Esteri

Francia, Macron svela il servizio militare volontario

Francia, Macron svela il servizio militare volontario
(reuters)

La decisione, rivolta ai ragazzi di 18 e 19 anni, è destinata a sollevare una polemica interna. Parlando nei giorni scorsi alla radio Rtl il presidente ha spiegato che il piano non è "di inviare i giovani in Ucraina"

2 minuti di lettura

PARIGI – Emmanuel Macron rilancia un nuovo “servizio nazionale” volontario per i neo-maggiorenni, concepito per «rispondere ai bisogni delle forze armate» in un contesto segnato dalle minacce russe e dal rischio crescente di conflitto. «La paura non evita mai il pericolo. L’unico modo per evitarlo è prepararsi» ha spiegato il capo dello Stato, presentando la nuova leva volontaria da una caserma nella regione di Grenoble. Il percorso durerà dieci mesi, tra un mese di formazione iniziale e nove di servizio all’interno delle unità dell’esercito. Ai partecipanti sarà garantito uno stipendio minimo di 800 euro al mese, oltre a vitto, alloggio ed equipaggiamento.

«In questo mondo incerto, in cui la forza prevale sul diritto e la guerra è una realtà del presente, la nostra nazione non ha il diritto né di aver paura, né di cedere al panico, né di farsi trovare impreparata, né di dividersi», ha osservato il leader francese. Macron ha insistito sul fatto che i volontari serviranno «esclusivamente sul territorio nazionale» e ha ribadito che non si tratta «di mandare i nostri giovani in Ucraina». Un riferimento alla polemica scatenata dalle dichiarazioni del capo di Stato Maggiore, il generale Fabien Mandon, secondo cui la Francia deve essere pronta «ad accettare di perdere i suoi figli» in uno scenario di confronto diretto con la Russia. Dichiarazioni bollate come «guerrafondaie» da una parte della sinistra, mentre secondo il Rassemblement National i francesi «non sono pronti ad andare a morire per l’Ucraina».

Secondo Macron esiste una gioventù che «ha sete di impegno» ed è «pronta a levarsi per la patria». Senza tornare alla coscrizione obbligatoria, abolita in Francia nel 1997, il capo dello Stato prevede il lancio del nuovo servizio nazionale a partire dall’estate prossima, con la selezione dei candidati già da metà gennaio. Il servizio sarà rivolto per l’80 per cento a ragazzi e ragazze che tra i 18 e i 19 anni, per i quali rappresenterà un’“anno di pausa” dopo la maturità.

Nel primo anno il programma coinvolgerà circa 3mila giovani, per salire fino a 10mila unità nel 2030 e raggiungere 42.500 unità nel 2035. La copertura finanziaria è prevista nell’aggiornamento della legge di programmazione militare, ancora in attesa del voto parlamentare. Uno «sforzo indispensabile», ha sottolineato Macron, lanciando un appello ai deputati. I francesi sembrano accogliere positivamente l'iniziativa.

Secondo un sondaggio Odoxa–Backbone Consulting, il 61 per cento della popolazione rimpiange l’abolizione della leva obbligatoria e l’88 per cento si dice favorevole al suo ritorno. L’80 per cento approva quindi il nuovo servizio militare su base volontaria annunciato da Macron. «Non essendo obbligatorio, il servizio militare mette tutti d’accordo» sottolinea Gaël Sliman, presidente di Odoxa, notando un consenso bipartisan che va dal 63 per cento degli elettori della France Insoumise all’82 per cento di quelli del Rassemblement National.

I commenti dei lettori