NEW YORK – Il presidente Donald Trump ha ammesso, per la prima volta, che i sondaggi non sono esaltanti. «Ricevo sempre più critiche dalla mia gente — ha detto agli investitori sauditi — quindi i miei sondaggi sono un po’ scesi, ma tra le persone intelligenti sono saliti». Parole molto diverse da quelle pronunciate dallo stesso Trump, secondo il quale i sondaggisti personali gli avevano detto che avrebbe battuto di 25 punti persino un ticket formato da George Washington e Abraham Lincoln.
Nel frattempo sono arrivati numeri che hanno ferito il suo ego e indicato uno scenario diverso: gli americani bocciano l’agenda economica. Secondo la media dei sondaggi, la sua popolarità è scesa al 42,5% (a gennaio era al 50,5). Persino la trumpiana Fox News gli ha portato brutte notizie: il 76 per cento degli intervistati giudica in modo negativo la politica economica. Gli scontenti sono cresciuti di nove punti rispetto a luglio.
Un’ampia maggioranza, in gran parte elettori repubblicani, sostiene c…
NEW YORK – Il presidente Donald Trump ha ammesso, per la prima volta, che i sondaggi non sono esaltanti. «Ricevo sempre più critiche dalla mia gente — ha detto agli investitori sauditi — quindi i miei sondaggi sono un po’ scesi, ma tra le persone intelligenti sono saliti». Parole molto diverse da quelle pronunciate dallo stesso Trump, secondo il quale i sondaggisti personali gli avevano detto che avrebbe battuto di 25 punti persino un ticket formato da George Washington e Abraham Lincoln.
Nel frattempo sono arrivati numeri che hanno ferito il suo ego e indicato uno scenario diverso: gli americani bocciano l’agenda economica. Secondo la media dei sondaggi, la sua popolarità è scesa al 42,5% (a gennaio era al 50,5). Persino la trumpiana Fox News gli ha portato brutte notizie: il 76 per cento degli intervistati giudica in modo negativo la politica economica. Gli scontenti sono cresciuti di nove punti rispetto a luglio.
Un’ampia maggioranza, in gran parte elettori repubblicani, sostiene che spesa, bollette, affitto e cure mediche costano di più rispetto a un anno fa. È tutti indicano in Trump il colpevole. Il trend è confermato da Reuters/Ipsos, secondo cui l’indice di approvazione è crollato ai minimi dal suo ritorno alla Casa Bianca, con il 38 per cento, stessa percentuale che aveva il suo predecessore, Joe Biden, il 15 dicembre 2024. A rischio il controllo del Congresso: i democratici hanno un vantaggio di 14 punti sui repubblicani, numeri che non si vedevano dal 2017. Se confermato, alle elezioni di midterm di novembre del 2026 i progressisti prenderebbero il controllo di Camera e Senato. È vero che neanche i sondaggisti godono di ottima salute — le previsioni sulle presidenziali si sono rivelate tutte sbagliate — ma l’inusuale ammissione di Trump conferma l’inquietudine del tycoon, che paga anche lo scandalo Epstein, l’ex amico pedofilo morto in carcere nel 2019. Non casualmente emergono notizie su un possibile rimpasto per invertire la tendenza.
Secondo Cnn, almeno un dipartimento potrebbe cambiare leadership. Tra questi, la Sicurezza interna, guidata da Kristi Noem, la cui politica show anti-immigrati ha contribuito a far crollare la fiducia degli ispanici in Trump. Anche il dipartimento dell’Energia, guidato da Chris Wright, potrebbe cambiare. La Casa Bianca ha smentito la notizia. «Tutto falso al cento per cento, vogliono solo sollevare gli indici d’ascolto», ha dichiarato la portavoce Karoline Leavitt. La Cnn ha confermato le indiscrezioni. Nelle prossime settimane capiremo se, continuando il trend negativo dei sondaggi, Trump correrà ai ripari.