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Stati Uniti, Camera e Senato dicono sì alla divulgazione dei file Epstein

(reuters)

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La misura alla Camera è passata con 427 sì e un solo no. Al Senato la legge è stata approvata "con consenso unanime", quindi tecnicamente senza bisogno di voto, e senza nessun emendamento
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NEW YORK – Un solo deputato, il repubblicano della Louisiana Clay Higgins, si è azzardato a votare contro la legge per pubblicare tutti i documenti ancora segreti del caso Epstein. E chissà con che faccia avrà guardato la galleria della Camera, dove le vittime del finanziere pedofilo osservavano commosse non solo la propria rivincita personale, ma anche un atto che forse potrebbe salvare altre giovani prede dal subire il loro stesso destino.

La legge è stata approvata "con consenso unanime", quindi tecnicamente senza bisogno di voto, e senza nessun emendamento. Un evento raro nella storia di Capitol Hill. Se Trump ha imparato la lezione che lo ha costretto alla resa, minacciando di spaccare il Partito repubblicano e il suo stesso movimento Maga, e se davvero non ha fatto nulla di compromettente o imbarazzante, potrebbe chiudere lo scandalo ordinando la pubblicazione dei documenti federali prima ancora di firmare la legge approvata dal Congresso. Se invece continuerà criticare questa r…

NEW YORK – Un solo deputato, il repubblicano della Louisiana Clay Higgins, si è azzardato a votare contro la legge per pubblicare tutti i documenti ancora segreti del caso Epstein. E chissà con che faccia avrà guardato la galleria della Camera, dove le vittime del finanziere pedofilo osservavano commosse non solo la propria rivincita personale, ma anche un atto che forse potrebbe salvare altre giovani prede dal subire il loro stesso destino.

La legge è stata approvata "con consenso unanime", quindi tecnicamente senza bisogno di voto, e senza nessun emendamento. Un evento raro nella storia di Capitol Hill. Se Trump ha imparato la lezione che lo ha costretto alla resa, minacciando di spaccare il Partito repubblicano e il suo stesso movimento Maga, e se davvero non ha fatto nulla di compromettente o imbarazzante, potrebbe chiudere lo scandalo ordinando la pubblicazione dei documenti federali prima ancora di firmare la legge approvata dal Congresso. Se invece continuerà criticare questa richiesta di trasparenza, tornerà ad alimentare il sospetto che abbia qualcosa da nascondere, oppure voglia proteggere amici e finanziatori invischiati nelle nefandezze di Epstein.

La giornata è cominciata con la conferenza stampa delle vittime davanti al Congresso. «Stiamo combattendo - ha detto Haley Robinson mostrando una foto di quando era una ragazzina - per la difesa dei bambini». Sky Roberts, fratello di Virginia Giuffre, si è rivolto così ai parlamentari tra le lacrime: «Mia sorella non è uno strumento politico di cui potete servirvi. Queste sopravvissute non sono strumenti politici di cui potete servirvi. Queste sono storie vere, traumi reali, ed è ora che la smettiate di parlarne e agiate. Votate sì». Un’altra vittima, Jena-Lisa Jones, si è rivolta direttamente a Trump: «La prego, Presidente, la smetta di fare politica. Non si tratta di lei, presidente Trump. Lei è il nostro presidente. La prego, inizi a comportarsi di conseguenza. Dimostri un po’ di classe, una vera leadership, dimostri che le importa davvero delle persone, oltre che di se stesso. Ho votato per lei, ma il suo comportamento su questo tema è stato motivo di imbarazzo nazionale».

Messi con le spalle al muro, e le mani libere grazie alla resa di Trump, tutti i repubblicani tranne uno hanno votato con i democratici per approvare la legge, nonostante lo Speaker Johnson non abbia perso l’occasione per criticarla un’ultima volta. Eppure anche l’ex segretario al Tesoro di Clinton, Larry Summers, si è ritirato da ogni impegno pubblico per la vergogna causata dalle mail scambiate con un pedofilo già condannato.

Il Senato avrebbe potuto ostacolare la legge, presentando emendamenti, ma il leader repubblicano John Thune ha deciso di portare subito il testo al voto, perché dopo la maggioranza quasi assoluta alla Camera non aveva senso perdere tempo. Ora la legge andrà sul tavolo del presidente, che ha promesso di firmarla.

I repubblicani sono abbastanza imbarazzati per aver ostacolato finora la verità, e hanno deciso di chiudere la faccenda per evitare di continuare a farsi del male in vista delle elezioni midterm. Avevano frenato perché lo voleva Trump, per ragioni mai chiarite, fino a quando l’opposizione di ex fedelissimi come Marjorie Taylor Grenee lo ha piegato, accusandolo di essere il vero "traditore". Se ora i documenti verranno davvero pubblicati senza censure, che secondo Bloomberg sarebbero già in corso, dal contenuto forse si capirà il motivo della sua ostinata resistenza.

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