✕

La Yantar provoca Londra: tutto quello che sappiamo sulla nave spia russa nelle acque inglesi

(afp)

Ascolta l'audio

I russi cercavano di “accecare” i militari intervenuti. Il Cremlino: “La russofobia del Regno Unito può portare a conseguenze ben più dolorose”
2 minuti di lettura

PLYMOUTH (INGHILTERRA) – «Il mio messaggio a Vladimir Putin è: vi osserviamo. Vi seguiamo. Se la vostra imbarcazione si sposterà verso sud siamo pronti. Abbiamo diverse opzioni militari sul tavolo. Ma non le dirò, per non dare un vantaggio alla Russia». John Healey, il ministro della Difesa britannico, è evidentemente allarmato, quando arriva al numero 9 di Downing Street ieri mattina: «Una nave spia russa, la Yantar, è entrata in acque britanniche, a nord della Scozia. E, cosa ancora più grave, ha proiettato raggi laser contro i piloti della nostra aeronautica Raf intervenuti. Non era mai successo prima. Si tratta di azioni pericolosissime». Mosca ribatte: «Non vogliamo minare la sicurezza britannica. Questo è un altro esempio della russofobia imperante nel Regno Unito, che potrebbe portare a conseguenze ben più dolorose».

Invece è l’ennesima escalation della Russia putiniana contro l’Occidente. A quanto si apprende, i russi stavano probabilmente cercando di accecare i piloti della …

PLYMOUTH (INGHILTERRA) – «Il mio messaggio a Vladimir Putin è: vi osserviamo. Vi seguiamo. Se la vostra imbarcazione si sposterà verso sud siamo pronti. Abbiamo diverse opzioni militari sul tavolo. Ma non le dirò, per non dare un vantaggio alla Russia». John Healey, il ministro della Difesa britannico, è evidentemente allarmato, quando arriva al numero 9 di Downing Street ieri mattina: «Una nave spia russa, la Yantar, è entrata in acque britanniche, a nord della Scozia. E, cosa ancora più grave, ha proiettato raggi laser contro i piloti della nostra aeronautica Raf intervenuti. Non era mai successo prima. Si tratta di azioni pericolosissime». Mosca ribatte: «Non vogliamo minare la sicurezza britannica. Questo è un altro esempio della russofobia imperante nel Regno Unito, che potrebbe portare a conseguenze ben più dolorose».

Invece è l’ennesima escalation della Russia putiniana contro l’Occidente. A quanto si apprende, i russi stavano probabilmente cercando di accecare i piloti della Raf che monitoravano l’imbarcazione dall’alto. I laser utilizzati dalla Yantar sono sofisticati, anche se significativamente meno potenti rispetto ad armi come il sistema britannico Dragonfire, che può bruciare persino droni con il suo fascio intenso. «Probabilmente volevano interferire con i piloti, o farci sapere che ci vedono mentre li osserviamo», suggerisce una fonte della Difesa.

La Yantar aveva già compiuto uno sforamento simile, lo scorso gennaio, nei pressi di altri cavi sottomarini in acque britanniche. Ma, in quella circostanza, senza ricorrere ai laser. Allora la Yantar era stata affrontata da due navi da guerra della Royal Navy. Stavolta, ha il transponder spento dal 2 novembre, quando era vicino alla Lituania, nel Mar Baltico. Non si sa dove sia in questo momento. Di certo, è stata riavvistata il 6 novembre, beccata al largo dei Paesi Bassi, dove due navi olandesi l’hanno scortata fuori dalle proprie acque. Secondo Mosca la Yantar è una semplice «imbarcazione di osservazione oceanica». Per Londra e gli alleati occidentali si tratta invece una nave spia, che accumula informazioni sui cavi sottomarini dei Paesi occidentali, vitali per la nostra sicurezza.

La Yantar è in servizio dal 2015 ed è l’imbarcazione più avanzata per acquisizione di intelligence nella flotta del “Gugi”, ossia “Consiglio direttivo per la ricerca in mare aperto” della Russia: «Viene utilizzata per la sorveglianza in tempo di pace e i sabotaggi durante i conflitti», ha sottolineato Healey. Oltre alle attrezzature per il taglio dei cavi, la Yantar dispone di due sommergibili con equipaggio e a propulsione autonoma, che le consentono di esaminare aree fino a 6mila metri di profondità, oltre a sommergibili telecomandati. La nave è lunga 108 metri, larga 17, pesa più di 5.500 tonnellate e può trasportare fino a sessanta membri d’equipaggio.

Per questo, la Difesa britannica ha subito inviato una fregata militare e tre jet della Raf – un Typhoon, un Voyager e un Dassault Falcon – per osservare il comportamento della nave russa, cambiando pure le regole di ingaggio per seguirla da più vicino, come ha confermato il ministro Healey. Perché «il nostro mondo sta cambiando: è più imprevedibile, e più pericoloso». Ma lo studio di una commissione parlamentare di Westminster è lapidario: «Siamo ancora troppo dipendenti dagli Stati Uniti nella Difesa. Se la Russia decidesse di attaccarci oggi saremmo incredibilmente impreparati». —

Leggi i commenti