“Prima gli americani” anche nei grandi parchi Usa: i turisti stranieri pagheranno 100 dollari in più
di Massimo BasileNew York - Dall’1 gennaio i turisti stranieri dovranno pagare un sovrapprezzo a persona di 100 dollari (86 euro) per visitare gli undici più importanti parchi naturali degli Stati Uniti. E’ quanto prevede un piano dell’amministrazione Trump che, fedele alla linea dell’America First, farà pagare i turisti stranieri da tre a cinque volte il costo del biglietto riservato ai residenti negli Usa. Il provvedimento riguarderà questi parchi: le Montagne Rocciose, il Grand Canyon, il parco di Yellowstone, Acadia, Everglades, Bryce Canyon, Glacier, Grand Teton, Sequoia, Yosemite e Zion. Il super ticket impatterà la vacanza di milioni di persone e scombinerà i piani di viaggio: mediamente ogni anno 14,6 milioni di turisti visitano almeno un parco nazionale o un monumento nazionale. Il 2026 sarà il 250° compleanno dell’America e le compagnie turistiche speravano di far decollare gli affari. Ora tutto questo sembra a rischio.
L'iniziativa ha spaccato il Paese: i sostenitori sono convinti che il pr…
New York - Dall’1 gennaio i turisti stranieri dovranno pagare un sovrapprezzo a persona di 100 dollari (86 euro) per visitare gli undici più importanti parchi naturali degli Stati Uniti. E’ quanto prevede un piano dell’amministrazione Trump che, fedele alla linea dell’America First, farà pagare i turisti stranieri da tre a cinque volte il costo del biglietto riservato ai residenti negli Usa. Il provvedimento riguarderà questi parchi: le Montagne Rocciose, il Grand Canyon, il parco di Yellowstone, Acadia, Everglades, Bryce Canyon, Glacier, Grand Teton, Sequoia, Yosemite e Zion. Il super ticket impatterà la vacanza di milioni di persone e scombinerà i piani di viaggio: mediamente ogni anno 14,6 milioni di turisti visitano almeno un parco nazionale o un monumento nazionale. Il 2026 sarà il 250° compleanno dell’America e le compagnie turistiche speravano di far decollare gli affari. Ora tutto questo sembra a rischio.
L'iniziativa ha spaccato il Paese: i sostenitori sono convinti che il provvedimento porterà centinaia di milioni di dollari da utilizzare per riparare le vecchie strade e le infrastrutture dei parchi: i contrari sono certi che molti turisti rinunceranno a questa esperienza, mettendo in ginocchio un settore già in crisi. Da quando è tornato alla Casa Bianca Donald Trump, il turismo internazionale diretto negli Stati Uniti ha perso numeri e miliardi di dollari. L’America insofferente agli stranieri sta perdendo appeal. I canadesi, a lungo bersaglio delle mire espansionistiche del tycoon, hanno snobbato il Paese in segno di protesta. Anche dall’Europa gli arrivi sono in calo da marzo. Il prezzo maggiorato potrebbe scoraggiare decine di migliaia di persone, soprattutto studenti, e il trattamento da America First potrebbe allargare il solco. Una famiglia di quattro persone si troverebbe a dover pagare un totale di 435 dollari (375 euro) per la visita a Yellowstone o al Grand Canyon, incluso costo del biglietto ‘normale’ per visitatore e quello della macchina. In media chi visita i circa cento altri parchi nazionali paga una decina di dollari a persona, e trentacinque per mezzo utilizzato e quelli non dovrebbero essere toccati dal provvedimento. Ma mentre i pass annuali a livello nazionale costano un’ottantina di dollari, per i turisti stranieri il prezzo salirà a 250 dollari (215 euro).
Chi si sta preparando al viaggio faccia in fretta: per altri trentacinque giorni non ci saranno differenze con i residenti, anche se in alcuni Stati, a livello locale, ci sono da tempo tariffe diverse, e in alcuni casi i residenti pagano meno di un turista. Gli operatori turistici e le aziende familiari che vivevano di tour in questi parchi temono gli effetti. Allo Yosemite, per esempio, il 25 per cento dei visitatori arriva da fuori gli Stati Uniti. “Una parte della nostra clientela - ha spiegato al New York Times Mabry Wood, che lavora al Bryce Canyon, nello Utah - riesce a malapena a mettere insieme abbastanza soldi per il tour, e ora potrebbe rinunciare”. “Le famiglie europee - ha aggiunto - non vorranno pagare per i loro figli, ma non lasceranno i bambini a casa”. E ai ranger di guardia agli ingressi dei parchi toccherà il compito di controllare chi è turista straniero e chi residente. Non proprio il saluto di benvenuto che molti si aspettano.