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Venezuela, Maduro libera Camilo Castro, il Trentini francese. La madre: “Ora pensiamo agli altri”

Camilo Castro all'aeroporto di Orly con il ministro degli Esteri Jean-Noel Barrot 

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La notizia data dal presidente Macron. Il 41enne era detenuto da fine giugno, secondo fonti non ufficiali nello stesso carcere del cooperante italiano. La Francia ha condannato le operazioni americane nei Caraibi parlando di azioni “che ignorano le leggi internazionali”
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“Ci batteremo affinché non accada più, non ci fermeremo qui perché per noi è finita bene. Pensiamo agli altri, non li dimenticheremo”, a parlare è Hélène Boursier, madre di Camilo Castro, 41 anni, cittadino francese detenuto in Venezuela da fine giugno che è stato liberato dal regime di Nicolás Maduro ieri sera ed è già in volo verso la Francia.

Le prime parole della donna e attivista di Amnesty International, che dalla scomparsa avvenuta il 26 giugno al confine tra Venezuela e Colombia (dove vive) in circostanze ancora da chiarire non ha mai smesso di battersi per la liberazione del figlio, si collegano direttamente al caso del cooperante italiano Alberto Trentini, 46 anni, detenuto senza incriminazione in Venezuela da un anno.

Proprio ieri la madre, Armanda Colusso Trentini, aveva lanciato da Milano un commosso appello per denunciare l’inazione del governo italiano per il rilascio del figlio dal blocco C del carcere El Rodeo I, a trenta chilometri da Caracas, lo stesso dove secondo…

“Ci batteremo affinché non accada più, non ci fermeremo qui perché per noi è finita bene. Pensiamo agli altri, non li dimenticheremo”, a parlare è Hélène Boursier, madre di Camilo Castro, 41 anni, cittadino francese detenuto in Venezuela da fine giugno che è stato liberato dal regime di Nicolás Maduro ieri sera ed è già in volo verso la Francia.

Le prime parole della donna e attivista di Amnesty International, che dalla scomparsa avvenuta il 26 giugno al confine tra Venezuela e Colombia (dove vive) in circostanze ancora da chiarire non ha mai smesso di battersi per la liberazione del figlio, si collegano direttamente al caso del cooperante italiano Alberto Trentini, 46 anni, detenuto senza incriminazione in Venezuela da un anno.

Proprio ieri la madre, Armanda Colusso Trentini, aveva lanciato da Milano un commosso appello per denunciare l’inazione del governo italiano per il rilascio del figlio dal blocco C del carcere El Rodeo I, a trenta chilometri da Caracas, lo stesso dove secondo fonti non ufficiali sarebbe stato detenuto anche Castro all’interno della stessa area destinata ai prigionieri stranieri. “Doveva esserci, e non c’è stato, un gruppo coeso e motivato di persone per mirare allo stesso risultato. Invece sono qui dopo 365 giorni a esprimere la mia indignazione”, ha dichiarato Colusso Trentini ieri.

Dopo la notizia del rilascio di Castro, che è stata diffusa in mattinata dal presidente Emmanuel Macron – “Condivido il sollievo della sua famiglia e ringrazio tutti coloro che hanno lavorato per la sua liberazione", ha dichiarato il leader francese – si fa più intensa la pressione sul governo italiano per la risoluzione del caso Trentini.

La Francia, a differenza dell’Italia, ha espresso lo scorso 11 novembre attraverso il ministro degli Esteri Jean-Noël Barrot preoccupazione per le operazioni americane nei Caraibi, condannando quelle che ha definito “azioni che ignorano le leggi internazionali”, ricordando che Parigi “è presente in questa regione attraverso i suoi territori d'oltremare, dove risiedono più di un milione dei nostri connazionali".

L’agenzia francese Afp riporta che, secondo una fonte vicina al caso, il capo della diplomazia francese si è recato in settimana in Messico e in Colombia per un vertice regionale e ha sollevato il caso Castro con i suoi omologhi messicano e brasiliano che si sono mobilitati per ottenere il suo rilascio.

Questo successo della diplomazia francese arriva pochi giorni dopo il rilascio, il 4 novembre, di Cécile Kohler e Jacques Paris, due cittadini francesi detenuti in Iran da tre anni e ora ospitati presso l'ambasciata francese in Iran, e la grazia concessa dalla Germania allo scrittore franco-algerino Boualem Sansal, incarcerato per un anno dalle autorità algerine.

Il caso Castro si era aggravato lo scorso settembre quando la madre aveva denunciato di non aver più avuto notizie del figlio, fatta eccezione per un messaggio audio ricevuto a fine luglio, in cui Camilo "chiedeva aiuto". Castro, insegnante di yoga di 41 anni, era scomparso il 26 giugno al valico di frontiera di Paraguachon, che separa il Venezuela dalla Colombia, dove risiede. Si era recato lì per rinnovare il suo visto di soggiorno colombiano scaduto, aveva spiegato la sua famiglia in agosto. Dopo essere stato rilasciato, Castro è arrivato ieri all'ambasciata francese in Venezuela ed è ora in volo per il rientro in Francia.

Il Venezuela è accusato di praticare la "diplomazia degli ostaggi", arrestando cittadini stranieri per usarli come leva nelle trattative internazionali,sul modello dell'Iran. La liberazione di Castro avviene nel contesto di forti tensioni con gli Stati Uniti, che accusano il governo di Caracas di essere coinvolto nel traffico di droga. Il presidente Trump accusa Maduro di essere a capo di un cartello e ha offerto una ricompensa per la sua cattura, mentre il governo venezuelano sostiene che Washington stia cercando di rovesciare il regime per appropriarsi delle risorse petrolifere.

In un rapporto Amnesty International ha denunciato la pratica delle "sparizioni forzate" in Venezuela, accusando il governo di arrestare membri dell'opposizione e stranieri per giustificare accuse di "cospirazioni straniere" e utilizzarli come merce di scambio nelle negoziazioni internazionali.

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