Washington, afghano spara vicino alla Casa Bianca: gravi due militari. Trump dà la colpa a Biden
di Massimo BasileNEW YORK – Almeno cinque colpi d’arma da fuoco, risuonati come esplosioni nelle strade semideserte attorno alla Casa Bianca, alla vigilia di Thanksgiving. Due soldati della Guardia nazionale, colpiti alla testa, secondo l’Fbi sono in condizioni critiche. Secondo il governatore della West Virginia, da cui provenivano, erano morti, ma in serata si è corretto, allineandosi alla versione dell’Fbi.
L’attentatore, armato di fucile e ferito in modo grave, è stato portato in ospedale. I media americani raccontano che l’uomo sarebbe stato identificato come un cittadino afghano di 29 anni, Rahmanullah Lakanwal. Sarebbe arrivato negli Stati Uniti nel 2021 con i permessi speciali forniti dall’amministrazione di Joe Biden dopo il ritiro delle truppe americane dall’Afghanistan. Ed è proprio per questo che l'amministrazione Trump ha annunciato che sospenderà con effetto immediato tutte le domande di immigrazione presentate da cittadini afghani.
Secondo Fox News Digital, che cita quanto dichiarato da…
NEW YORK – Almeno cinque colpi d’arma da fuoco, risuonati come esplosioni nelle strade semideserte attorno alla Casa Bianca, alla vigilia di Thanksgiving. Due soldati della Guardia nazionale, colpiti alla testa, secondo l’Fbi sono in condizioni critiche. Secondo il governatore della West Virginia, da cui provenivano, erano morti, ma in serata si è corretto, allineandosi alla versione dell’Fbi.
L’attentatore, armato di fucile e ferito in modo grave, è stato portato in ospedale. I media americani raccontano che l’uomo sarebbe stato identificato come un cittadino afghano di 29 anni, Rahmanullah Lakanwal. Sarebbe arrivato negli Stati Uniti nel 2021 con i permessi speciali forniti dall’amministrazione di Joe Biden dopo il ritiro delle truppe americane dall’Afghanistan. Ed è proprio per questo che l'amministrazione Trump ha annunciato che sospenderà con effetto immediato tutte le domande di immigrazione presentate da cittadini afghani.
Secondo Fox News Digital, che cita quanto dichiarato dall'attuale direttore della Cia John Ratcliffe, Lakanwal aveva collaborato in passato con diverse entità governative statunitensi attive in Afghanistan, tra cui la Cia, come membro di una forza partner a Kandahar. L’uomo entrò negli Stati Uniti un mese dopo il ritiro delle truppe Usa dal Paese asiatico, nell'ambito dell''Operazione Allies Welcome. Per la Cnn, aveva presentato richiesta di asilo nel 2024, quando c'era ancora Biden alla Casa Bianca, ma la richiesta era stata accolta nell'aprile del 2025 dall'Amministrazione Trump.
L’attacco è avvenuto alle 14,20 vicino all’ingresso della stazione metro Farragut West Station, nei pressi di Lafayette Square, a cinquecento metri dalla Casa Bianca, in una zona residenziale battuta in quel momento da dipendenti governativi che si spostavano a piedi, un gruppo di turisti e una scolaresca.
L’accusa di Trump a Biden
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, invece, non era a Washington. Martedì sera era partito con la first lady Melania per Palm Beach, in Florida, per trascorrere la festività di Thanksgiving, considerato da molti il Natale americano, ma l’episodio ha riportato subito alla mente i momenti drammatici dell’anno scorso, quando Trump era rimasto ferito in un attentato in Pennsylvania e, poche settimane dopo, era finito nel mirino di un aspirante attentatore in Florida.
Spari a Washington vicino alla Casa Bianca, la cattura del sospetto ripresa dal palazzo di fronte
Dopo alcune ore il presidente ha commentato con un video sul suo social Truth l’attentato, definendolo "un attacco mostruoso, simile a un'imboscata", messo a segno a "bruciapelo", un "atto di terrorismo", e si è detto "determinato a garantire che l'animale che ha commesso questa atrocità paghi il prezzo più alto possibile".
