Attacco a una scuola cattolica in Nigeria: è il secondo sequestro di studenti in pochi giorni
di Matilde NardiMaxi-rapimento di 227 studenti e insegnanti in Nigeria, alla St. Mary's school nella comunità di Papiri, a Agwara, nello Stato centro-settentrionale della Nigeria chiamato Niger. All'alba, infatti, un gruppo di uomini armati ha fatto irruzione nei dormitori e sequestrato diversi alunni - non è chiaro se siano maschi o femmine - e membri del personale scolastico. Lo ha riferito la tv locale Arise News specificando che la struttura coinvolta è una scuola primaria e secondaria cattolica.
L'Agenzia Fides parla di un commando di 60 motociclette e cita un comunicato della diocesi di Kontagora firmato dal segretario Jatau Luka Joseph: nel testo si legge che un membro del personale di sicurezza è rimasto ferito in modo grave.
In una dichiarazione, il governo locale – per mezzo del segretario Abubakar Usman – ha spiegato di “aver ricevuto con profonda tristezza la sconvolgente notizia del rapimento degli alunni. Il numero esatto deve ancora essere confermato”. Ha riferito che lo Stato ha ricev…
Maxi-rapimento di 227 studenti e insegnanti in Nigeria, alla St. Mary's school nella comunità di Papiri, a Agwara, nello Stato centro-settentrionale della Nigeria chiamato Niger. All'alba, infatti, un gruppo di uomini armati ha fatto irruzione nei dormitori e sequestrato diversi alunni - non è chiaro se siano maschi o femmine - e membri del personale scolastico. Lo ha riferito la tv locale Arise News specificando che la struttura coinvolta è una scuola primaria e secondaria cattolica.
L'Agenzia Fides parla di un commando di 60 motociclette e cita un comunicato della diocesi di Kontagora firmato dal segretario Jatau Luka Joseph: nel testo si legge che un membro del personale di sicurezza è rimasto ferito in modo grave.
In una dichiarazione, il governo locale – per mezzo del segretario Abubakar Usman – ha spiegato di “aver ricevuto con profonda tristezza la sconvolgente notizia del rapimento degli alunni. Il numero esatto deve ancora essere confermato”. Ha riferito che lo Stato ha ricevuto un precedente rapporto di intelligence che indicava un aumento del livello di minaccia: “In risposta a questi avvisi di sicurezza, il governo del Niger aveva emesso una direttiva che ordinava la chiusura temporanea di tutti i collegi nella zona interessata come misura precauzionale”. Tuttavia, Usman ha aggiunto che la St. Mary's School ha ripreso le attività accademiche senza avvisare o chiedere l'autorizzazione allo Stato, ma al contempo “le agenzie di sicurezza hanno avviato un'indagine e operazioni di ricerca e soccorso per garantire il rientro degli alunni”.
Immediata è stata la reazione della presidente del consiglio italiana Giorgia Meloni: “Condanniamo le rinnovate violenze contro le comunità cristiane in Nigeria. La libertà religiosa è un diritto inviolabile”.
Il precedente e l’incubo Boko Haram
Questo fatto di cronaca fa riemergere l'incubo di Boko Haram ed è il secondo di questo genere che avviene in meno di una settimana. Segue infatti di pochi giorni il rapimento di 25 studentesse dai dormitori della Government girls secondary school di Maga, nello Stato di Kebbi, sempre a nord: una di loro è riuscita a scappare, le altre risultano ancora scomparse.
In quel caso Hassan Makuku, il vicepreside dell’istituto, ha perso la vita durante l'attacco, mentre Ali Shehu, una guardia giurata, ha riportato ferite da arma da fuoco alla mano destra. In generale il Paese soffre per l’azione di bande armate che da anni sono protagoniste di atti brutali.
La piaga dei rapimenti nel nord della Nigeria
I rapimenti da parte di gruppi armati restano una piaga nell’area settentrionale della Nigeria, dove quest'anno l'esercito ha dovuto fronteggiare un aumento degli attacchi e dove l'insicurezza, come in tutta l'area del Sahel, è diffusa. Nell'aprile 2014 l'organizzazione jihadista Boko Haram rapì 276 studentesse a Chibok, nello Stato di Borno, e il caso mobilitò l’opinione pubblica internazionale, anche al di fuori di una delle nazioni più povere e sfruttate del continente nero, per riportarle a casa. Secondo le stime dell'Onu, dal 2009 l'insurrezione violenta di Boko Haram ha causato più di 40mila morti e costretto oltre due milioni di abitanti a lasciare una Nigeria divisa tra un nord a maggioranza musulmana e il sud cristiano.
Le minacce di Trump
A inizio novembre si è esposto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che ha minacciato di intervenire militarmente nello Stato più popoloso dell'Africa (ha 230 milioni di abitanti), nel caso in cui il Paese non fosse stato capace di fermare le "uccisioni dei cristiani" da parte dei “terroristi islamici”. Il consigliere di Trump per l’Africa e il Medio Oriente - nonché suocero della figlia di Donald - Massad Boulos, che vive da tempo a Lagos, ha detto a metà ottobre che i jihadisti uccidono “più musulmani che cristiani”: in effetti Boko Haram colpisce anche i musulmani che non considera abbastanza rigorosi.