PECHINO - L’inferno. Enormi colonne di fumo che si alzano nel cielo. Fiamme che avvolgono le impalcature di bambù. Secondo il bilancio dei vigili del fuoco sono 55 i morti, 29 i feriti e 279 i dispersi. Un tremendo incendio ha devastato un complesso residenziale nel quartiere Tai Po di Hong Kong, a nord della città, il Wang Fuk Court: otto edifici che comprendono 1.984 appartamenti e ospitano circa 4.000 residenti. Le fiamme si sono propagate rapidamente a sette degli otto grattacieli del complesso. Tre uomini sono stati arrestati con l'accusa di omicidio colposo.
Per domare l'incendio sono stati mobilitati 128 automezzi dei vigili del fuoco, 57 ambulanze, 767 pompieri e 400 agenti di polizia. Già oltre 700 le persone che hanno trovato rifugio in cinque centri comunitari aperti dall'ufficio distrettuale di Tai Po. Ancora ignote le cause dell’incendio. A tarda notte si cercava ancora di spegnere le fiamme. Difficile per i pompieri riuscire a raggiungere i piani superiori delle torri a causa delle alte temperature. Il leader cinese Xi Jinping ha espresso le proprie condoglianze chiedendo di “compiere ogni sforzo possibile per domare l'incendio e ridurre al minimo il numero delle vittime e dei danni”.
Chan Kwong-tak, un pensionato di 83 anni che vive nel complesso, racconta al South China Morning Post, quotidiano di Hong Kong, che gli allarmi antincendio non sono scattati quando il fuoco è divampato nel pomeriggio, nonostante gli edifici ne fossero dotati. “Se qualcuno stava dormendo in quel momento, era spacciato”. L’uomo racconta che da tempo aveva sollevato preoccupazioni riguardo alla qualità dei lavori di ristrutturazione e sul fatto che gli operai fumassero all'interno dell’edificio, “ma tutte le mie lamentele sono rimaste inascoltate”. Altri residenti raccontano che sono stati avvisati solo quando una guardia di sicurezza ha bussato alle loro porte, lasciando loro poco tempo per evacuare.
I condomini vennero costruiti nei primi anni Ottanta ed erano in corso lavori di ristrutturazione da quasi un anno.
Hong Kong, le immagini dei grattacieli in fiamme che illuminano la notte
La prima segnalazione ai vigili del fuoco è arrivata alle 14:51 locali. Alle 18:22 l'allarme è stato elevato al livello 5, il più alto della città. Erano 17 anni che Hong Kong non classificava un incendio a tale livello: l’ultima volta fu nel 2008 quando un incendio divampato in un edificio nella zona di Mong Kok causò la morte di quattro persone e il ferimento di 55.
Hong Kong è uno degli ultimi luoghi al mondo in cui il bambù è ancora ampiamente utilizzato per le impalcature nell'edilizia: flessibile, resistente e più economico dell'acciaio e dell'alluminio. La scorsa primavera, però, il governo della città aveva annunciato l’intenzione di sostituire gradualmente l'uso del bambù prediligendo impalcature metalliche, citando rischi per la sicurezza. Il governatore di Hong Kong, John Lee, ha annunciato un’indagine sull’accaduto e la sospensione della campagna per le elezioni legislative del 7 dicembre perché l’amministrazione sta dando priorità al disastro. Non ha chiarito su un possibile rinvio del voto, rimandando la decisione ai prossimi giorni. “Ora è più urgente gestire l’incendio e aiutare i colpiti”.
Disastri come questo sono estremamente rari: Hong Kong, uno dei luoghi più densamente popolati della terra, vanta una solida esperienza in materia di sicurezza degli edifici.