Trump ha insistito sul fatto che il sospetto "è stato trasferito" dall'Afghanistan "dall'Amministrazione Biden nel settembre del 2021 con quei famigerati voli di cui parlavano tutti" e ha ribadito le critiche all'Amministrazione Biden affermando anche che "nessuno sapeva chi entrava" e descrivendo il suo predecessore come "un presidente disastroso, il peggiore nella storia del nostro Paese". "La precedente Amministrazione ha fatto entrare da tutto il mondo 20 milioni di stranieri sconosciuti e non controllati", ha sostenuto, affermando che "questo attacco evidenzia la più grande minaccia per la sicurezza" degli Stati Uniti.
La sospensione
Trump ha chiesto di rivalutare tutti i casi relativi a cittadini afghani entrati negli Stati Uniti all'epoca dell'Amministrazione di Joe Biden. "Ora dobbiamo riesaminare ogni singolo caso di stranieri entrati nel nostro Paese dall'Afghanistan durante l'Amministrazione Biden e dobbiamo adottare tutte le misure necessarie per garantire l'allontanamento di ogni straniero proveniente da qualsiasi Paese che non appartenga al nostro Paese o che non apporti alcun beneficio al nostro Paese".
Poche ore dopo, gli Stati Uniti hanno sospeso l'elaborazione di tutte le richieste di immigrazione provenienti da cittadini afghani. I Servizi per la cittadinanza e l'immigrazione hanno affermato che la decisione è stata presa in attesa di una revisione dei "protocolli di sicurezza e controllo".
L’obiettivo
Il bilancio dell’attacco a Washington è grave ma, fino a ieri sera, non risultavano analogie con gli altri episodi. Secondo il portavoce del Secret Service, Anthony Guglielmi, la sparatoria “non ha avuto come obiettivo la Casa Bianca”. I membri dell’intelligence non hanno sparato colpi e quattro ore dopo l’attacco il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance ha ammesso che il movente era ancora “sconosciuto”. “È stato un attacco mirato” contro gli agenti della Guardia nazionale, ha dichiarato la sindaca di Washington Muriel Bowser nel corso di una conferenza stampa.
La Guardia nazionale, che faceva parte del contingente schierato da Trump a Washington, presidiava da settimane le fermate della metropolitana ed era diventata ormai una presenza abituale per i residenti. Non è chiaro se i primi colpi siano stati sparati contro i soldati, o siano stati quelli della Guardia nazionale ad agire per primi, come ha raccontato un testimone. Gli investigatori hanno recuperato la pistola che si ritiene sia stata usata nell’attacco.
L’ex presidente Joe Biden ha scritto sui social: “Jill ed io siamo affranti. La violenza, in qualsiasi forma, è inaccettabile e dobbiamo restare uniti nel condannarla. Le nostre preghiere sono per i militari feriti e per le loro famiglie”.
I voli al Reagan National Airport di Washington sono stati bloccati. Una dozzina di aerei sono stati costretti a volare in tondo per una trentina di minuti sopra il Maryland e la Virginia, in attesa del via libera per l’atterraggio, arrivato soltanto dopo le 15. Mezz’ora dopo, l’allarme alla Casa Bianca è sceso a livello arancione, cioè “alto rischio”, sufficiente a permettere ai dipendenti con badge di muoversi.
“La Casa Bianca è consapevole della tragica situazione”, aveva dichiarato subito la portavoce, Karoline Leavitt. Decine di auto della polizia hanno occupato l’area all’angolo tra la 17ª Street e la I Street Nw. Tutta la zona è stata isolata e poi messa in “sicurezza”. Sulla sorte dei due soldati le notizie sono state confuse. “Questi coraggiosi cittadini — ha dichiarato il governatore Patrick Morrisey — hanno perso la vita al servizio del loro Paese. La West Virginia non dimenticherà mai il loro servizio e il loro sacrificio”. Un’ora dopo, però, il direttore dell’Fbi, Kash Patel, ha corretto la notizia, dicendo che i due soldati erano in “condizioni critiche” e non morti. Morrisey ha poi cambiato la propria versione e parlato di “notizie contrastanti”. L’Fbi ha annunciato che indagherà sulla sparatoria come possibile atto di terrorismo.
Stacey Walters, 43 anni, infermiera, stava andando in lavanderia quando ha sentito i primi colpi. Si è girata terrorizzata e ha visto bambini piccoli portati in salvo dalla polizia. “Volevo piangere — ha raccontato — non sono mai stata così vicino a qualcosa del genere, figuriamoci durante le feste”. “Ho capito subito che erano spari”, ha ammesso Tim Moye, 48 anni, in città per visitare il figlio, “vivo ad Albany, in Georgia, e quelle cose le sentiamo tutti i giorni”.