Si erano arresi, le mani erano in alto, ma non è bastato. Due palestinesi sono stati uccisi a sangue freddo dalla Polizia di frontiera israeliana durante una “operazione antiterrorismo” a Jenin. I militari hanno aperto il fuoco, ignari del telefonino che, poco lontano, li stava riprendendo.
Nel filmato, pubblicato dalla tv egiziana Al-Raid, si vedono i due palestinesi uscire da un edificio, al di fuori del quale è appostato un blindato del Magav, il corpo di gendarmeria che controlla le frontiere e che fa parte della Polizia di Israele. Siamo nel quartiere Jabal Abu Dahia, Jenin, nel nord della Cisgiordania. I due uomini hanno le mani alzate e sono a terra. I soldati li fanno rimettere in piedi e li costringono a rientrare nell’edificio, passando sotto la serranda parzialmente alzata da cui erano sbucati. E’ in quel preciso istante che i militari gli sparano, da molto vicino. E subito dopo un bulldozer che stava demolendo l’edificio fa crollare la serranda sui due corpi.
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Si erano arresi, le mani erano in alto, ma non è bastato. Due palestinesi sono stati uccisi a sangue freddo dalla Polizia di frontiera israeliana durante una “operazione antiterrorismo” a Jenin. I militari hanno aperto il fuoco, ignari del telefonino che, poco lontano, li stava riprendendo.
Nel filmato, pubblicato dalla tv egiziana Al-Raid, si vedono i due palestinesi uscire da un edificio, al di fuori del quale è appostato un blindato del Magav, il corpo di gendarmeria che controlla le frontiere e che fa parte della Polizia di Israele. Siamo nel quartiere Jabal Abu Dahia, Jenin, nel nord della Cisgiordania. I due uomini hanno le mani alzate e sono a terra. I soldati li fanno rimettere in piedi e li costringono a rientrare nell’edificio, passando sotto la serranda parzialmente alzata da cui erano sbucati. E’ in quel preciso istante che i militari gli sparano, da molto vicino. E subito dopo un bulldozer che stava demolendo l’edificio fa crollare la serranda sui due corpi.
Jenin la polizia di frontiera israeliana uccide due palestinesi che si erano appena arresi
“L’incidente è oggetto di indagine da parte dei comandanti che erano sul terreno”, recita la nota delle forze armate di Israele (Idf), uguale alle mille altre note su inchieste aperte e chiuse senza responsabili e senza conseguenze.
Al quotidiano Haaretz, che in Israele ha ripreso la notizia, una fonte della Polizia di frontiera ha detto che i due palestinesi “erano parte di un’organizzazione terroristica” e che in passato “avevano lanciato esplosivi e sparato contro le Idf”. Lo stabile dove si erano rifugiati è stato circondato dai militari israeliani per diverse ore, per farli arrendere sono state lanciate granate stordenti. Ma, al momento della resa, sono stati ammazzati.
“Uno dei due, quando era a terra, ha provato a rialzarsi e ha fatto un movimento sospetto, quindi abbiamo deciso di sparargli”, è stata la spiegazione della fonte. Dal filmato, girato da lontano e di qualità non ottimale, la mossa sospetta non si vede.