Budanov, Driscoll e Kostyukov: quei generali seduti al tavolo, architetti del negoziato di pace
di Gianluca Di FeoIl futuro della pace si discute faccia a faccia tra persone abituate alla discrezione più alta e ai colpi più bassi. Spesso nella storia recente i capi degli agenti segreti si sono ritrovati allo stesso tavolo per discutere il modo di fermare le armi. Il ruolo degli 007 è rimasto nell’ombra: hanno definito gli aspetti tecnici più delicati, sia all’inizio che alla fine di una trattativa, lasciando i riflettori alla diplomazia. È accaduto in quasi tutti i conflitti, dal Vietnam al Medio Oriente: un peso particolare hanno avuto, ad esempio, gli apparati di sicurezza emiratini nel percorso per arrivare all’accordo con i talebani sull’Afghanistan firmato dalla prima presidenza Trump.
Budanov, l’uomo di Zelensky
Anche la riservatezza intorno ai colloqui di Abu Dhabi è massima, soprattutto da parte del Cremlino che ostenta disinteresse per ogni forma di mediazione. Sappiamo per certo chi è l’inviato di Zelensky: il giovanissimo generale Kyrylo Budanov, 39 anni, capo del servizio segreto…
Il futuro della pace si discute faccia a faccia tra persone abituate alla discrezione più alta e ai colpi più bassi. Spesso nella storia recente i capi degli agenti segreti si sono ritrovati allo stesso tavolo per discutere il modo di fermare le armi. Il ruolo degli 007 è rimasto nell’ombra: hanno definito gli aspetti tecnici più delicati, sia all’inizio che alla fine di una trattativa, lasciando i riflettori alla diplomazia. È accaduto in quasi tutti i conflitti, dal Vietnam al Medio Oriente: un peso particolare hanno avuto, ad esempio, gli apparati di sicurezza emiratini nel percorso per arrivare all’accordo con i talebani sull’Afghanistan firmato dalla prima presidenza Trump.
Budanov, l’uomo di Zelensky
Anche la riservatezza intorno ai colloqui di Abu Dhabi è massima, soprattutto da parte del Cremlino che ostenta disinteresse per ogni forma di mediazione. Sappiamo per certo chi è l’inviato di Zelensky: il giovanissimo generale Kyrylo Budanov, 39 anni, capo del servizio segreto militare Gur. Una figura leggendaria, che nel 2014 ha combattuto come incursore dietro le linee nel Donbass ed è stato ferito diverse volte. Guida il Gur dal 2020 e si dice sia sfuggito a dieci agguati, in uno dei quali è stata avvelenata la moglie: «Ha letteralmente occhi di ghiaccio - ha detto un ufficiale delle forze speciali Nato - Io ho partecipato a molte missioni pericolose, ma quando mi ha fissato confesso di avere avuto un senso di paura».
Budanov è stato l’artefice della riscossa ucraina dopo l’invasione della primavera 2022, organizzando le azioni più clamorose in territorio russo: celebre l’operazione “Spyder” con i camion zeppi di droni infiltrati accanto alle basi dei bombardieri nucleari di Mosca. Anche le bombe volanti che ogni notte a dozzine colpiscono raffinerie e fabbriche sono ai suoi ordini.
L’inviato segreto di Putin
Putin per fronteggiare questo arcinemico ha inviato uno dei suoi spioni più fidati. Il nome? Finora è top secret. Negli scorsi incontri si sono alternati Sergei Naryshkin, numero uno del servizio estero Svr, e Igor Kostyukov, comandante dell’intelligence militare Gru e quindi omologo di Budanov. Il primo è un maestro delle trame, che ha guidato pure lo staff del Cremlino; il secondo un ufficiale della fanteria di Marina con indole più bellicosa, considerato il puparo della guerra ibrida scatenata contro l’Europa.
Non viene escluso che i russi possano orchestrare un tiro mancino allo 007 di Kiev e - come hanno fatto durante gli incontri a Riad - includere nella delegazione Sergej Beseda, detto “Il Barone” per i modi aristocratici e la passione per i sigari cubani: è il responsabile del Quinto direttorato del Svr, quello che si occupa delle azioni coperte in Ucraina e quindi pure dei piani per assassinare Budanov.
L’americano Driscoll
Chi in questa partita si gioca un possibile futuro da leader è il rappresentante americano: il sottosegretario all’Esercito Daniel Driscoll. Un ex tenente dei ranger che ha fatto servizio in Iraq e poi è entrato a Yale nei corsi per i veterani, dove ha fatto amicizia con un altro reduce: J. D. Vance. A soli 39 anni viene ritenuto l’astro nascente del Pentagono, in grado di mettere ordine alla confusione creata dal caotico ministro della Guerra Pete Hegseth. Finora si è occupato di trasformare l’Us Army in uno strumento in grado di affrontare le guerre digitali, adesso deve dare prova di essere un architetto di pace.