano a prospettare un centinaio di defezioni in aula, l’imbarazzo politico sarebbe impossibile da nascondere, per non parlare degli effetti pratici dei documenti sulle indagini condotte dall’Fbi.

Le mail uscite in questi giorni sono solo una parte …

NEW YORK – Scomodare Bruto forse sarebbe esagerato, ma se uno legge la lista dei deputati repubblicani pronti ad accoltellare Donald Trump la prossima settimana, quando la Camera sarà chiamata a votare la petizione che chiede di pubblicare tutti i documenti segreti dell’inchiesta penale sul caso Epstein, diventa naturale domandarsi cosa stia succedendo al movimento Maga che lo ha portato due volte alla Casa Bianca.

Magari non è una congiura, perché i motivi che spingono i parlamentari del Gop al tradimento sono vari e in molti casi legati allo specifico di questa vicenda, per le richieste di trasparenza avanzate dai loro elettori nei collegi da difendere. Però la Casa Bianca è in allarme e se si verificassero le previsioni più nere, che arrivano a prospettare un centinaio di defezioni in aula, l’imbarazzo politico sarebbe impossibile da nascondere, per non parlare degli effetti pratici dei documenti sulle indagini condotte dall’Fbi.

Le mail uscite in questi giorni sono solo una parte della storia. Quella più significativa è l’inchiesta federale e i vari casi finiti in tribunale.

In campagna elettorale Trump aveva promesso di pubblicare tutto, come il movimento Maga chiedeva a gran voce, pensando di trovare in quelle informazione le prove della corruzione dell’élite, in particolare quella democratica. Una volta eletto presidente, però, Donald ha cambiato idea, per motivi mai chiariti fino in fondo. Questo ha generato sospetti nella sua base e in alcuni casi rivolte aperte. Una parte del movimento ancora lo difende, ma alcuni come Nick Fuentes lo accusano di essere «un corrotto» come tutti gli altri.

I parlamentari repubblicani hanno preso nota della ribellione e quattro di loro, Thomas Massie del Kentucky, Nancy Mace della South Carolina, Lauren Boebert del Colorado e Marjorie Taylor Greene della Georgia hanno firmato la “discharge petition” presentata dai democratici per chiedere la pubblicazione di tutti i documenti, che verrà votata la settimana prossima.

Trump ha risposto che l’ex fedelissima Greene «ha perso la bussola», ma si è preoccupato al punto di convocare alla Casa Bianca Boebert, per convincerla a ritirare la firma. Lei però ha risposto con un emoji di rifiuto. Secondo i calcoli più pessimistici del sito Politico, il presidente teme che fino a cento deputati repubblicani potrebbero voltargli le spalle, votando a favore della “petition”.

Questo non vuol dire che siano contro la sua presidenza e vogliano rovesciarlo, magari aprendo la porta al terzo procedimento di impeachment. Alcuni parlamentari, tipo Don Bacon del Nebraska o Tim Burchett del Tennessee, rispondono solo alle richieste di trasparenza avanzate dai loro elettori. Altri, come Rob Bresnahan della Pennsylvania, sono in collegi vulnerabili e temono di perdere la poltrona nelle elezioni di midterm del prossimo anno, se non prendono una posizione chiara su Epstein.

La maggior parte di loro tornerà ad appoggiare Trump, una volta tolto questo dente, a meno che i documenti segreti non vengano pubblicati, rivelando verità in grado di abbattere il presidente. Anche se questo non succedesse, però, l’approvazione della “petition” alla Camera con un centinaio di voti repubblicani a favore indebolirebbe Donald, avvicinandolo pericolosamente allo stato di anatra zoppa.

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