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Belém, un incendio frena la Conferenza sul clima

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Evacuata la Cop30 in Brasile al penultimo giorno di negoziati. Scontro sul taglio dei fossili. La Ue: “Serve un’intesa”
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Belém – «Non sarà ricordata come la Cop dell’incendio». Il giovane ministro brasiliano del Turismo Celso Sabino resiste all’assalto dei giornalisti di tutto il mondo, mentre il servizio d’ordine crea un doppio cordone che spinge verso le uscite tutti coloro che sono nei capannoni del centro conferenze di Belém che ospitano la 30esima conferenza Onu sul clima. L’allarme è scattato alle 14 locali: fiamme e fumo nella zona del padiglione italiano («ma il ministro Pichetto Fratin era impegnato all’esterno», precisa lo staff). Decine di migliaia di persone, tra delegazioni dei Paesi, ong, giornalisti, sono stati fatti uscire dalle porte d’emergenza, molti nello spazio aperto che ospita i generatori diesel che forniscono elettricità alla cittadella di Cop30. Dopo qualche minuto di quiete apparente, i cronisti sono rientrati per vedere cosa fosse successo, ma sono stati respinti dal servizio d’ordine brasiliano. L’Onu ha comunicato che, vista l’emergenza, la sovranità sul territorio che ospi…

Belém – «Non sarà ricordata come la Cop dell’incendio». Il giovane ministro brasiliano del Turismo Celso Sabino resiste all’assalto dei giornalisti di tutto il mondo, mentre il servizio d’ordine crea un doppio cordone che spinge verso le uscite tutti coloro che sono nei capannoni del centro conferenze di Belém che ospitano la 30esima conferenza Onu sul clima. L’allarme è scattato alle 14 locali: fiamme e fumo nella zona del padiglione italiano («ma il ministro Pichetto Fratin era impegnato all’esterno», precisa lo staff). Decine di migliaia di persone, tra delegazioni dei Paesi, ong, giornalisti, sono stati fatti uscire dalle porte d’emergenza, molti nello spazio aperto che ospita i generatori diesel che forniscono elettricità alla cittadella di Cop30. Dopo qualche minuto di quiete apparente, i cronisti sono rientrati per vedere cosa fosse successo, ma sono stati respinti dal servizio d’ordine brasiliano. L’Onu ha comunicato che, vista l’emergenza, la sovranità sul territorio che ospita la Cop era stata ceduta alle autorità locali. Che parlano di un cortocircuito che avrebbe appiccato il fuoco ai teli grigi che rivestono gli ambienti interni. Si escludono feriti.

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Resta da vedere se l’incendio, un inedito in trent’anni di Cop, lasceranno cicatrici sulle trattative, ieri al penultimo giorno. La delegazione Ue guidata dal Commissario Woepke Hoekstra è rimasta al proprio posto: «Continueremo a lavorare per un buon esito di Cop30. Anche se c’è un numero minoritario, ma durissimo, di Paesi che vuole tenere al minimo il taglio delle emissioni di gas serra». Prima dell’incendio, le quasi 200 delegazioni a Belém erano impegnate su 3 fronti connessi. I soldi ai Paesi poveri per aiutarli in una “transizione energetica giusta”; gli aiuti per sostenerli nell’adattamento ai cambiamenti climatici; i tagli alle emissioni per rimanere entro gli 1,5 gradi di riscaldamento globale. In quest’ultimo capitolo entra in gioco il provvedimento più simbolico di questa Cop30: la road map per l’uscita dai combustibili fossili. Osteggiata dai petro-Stati, primo fra tutti il Regno Saudita. Ci si aspettava una nuova bozza di accordo per questa mattina, ma l’incendio potrebbe rallentare le trattative. Il ministro Celso Sabino sfoggia ottimismo: «Cop30 non sarà ricordata per le fiamme, ma per i suoi risultati».

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