Esteri

Trump apre al dialogo con il Venezuela: “A un certo punto parlerò con Maduro, ma non escludo nulla”

Trump apre al dialogo con il Venezuela: “A un certo punto parlerò con Maduro, ma non escludo nulla”

Così il presidente Usa risponde a una domanda sulla possibilità di un attacco di terra. Rubio invece ha annunciato che classificheranno come gruppo terroristico un cartello che sostengono sia guidato dallo stesso presidente venezuelano

1 minuti di lettura

NEW YORK – Donald Trump ha detto che gli Stati Uniti sono pronti a parlare con il leader venezuelano Nicolás Maduro. «Probabilmente a un certo punto ci parlerò, ma non escludo nulla» ha aggiunto, rispondendo alla domanda se escluderebbe un attacco di terra. La carta diplomatica è stata evocata domenica sera, ma non è chiaro quanto sia una svolta reale o una mossa per giustificare un attacco. In questo caso, Trump potrebbe dire di aver tentato tutte le carte ma senza successo.

L’apertura è arrivata dopo settimane di manovre militari che hanno portato nei Caraibi la più grande portaerei americana, la Gerald Ford, tre cacciatorpedinieri, una dozzina di altre navi da combattimento, un sommergibile nucleare e 15 mila soldati. E dopo che lo stesso Trump ha autorizzato raid contro presunte imbarcazioni di narcotrafficanti - più di 75 persone uccise in acque internazionali - e avanzato l’ipotesi di un attacco via terra per contrastare il traffico di droga e deporre Maduro. Sulla testa del presidente venezuelano, considerato dalla Casa Bianca il capo del Cartel de los Soles, un’organizzazione di narcotrafficanti, Washington ha messo una taglia da cinquanta milioni di dollari, una decisione che non facilita l’apertura di un dialogo.

Intanto Trump, dopo essere stato aggiornato per tre giorni di fila dal Pentagono sulle infrastrutture da colpire, ai giornalisti ha detto che agli Stati Uniti «piacerebbe parlare» con Maduro e che «potrebbero avviare un confronto». Trump ha anche ammesso di essere pronto ad attaccare il Messico, se fosse necessario per contrastare il traffico di droga. “Per me va bene”, ha risposto a un giornalista che gli chiedeva se lo farebbe. Ma l’obiettivo primario resta il Venezuela. Nelle stesse ore, però, il segretario di Stato Marco Rubio ha annunciato che dal 24 novembre Cartel de los Soles sarà considerata “organizzazione terroristica straniera”, come Hamas e lo Stato islamico.

Questo provvedimento, che prevede il congelamento di asset e conti bancari, aumenterebbe la pressione su Maduro, isolando le finanze delle persone legate alla sua cerchia. Trump ha detto nei giorni scorsi di «aver già deciso» cosa fare e di poter condurre operazioni mirate senza dover ottenere l’approvazione del Congresso. Secondo l’opposizione, una guerra al Venezuela servirebbe a mettere in secondo piano il caso che più imbarazza il presidente: quello dei file del finanziere pedofilo ed ex amico Jeffrey Epstein.

I commenti dei lettori