NEW YORK – Nicolás Maduro canta John Lennon inneggiando alla pace, ma intanto proclama la mobilitazione permanente in sei regioni del Venezuela, mentre la premio Nobel Maria Corina Machado lancia un appello ai militari affinché disobbediscano ai suoi ordini. Questo perché nel frattempo la portaerei americana Ford è arrivata nel Mar dei Caraibi e il presidente Trump ha ricevuto dal Pentagono i piani per eventuali attacchi, avvertendo che si è fatto un’idea di come agire. La tensione quindi continua a crescere, anche se secondo il sito Politico la strada preferita da Washington sarebbe quella di concedere un salvacondotto per l’esilio al leader di Caracas, oppure arrestarlo per poi processarlo.
Il dispositivo militare più forte che gli Usa abbiano schierato nella regione in anni è ormai pronto ad intervenire. Perciò Maduro ha invitato gli stati di Bolívar, Delta Amacuro, Monagas, Anzoátegui, Nueva Esparta e Sucre, ad organ…
NEW YORK – Nicolás Maduro canta John Lennon inneggiando alla pace, ma intanto proclama la mobilitazione permanente in sei regioni del Venezuela, mentre la premio Nobel Maria Corina Machado lancia un appello ai militari affinché disobbediscano ai suoi ordini. Questo perché nel frattempo la portaerei americana Ford è arrivata nel Mar dei Caraibi e il presidente Trump ha ricevuto dal Pentagono i piani per eventuali attacchi, avvertendo che si è fatto un’idea di come agire. La tensione quindi continua a crescere, anche se secondo il sito Politico la strada preferita da Washington sarebbe quella di concedere un salvacondotto per l’esilio al leader di Caracas, oppure arrestarlo per poi processarlo.
Il dispositivo militare più forte che gli Usa abbiano schierato nella regione in anni è ormai pronto ad intervenire. Perciò Maduro ha invitato gli stati di Bolívar, Delta Amacuro, Monagas, Anzoátegui, Nueva Esparta e Sucre, ad organizzare «una veglia e una marcia permanente nelle strade», per rispondere alla ripresa delle esercitazioni militari americane a Trinidad e Tobago. Ha sollecitato «tutte le forze popolari, sociali, politiche, militari e di polizia a non cedere alle provocazioni in alcun momento, ma a mobilitarsi con fervore patriottico», contro «navi imperialiste, minacce militari ed esercitazioni irresponsabili».
Nello stesso tempo, durante un comizio a Caracas, ha intonato “Imagine”, promettendo di «fare tutto per la pace, come ha detto John Lennon». Quindi ha ballato e spiegato: «Il testo i giovani dovrebbero cercarlo. È un’ispirazione per tutti i tempi, un inno per tutte le epoche e le generazioni, un dono di John Lennon all’umanità». L’opposto della politica degli Usa, accusati di aver pianificato di «bombardare e invadere» il Venezuela.
La premio Nobel per la Pace María Corina Machado, che ha appoggiato invece la linea scelta da Trump, ha invitato i militari a disobbedire agli ordini del governo di Maduro. Questo perché l’arrivo della portaerei Ford lascia presumere sviluppi militari imminenti, dato che lo stesso presidente ha detto di aver in sostanza deciso cosa fare.
Secondo il sito Politico, la Casa Bianca lavora già alle ipotesi per il giorno dopo, ma la prima non è l’invasione di terra o il rovesciamento del regime. La soluzione preferita sarebbe offrire a Maduro e ai suoi collaboratori più stretti un passaggio sicuro verso l’esilio, che potrebbe avvenire in paesi amici come Russia o Cuba. Un’altra ipotesi sarebbe invece arrestarlo e processarlo negli Usa, ma ciò richiederebbe un’operazione di terra, magari condotta dalla Cia o dalle forze speciali. Washington ragiona anche sulle sanzioni da togliere e il coinvolgimento di Banca Mondiale e Fondo Monetario Internazionale, per ricostruire l’economia di un paese ricchissimo ma da anni in grave degrado.