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Australia, la richiesta particolare di un detenuto dal carcere: “Ho il diritto di mangiare Vegemite”

(afp)

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Il condimento noto per il sapore pungente è considerato nel Paese parte dell’identità nazionale sin dagli anni ‘20. Andre McKechnie protesta, mentre le autorità dello Stato di Victoria temono che il prodotto possa esser usato per produrre alcolici dietro le sbarre. Obama lo definì “orribile”
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Per alcuni mangiare Vegemite è una punizione, ma non per Andre McKechnie, detenuto condannato all'ergastolo in Australia. L’uomo contesta, infatti, il divieto di consumare la crema spalmabile salata, in vigore nello Stato di Victoria dal 2006, ritenendo che si tratti di una libertà fondamentale negata.

McKechnie ha accoltellato a morte – quando aveva 23 anni – l’imprenditore edile Otto Kuhne negli anni '90, e ha scontato parte della pena nel Queensland prima di essere trasferito nel Victoria, nel sud dell’Australia. Oggi si trova nel carcere di massima sicurezza di Port Phillip.

Nella sua causa legale contro il Dipartimento di Giustizia e Sicurezza del Victoria e la Corrections Victoria – l'agenzia che gestisce le carceri statali – il 54enne ha dichiarato di voler ottenere l'annullamento del divieto sulla Vegemite: sulla base della Carta dei diritti dell'uomo dello Stato, per cui a nessuno può esser negato il diritto di godere della propria cultura, chiede alle autorità carcerarie di …

Per alcuni mangiare Vegemite è una punizione, ma non per Andre McKechnie, detenuto condannato all'ergastolo in Australia. L’uomo contesta, infatti, il divieto di consumare la crema spalmabile salata, in vigore nello Stato di Victoria dal 2006, ritenendo che si tratti di una libertà fondamentale negata.

McKechnie ha accoltellato a morte – quando aveva 23 anni – l’imprenditore edile Otto Kuhne negli anni '90, e ha scontato parte della pena nel Queensland prima di essere trasferito nel Victoria, nel sud dell’Australia. Oggi si trova nel carcere di massima sicurezza di Port Phillip.

Nella sua causa legale contro il Dipartimento di Giustizia e Sicurezza del Victoria e la Corrections Victoria – l'agenzia che gestisce le carceri statali – il 54enne ha dichiarato di voler ottenere l'annullamento del divieto sulla Vegemite: sulla base della Carta dei diritti dell'uomo dello Stato, per cui a nessuno può esser negato il diritto di godere della propria cultura, chiede alle autorità carcerarie di dichiarare di “non aver fornito cibo adeguato al mantenimento del [suo, ndr] benessere”.

Se da un lato McKechnie è arrivato a rivolgersi alla Corte suprema di Victoria, dall’altro le autorità temono che i detenuti usino questo condimento per nascondere sostanze di contrabbando – i carcerati erano soliti spalmare la Vegemite sui pacchetti di stupefacenti nella speranza che il suo odore pungente distraesse i cani antidroga – o produrre alcolici dietro le sbarre, dato che è ricca di lievito. Come riporta Ap, Victoria non è solo, perché anche le prigioni del Queensland vietano la Vegemite ai carcerati, al contrario dello Stato più popoloso del Paese, il New South Wales.

La Vegemite, patrimonio nazionale in Australia

Molto amata in Australia per la colazione da gustare con toast e sandwich, la Vegemite ha fatto parlare di sé sin dal suo ingresso nei negozi del Paese nel 1923. Densa, di colore marrone e ricca di vitamina B, è stata inventata a Melbourne come alternativa alla Marmite, un prodotto simile che affonda le radici nel Regno Unito. La maggior parte degli australiani la considera un’icona denigrata ingiustamente, tanto che l’80% delle famiglie ne ha almeno un barattolo in dispensa. Al contrario dell’ex presidente degli Stati Uniti Barack Obama che, nel 2011, la definì senza mezzi termini “orribile”.

Nel 2022, Melbourne ha dichiarato che l'odore della Vegemite è un aspetto “significativo” del patrimonio culturale cittadino, riconoscendone l’importanza. Il suo sapore forte l’ha portata a essere esposta al Disgusting Food Museum di Malmo in Svezia, che mostra 80 degli alimenti più disgustosi al mondo, insieme al natto, cibo tradizionale giapponese a base di semi di soia fermentati, al tofu puzzolente, al cervello di scimmia e alle aringhe fermentate.

Il prodotto è stato al centro di una controversia internazionale quando al proprietario australiano di un bar in Canada è stato chiesto di rimuovere i barattoli del condimento dai suoi scaffali perché considerati non conformi alle normative sanitarie locali. Il primo ministro australiano Anthony Albanese intervenne, affermando che era “piuttosto strano” che il Canada consentisse la vendita del prodotto rivale della Vegemite, la Marmite. L'agenzia canadese cambiò poi rotta e consentì al proprietario del locale di continuare a vendere la crema spalmabile, patrimonio intoccabile nella Terra dei Canguri.

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