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Gli Stati Uniti conducono colloqui segreti ad Abu Dhabi tra Ucraina e Russia

Daniel Driscoll (afp)

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Secondo il Financial Times il segretario dell’Esercito americano Driscoll ha incontrato Budanov e una delegazione di Mosca
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Il negoziato più difficile si sposta negli Emirati. In queste ore il segretario dell’Esercito americano, Dan Driscoll, è ad Abu Dhabi e sta incontrando l’uomo di tutti i segreti dell’Ucraina, Kyrilo Budanov, il potente capo dell’intelligence militare (Gur). I due erano a Ginevra domenica per discutere con gli emissari europei del piano americano in 28 punti, ridotto e riformulato, alla fine degli incontri, in un testo in 19 punti, con le questioni più spinose (confini, lo status dei territori occupati, il rapporto con la Nato) rimandate all’interlocuzione diretta tra il Trump e Zelensky. Ma negli Emirati - come rivela il Financial Times - è presente anche una delegazione russa.

Secondo un funzionario americano e due fonti a conoscenza del dossier, gli scambi con gli emissari di Putin sono cominciati già lunedì sera e proseguono nella giornata di oggi. Non è chiaro chi sieda al tavolo per Mosca, né se le tre parti si stiano parlando insieme o solo in incontri separati.

Budanov non…

Il negoziato più difficile si sposta negli Emirati. In queste ore il segretario dell’Esercito americano, Dan Driscoll, è ad Abu Dhabi e sta incontrando l’uomo di tutti i segreti dell’Ucraina, Kyrilo Budanov, il potente capo dell’intelligence militare (Gur). I due erano a Ginevra domenica per discutere con gli emissari europei del piano americano in 28 punti, ridotto e riformulato, alla fine degli incontri, in un testo in 19 punti, con le questioni più spinose (confini, lo status dei territori occupati, il rapporto con la Nato) rimandate all’interlocuzione diretta tra il Trump e Zelensky. Ma negli Emirati - come rivela il Financial Times - è presente anche una delegazione russa.

Secondo un funzionario americano e due fonti a conoscenza del dossier, gli scambi con gli emissari di Putin sono cominciati già lunedì sera e proseguono nella giornata di oggi. Non è chiaro chi sieda al tavolo per Mosca, né se le tre parti si stiano parlando insieme o solo in incontri separati.

Budanov non ha mai chiuso del tutto i canali comunicativi con la Russia dopo l’invasione su larga scala perché tra i suoi compiti c’è anche la gestione dello scambio dei prigionieri. Per Washington, la sua presenza al tavolo di Abu Dhabi significa che l’Ucraina non subirà l’accordo ma lo negozierà da una posizione solida. Non solo: Budanov conosce meglio di chiunque altro la reale situazione sul fronte del Donbass e può spiegare alla controparte americana perché non ha senso, anche da un punto di vista strategico, cedere territori che la Russia non ha ancora conquistato, come prevedeva la prima versione del piano Trump.

“Driscoll è stato coinvolto in questo processo di pace in modo molto intenso negli ultimi giorni”, ha ammesso il funzionario Usa al quotidiano britannico. Driscoll, nella geografia della Casa Bianca, è incasellato come uomo del vicepresidente J.D.Vance, “L’Ucraina sa perfettamente da dove viene, dopo Ginevra”.

Anche il Cremlino lo sa e, stando alle prime reazioni, non è affatto soddisfatto delle modifiche. “Il piano europeo a prima vista è completamente non costruttivo e non funziona per noi”, afferma Yuri Ushakov, consigliere per la politica estera, che ha commentato le anticipazioni sulla stampa ma non ha visto il nuovo documento. “Non tutte ma molte delle disposizioni del piano Usa ci sembrano invece accettabili”. In precedenza Putin, al telefono con il presidente turco Erdogan, ha detto che i 28 punti, quelli del testo licenziato da Trump, “in linea di principio possono essere utilizzati come base per l’accordo di pace”.

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