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Washington occupata dai soldati in mimetica, Trump ne invia altri 500

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Una giudice aveva stabilito che l’uso delle truppe federali per garantire l’ordine pubblico è illegale. Ma la Casa Bianca rilancia
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New York – Trump lo ha chiamato «animale», promettendo che il killer di Washington «pagherà a caro prezzo» l’aver sparato a due militari della Guardia Nazionale, che lui aveva schierato nelle strade della capitale per combattere la criminalità. Una decisione illegale, secondo la giudice Jia Cobb, che la settimana scorsa gli aveva dato tempo fino all’11 dicembre per fare appello. Ora il capo della Casa Bianca sembra deciso a cavalcare la sparatoria di Thanksgiving, per difendere la sua scelta e magari allargarla ad altre metropoli, da Chicago a New York, nonostante il buon rapporto stabilito col nuovo sindaco Zohran Mamdani nel primo incontro.

Saranno però le circostanze dell’attacco a determinare se gli americani lo seguiranno su questa strada, oppure gli rimprovereranno di aver fomentato la violenza. Non perché la condanna di una simile aggressione non sia unanime, soprattutto se si dovesse rivelare un atto terroristico, ma perché non manca chi accusa il presidente di aver ordinato l…

New York – Trump lo ha chiamato «animale», promettendo che il killer di Washington «pagherà a caro prezzo» l’aver sparato a due militari della Guardia Nazionale, che lui aveva schierato nelle strade della capitale per combattere la criminalità. Una decisione illegale, secondo la giudice Jia Cobb, che la settimana scorsa gli aveva dato tempo fino all’11 dicembre per fare appello. Ora il capo della Casa Bianca sembra deciso a cavalcare la sparatoria di Thanksgiving, per difendere la sua scelta e magari allargarla ad altre metropoli, da Chicago a New York, nonostante il buon rapporto stabilito col nuovo sindaco Zohran Mamdani nel primo incontro.

Saranno però le circostanze dell’attacco a determinare se gli americani lo seguiranno su questa strada, oppure gli rimprovereranno di aver fomentato la violenza. Non perché la condanna di una simile aggressione non sia unanime, soprattutto se si dovesse rivelare un atto terroristico, ma perché non manca chi accusa il presidente di aver ordinato l’invio dei militari nelle città per motivi politici, anche senza un’emergenza criminale che giustificasse un provvedimento ai limiti - o già oltre - la Costituzione.

L’intenzione di Trump è chiara, anche a giudicare dal fatto che il capo del Pentagono Hegseth ha fatto subito sapere di aver ricevuto l’ordine di schierare altri 500 soldati della Guardia Nazionale a Washington. Del resto il capo della Casa Bianca non ha molte alternative, se non usare questa tragedia come la dimostrazione che aveva ragione fin dal principio. La logica che aveva usato per impiegare le forze armate, almeno nella capitale, era quella della lotta al crimine dilagante. Se l’attacco non avesse una matrice riconducibile a questa giustificazione - e magari mandare i militari a pattugliare le strade a un passo dalla Casa Bianca ha finito per offrire un bersaglio facile ai terroristi - difendere il suo ordine potrebbe diventare più complicato. Il discorso sarebbe simile se l’aggressione non avesse comunque a che fare con la criminalità, ma avesse motivazioni diverse, a cui la presenza dei soldati ha dato l’occasione per sfogare la rabbia.

Il Posse Comitatus Act, approvato nel 1878 quando i suprematisti bianchi stavano tornando al potere in alcune regioni del Paese, vieta l’uso dei militari federali con compiti di ordine pubblico, a parte nei casi autorizzati dal Congresso. L’Insurrection Act però consente di farlo, quando ci sono insurrezioni o ribellioni interne. Secondo la giudice Cobb, a Washington non c’erano simili condizioni e quindi il presidente ha violato la legge mobilitando le forze armate per pattugliare le strade. Ora Trump intende usare la sparatoria di Thanksgiving per giustificare e allargare l’impiego dei soldati nelle metropoli d’ America. Ma l’effetto finale essere potrebbe quello opposto.

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