Volker: “Questo piano va lasciato cadere, danneggia anche gli Usa”
dal nostro corrispondente Paolo MastrolilliKurt Volker
New York - Stavolta anche Kurt Volker, che di Trump era stato l’inviato in Ucraina, fatica a dare un senso al piano in 28 punti: «L’unica spiegazione razionale è che sia stato scritto dai russi per costringere Zelensky a rifiutarlo, in modo da avere la scusa per scaricarlo». La risposta può essere una sola: «Lasciarlo cadere, proponendo alternative. Tocca agli europei farlo. A Ginevra devono chiarire che è inaccettabile perché mette a rischio la loro sicurezza e gli interessi Usa».
Cosa ha pensato vedendo il piano?
«E’ incredibilmente a favore di una parte. Sembra che la minaccia sia l’Ucraina, invece della Russia che l’ha invasa. Impone limiti alle forze armate dell’aggredito, ma nulla a quelle dell’aggressore. Non specifica le garanzie di sicurezza, non mette Mosca davanti alla responsabilità per i crimini di guerra commessi, e vuole usare i suoi fondi congelati in Europa a beneficio degli Usa».
Trump chiede che Zelensky lo firmi entro giovedì.
«La Casa Bianca sa che è impossibile e…
New York - Stavolta anche Kurt Volker, che di Trump era stato l’inviato in Ucraina, fatica a dare un senso al piano in 28 punti: «L’unica spiegazione razionale è che sia stato scritto dai russi per costringere Zelensky a rifiutarlo, in modo da avere la scusa per scaricarlo». La risposta può essere una sola: «Lasciarlo cadere, proponendo alternative. Tocca agli europei farlo. A Ginevra devono chiarire che è inaccettabile perché mette a rischio la loro sicurezza e gli interessi Usa».
Cosa ha pensato vedendo il piano?
«E’ incredibilmente a favore di una parte. Sembra che la minaccia sia l’Ucraina, invece della Russia che l’ha invasa. Impone limiti alle forze armate dell’aggredito, ma nulla a quelle dell’aggressore. Non specifica le garanzie di sicurezza, non mette Mosca davanti alla responsabilità per i crimini di guerra commessi, e vuole usare i suoi fondi congelati in Europa a beneficio degli Usa».
Trump chiede che Zelensky lo firmi entro giovedì.
«La Casa Bianca sa che è impossibile e questo spinge a riflettere sulle sue motivazioni. Forse vuole imbarazzare Vance che si è esposto troppo, oppure spingere gli europei a fare di più, ma è ovvio che questo piano non va da nessuna parte».
Come deve rispondere Zelensky?
«Ha fatto bene a dire che non vuole perdere il sostegno degli Usa e quindi è pronto a negoziare».
Quali pensa siano le vere motivazioni della Casa Bianca?
«L’unica supposizione logica è che voglia mettere in un angolo Zelensky, spingendolo a rifiutare il piano. Così avranno la scusa per dire che ci hanno provato, ma non ha funzionato. Quindi fermeranno le forniture militari e l’intelligence. Tocca agli europei intervenire per impedirlo».
Cosa deve fare Zelensky?
«Ha fatto bene e non rifiutare il piano, dicendosi pronto a negoziarlo. Ora deve avanzare proposte alternative».
Ad esempio?
«Se volete ridurre le forze armate ucraine a 600.000 uomini, qualche limite reciproco va imposto anche a quelle russe. Le garanzie di sicurezza vanno specificate. Se noi ci ritiriamo da territori che controlliamo, anche i russi devono cedere qualcosa. Deve aprire una discussione per trasformare il piano in qualcosa di ragionevole. Ricordiamoci che lo stesso era accaduto con le terre rare: la prima versione dell’accordo era assurda, ma è stata modificata».
L’annesso che definisce un nuovo attacco russo come un attacco a tutta l’alleanza transatlantica non è sufficiente?
«No, non è l’articolo V della Nato. Se Kiev non entra per ora nell’Alleanza, le garanzie vanno specificate».
Come giudica le soluzioni territoriali?
«Irrazionali, perché impongono a Kiev di abbandonare zone che controlla e Mosca non è stata in grado di conquistare, in cambio di nulla. L’unica ipotesi accettabile è il cessate il fuoco lungo la linea attuale del fronte, senza riconoscimenti. I 28 punti sono contraddittori, perché da una parte parlano di presa d’atto della situazione di fatto e dall’altra di riconoscimenti. Ciò dà l’opportunità per proporre alternative».
Cosa devono fare gli europei a Ginevra?
«Parlare con una voce per dire che questa prospettiva è inaccettabile per la loro sicurezza, ma anche per quella americana. Devono assicurare che sono pronti a continuare il loro impegno al fianco di Kiev e discutere le modifiche direttamente con Trump, saltando Vance, che spinge questo piano».
Si dice che è stato scritto in russo e tradotto in inglese.
«E’ evidente, basta leggerlo».
Perché allora Putin non l’ha ancora accettato?
«Non crede ai suoi occhi, è deliziato. Deve solo sedersi e aspettare. Spera che Zelensky lo rifiuti, così potrà avere anche di più».
Washington sostiene che è l’unica opzione per Zelensky.
«Ho sentito dire che secondo fonti della Casa Bianca deve accettare il piano perché è debole. E’ vero il contrario: non può accettarlo proprio perché è in posizione di debolezza. Putin vuole le elezioni entro 100 giorni per rimpiazzarlo con un suo pupazzo».