Spionaggio silenzioso su milioni di utenti Android: la Spagna avvia un’indagine contro Meta
di Benedetta PerilliUn sistema di spionaggio silenzioso dell’attività online degli utenti dei dispositivi Android, lo avrebbe messo a punto Meta, la piattaforma che controlla i servizi di Facebook, Instagram e WhatsApp, ponendo a rischio la privacy di milioni di consumatori nell’ultimo anno. La Spagna avvia un’indagine sulla presunta violazione da parte della società americana che dovrà risponderne davanti alla Commissione per gli Affari Economici e la Trasformazione Digitale del Congresso dei Deputati. Lo ha annunciato il presidente del Governo spagnolo, Pedro Sánchez.
L’iniziativa nasce da un’indagine condotta da vari centri internazionali, provenienti da Spagna (Imdea Networks), Belgio (Università Cattolica di Lovanio) e Paesi Bassi (Università di Radboud), che ha rivelato che l’azienda avrebbe utilizzato per quasi un anno un meccanismo nascosto che permetteva di tracciare l’attività web degli utenti di dispositivi Android. Questo “spionaggio silenzioso” consisteva nel raccogliere dati sulle pagine v…
Un sistema di spionaggio silenzioso dell’attività online degli utenti dei dispositivi Android, lo avrebbe messo a punto Meta, la piattaforma che controlla i servizi di Facebook, Instagram e WhatsApp, ponendo a rischio la privacy di milioni di consumatori nell’ultimo anno. La Spagna avvia un’indagine sulla presunta violazione da parte della società americana che dovrà risponderne davanti alla Commissione per gli Affari Economici e la Trasformazione Digitale del Congresso dei Deputati. Lo ha annunciato il presidente del Governo spagnolo, Pedro Sánchez.
L’iniziativa nasce da un’indagine condotta da vari centri internazionali, provenienti da Spagna (Imdea Networks), Belgio (Università Cattolica di Lovanio) e Paesi Bassi (Università di Radboud), che ha rivelato che l’azienda avrebbe utilizzato per quasi un anno un meccanismo nascosto che permetteva di tracciare l’attività web degli utenti di dispositivi Android. Questo “spionaggio silenzioso” consisteva nel raccogliere dati sulle pagine visitate nel browser e collegarli alla loro identità nelle applicazioni di Facebook e Instagram, anche quando utilizzavano la modalità in incognito o una Vpn.
Una pratica che potrebbe aver violato diverse normative europee in materia di sicurezza e privacy: dal Regolamento generale sulla protezione dei dati alla Direttiva ePrivacy, dal Digital markets act al Digital services act.
“In Spagna, la legge è al di sopra di qualsiasi algoritmo o grande piattaforma tecnologica. E chi viola i nostri diritti ne pagherà le conseguenze”, ha dichiarato Sánchez che, durante il suo intervento all’evento MetaFuturo, ha annunciato anche il lancio di un pacchetto di misure a protezione dello spazio digitale. Tra queste la lotta alle campagne di disinformazione, la protezione dei minori, il contrasto dei discorsi d’odio e della polarizzazione sociale e la difesa della privacy.
Un pacchetto che riprende le dichiarazioni del presidente del Governo spagnolo all’ultimo vertice di Davos, quando aveva messo in guardia contro la concentrazione di potere e ricchezza nelle mani dei tecno-miliardari, “a costo della coesione sociale, della nostra salute mentale e delle nostre democrazie”.
“I social hanno portato molte cose preziose alla nostra società”, ha dichiarato Sánchez. Tuttavia, sono diventati anche uno Stato fallito in cui i tecno-oligarchi mettono “il profitto davanti al benessere, il clic davanti al diritto e l’algoritmo davanti alla legge”.