✕

La sfida di Rubio: il cubano con la partita dei negoziati si gioca la Casa Bianca

(afp)

Ascolta l'audio

Il figlio di esuli è riuscito a diventare segretario di Stato, nonostante le vecchie liti con Donald Ora punta a battere Vance per la nomination
1 minuti di lettura

New York – Durante la campagna presidenziale del 2016, quando erano rivali per la nomination repubblicana, Trump sfotteva Rubio col soprannome «Little Marco», «Marcolino». Un po’ per la statura, ma soprattutto per bollarlo come un peso piuma non adatto a guidare gli Usa. Il senatore della Florida aveva risposto prendendolo in giro per le mani troppo piccole rispetto al resto del corpo: «E sapete cosa dicono degli uomini con le mani piccole?». Era un ovvio riferimento agli attributi maschili, a cui Donald aveva sentito la necessità di replicare così: «Vi garantisco che non c’è problema». Poi Marco si era pentito, ammettendo di vergognarsi davanti ai suoi figli di essere sceso così in basso.

Non è solo colore, e nonostante nelle campagne elettorali accada di tutto, ciò porta a chiedersi come abbia fatto Rubio a risalire da una lite con Trump da cortile della scuola, fino a diventare il suo segretario di Stato che potrebbe riaggiustare il processo di pace in Ucraina, candidandosi così a …

New York – Durante la campagna presidenziale del 2016, quando erano rivali per la nomination repubblicana, Trump sfotteva Rubio col soprannome «Little Marco», «Marcolino». Un po’ per la statura, ma soprattutto per bollarlo come un peso piuma non adatto a guidare gli Usa. Il senatore della Florida aveva risposto prendendolo in giro per le mani troppo piccole rispetto al resto del corpo: «E sapete cosa dicono degli uomini con le mani piccole?». Era un ovvio riferimento agli attributi maschili, a cui Donald aveva sentito la necessità di replicare così: «Vi garantisco che non c’è problema». Poi Marco si era pentito, ammettendo di vergognarsi davanti ai suoi figli di essere sceso così in basso.

Non è solo colore, e nonostante nelle campagne elettorali accada di tutto, ciò porta a chiedersi come abbia fatto Rubio a risalire da una lite con Trump da cortile della scuola, fino a diventare il suo segretario di Stato che potrebbe riaggiustare il processo di pace in Ucraina, candidandosi così a sfidare il vice presidente Vance per raccogliere l’eredità del capo della Casa Bianca nelle elezioni del 2028. Ma soprattutto spinge a domandarsi se l’ex “Marcolino” goda davvero della fiducia necessaria per riorientare il piano in 28 punti dettato da Mosca, in modo da renderlo accettabile per tutti, oppure rischia di essere smentito e scavalcato da un momento all’altro.

Rubio è nato in Florida nel 1971 da due esuli cubani. I genitori avevano lasciato l’isola prima della rivoluzione castrista, ma lui comunque presenta la loro emigrazione negli Usa come il passaggio chiave nella storia della famiglia. Era entrato in carica come deputato statale della Florida nel 2000, anno della contesa presidenziale tra George Bush figlio e Gore, e quando lo avevano nominato Speaker aveva assunto una ventina di consiglieri dell’ex governatore Jeb Bush. È conservatore, ma viene dall’ala più tradizionale del partito repubblicano, non dal mondo Maga, e i colleghi lo consideravano sempre pronto a cercare il consenso bipartisan. Infatti era membro della “Gang of Eight”, gruppo di senatori che aveva elaborato una riforma condivisa dell’immigrazione, che Trump gli rinfacciava accusandolo di volere l’amnistia degli illegali. In politica estera è sempre stato un falco, in particolare verso Russia e Cina, che Washington vuole sfilare dall’abbraccio con Putin. Durante la campagna presidenziale il suo consigliere era Jamie Fly, cresciuto tra German Marshall Fund e Council on Foreign Relations. Prima di lui, l’ultimo che aveva ricoperto insieme le cariche di segretario di Stato e consigliere per la sicurezza nazionale era stato Kissinger. Ora dovrà eguagliarlo, per chiudere la guerra in Ucraina come Henry aveva fatto in Vietnam, magari evitando che la pace sia solo un “decente intervallo” prima della caduta di Kiev.

Leggi i commenti