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Merz: “Kiev ha il diritto di difendere i territori, questa è la linea rossa”

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Il cancelliere tedesco: “Il diritto a esistere del Paese non è negoziabile. Quella di Mosca è una guerra contro tutta la comunità occidentale”
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Cancelliere Merz, per porre fine all’aggressione russa all’Ucraina gli Stati Uniti hanno elaborato un piano in 28 punti, che in parte gli europei disapprovano perché prevede significative concessioni territoriali a Mosca e la diminuzione dell’esercito di Kiev. Quanto spera di poter ancora dissuadere Trump da questa impostazione?

«Negoziati sono in corso a Ginevra, dove i nostri rappresentanti si sono riuniti e stanno conducendo trattative difficili, il cui esito è più che incerto».

Prevede di incontrare presto il presidente Trump, per consultarsi con lui?

«Abbiamo avuto una lunga conversazione telefonica venerdì e siamo anche in stretto contatto tramite i nostri team. Si tratta di discussioni molto approfondite e dovremo attenderne i risultati».

Il presidente Zelensky ha affermato, riguardo al piano in 28 punti, che l’Ucraina ora deve scegliere se perdere la sua dignità o il suo partner chiave più importante. Riesc…

Cancelliere Merz, per porre fine all’aggressione russa all’Ucraina gli Stati Uniti hanno elaborato un piano in 28 punti, che in parte gli europei disapprovano perché prevede significative concessioni territoriali a Mosca e la diminuzione dell’esercito di Kiev. Quanto spera di poter ancora dissuadere Trump da questa impostazione?

«Negoziati sono in corso a Ginevra, dove i nostri rappresentanti si sono riuniti e stanno conducendo trattative difficili, il cui esito è più che incerto».

Prevede di incontrare presto il presidente Trump, per consultarsi con lui?

«Abbiamo avuto una lunga conversazione telefonica venerdì e siamo anche in stretto contatto tramite i nostri team. Si tratta di discussioni molto approfondite e dovremo attenderne i risultati».

Il presidente Zelensky ha affermato, riguardo al piano in 28 punti, che l’Ucraina ora deve scegliere se perdere la sua dignità o il suo partner chiave più importante. Riesce a comprendere la disperazione che Zelensky sta esprimendo?

«Posso comprendere la disperazione dell’intera Ucraina, perché questa guerra dura ormai da quasi quattro anni, ed è per questo che il presidente Zelensky ha una posizione così netta. Non può abbandonare il Paese e noi lo sosteniamo in questa posizione».

Lei afferma di sostenerlo, ha anche detto di aver presentato una sua proposta: per lei quali sono le condizioni che l’Ucraina non dovrebbe assolutamente accettare?

«Sono attualmente in corso negoziati a Ginevra su alcuni di questi 28 punti. Le condizioni non negoziabili sono senza dubbio l’integrità territoriale dell’Ucraina e il diritto del Paese a esistere. Su questo non si può trattare e quindi noi, e io personalmente, sosteniamo la posizione negoziale del governo ucraino».

È del tutto evidente che gli Stati Uniti hanno elaborato questo piano in 28 punti con la Russia, ignorando gli europei. A suo avviso, quanto è grave il danno arrecato alle relazioni transatlantiche?

«Ho un forte interesse a che gli americani mantengano il loro impegno e continuino ad assumersi le proprie responsabilità all’interno della Nato. Questa non è solo una guerra contro l’Ucraina, è una guerra contro l’intera comunità occidentale, contro l’ordine politico dell’Europa. E gli americani sono interessati quanto tutti noi alla sua sopravvivenza».

Questi negoziati si stanno ora concentrando in particolare sulle garanzie di sicurezza che possono essere offerte all’Ucraina. Quale ruolo concreto potrebbe svolgere l’Europa a questo riguardo? Cosa si può offrire all’Ucraina?

«Abbiamo già discusso di possibili garanzie di sicurezza qualche settimana fa a Washington. Sono grato che gli americani abbiano nuovamente manifestato la loro disponibilità a partecipare alla fornitura di garanzie di sicurezza, il ruolo degli Stati Uniti è indispensabile. Ecco perché ne stiamo discutendo con gli americani, ma ora non è il momento giusto per speculare sui dettagli».

L’opinione pubblica tedesca si chiede cosa questo possa significare concretamente per la Germania. Ritiene ipotizzabile che anche truppe di terra tedesche possano anche garantire una zona demilitarizzata quando sarà finita la guerra?

«Sono tutte speculazioni prive di attinenza con la situazione attuale. Adesso stiamo cercando di porre fine a questa guerra, o almeno di raggiungere un cessate il fuoco. E se ci riusciremo, avremo già fatto molto. Dopodiché inizierà il vero lavoro».

Copyright Welt/Lena-Leading European Newspaper Alliance. Traduzione di Carlo Sandrelli

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